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Foto di Sharon McCutcheon da Pexels

Human Rights

Maternità surrogata: i diritti dei bambini

Oggi analizzeremo e tenteremo di spiegare due sentenze della Corte Costituzionale, la n. 32 e la n. 33 del 2021, che hanno affrontato nuovamente il tema della maternità surrogata che, si ricorda, è una pratica illegale in Italia.


Con entrambe le sentenze citate la Corte Costituzionale afferma che l’interesse superiore del minore a veder riconosciuto il legame di filiazione anche con il genitore non biologico, deve essere bilanciato con lo scopo legittimo dell’ordinamento a disincentivare il ricorso alla pratica della maternità surrogata, penalmente sanzionata.

La Corte Costituzionale, pertanto, ha escluso la possibilità di trascrivere le sentenze straniere relative al riconoscimento dei figli nati da madre surrogate ma, circostanza importantissima, ha chiesto al legislatore di intervenire sul tema affinché venisse creata una speciale procedura di adozione che tuteli il minore.

È evidente come quella che apparentemente sembrava essere una decisione assolutamente negativa in realtà consente di aprire una strada idonea a tutelare i bambini nati tramite il ricorso alla maternità surrogata.

Il caso

Una coppia omosessuale italiana unita in matrimonio in Canada, avendone la possibilità, ha deciso di ricorrere alla maternità surrogata. L’embrione si formava tramite i gameti di una donatrice anonima e di uno dei due uomini. Successivamente l’embrione veniva impiantato nell’utero di una diversa donna affinché portasse avanti la gravidanza.

Al momento della nascita il bambino veniva consegnato alla coppia. Nell’atto di nascita, tuttavia, veniva indicato esclusivamente il nominativo del padre biologico. Questa scelta non era condivisa dalla coppia che desiderava, invece, che entrambi risultassero genitori del bambino: per tale ragione si rivolgevano alla Corte Suprema della British Columbia.

Il ricorso veniva accolto e i due uomini veniva dichiarati genitori del bambino.

Rientrato in Italia gli stessi chiedevano che l’atto di nascita venisse trascritto successivamente al riconoscimento dello stesso. Nessun problema si presentava in Tribunale poiché la Corte di Appello di Venezia accoglieva il ricorso avverso il quale l’Avvocatura dello Stato proponeva ricorso per cassazione.


La Cassazione sollevava la questione di legittimità ritenendo che non si potesse riconoscere e rendere esecutivo il provvedimento straniero in quanto in Italia la maternità surrogata è vietata.

Si metteva, quindi, in discussione la possibile di poter riconoscere giuridicamente il legame tra il bambino e il genitore non biologico, quello che viene chiamato genitore d’intenzione.

Foto di Matthias Lemm da Pixabay

La difficoltà interna alla Corte di Cassazione

Va precisato che la questione di legittimità costituzionale è stata sollevata anche in virtù di un contrasto sorto all’interno della stessa Corte di Cassazione.

La Corte, Sezione Unite, con la sentenza n. 12193/2019, aveva escluso il riconoscimento dell’efficacia del provvedimento straniero con cui si sia dichiarato il rapporto di filiazione tra il bambino nato con la maternità surrogata ed il genitore d’intenzione.


Secondo la prima sezione della Corte di Cassazione, chiamata a decidere sul caso, la posizione assunta dalle SU nel 2019 sarebbe stata in contrasto con i seguenti articoli della Costituzione: art. 2, 3, 30,31 e 117.

La decisione della Corte Costituzionale

Come accennato in precedenza, la Corte Costituzionale ha riconosciuto chiaramente l’esistenza di un vuoto normativo e, per tale ragione, ha sollecitato un intervento da parte del Legislatore.

Si tratta di un grande cambiamento poiché in precedenza la stessa Corte si era semplicemente limitata a ribadire che la scelta di decidere sull’omogenitorialità spettava esclusivamente al Legislatore.

In questa occasione la Corte Costituzionale precisa che “non sarebbe più tollerabile il protrarsi dell’inerzia legislativa, tanto è grave il vuoto di tutela del preminente interesse del minore”. E ancora, la Corte ipotizza delle soluzioni che consentirebbero di risolvere anche il nodo connesso alla nascita dei figli nati a seguito del ricorso alla procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo in coppie di donne.

In conclusione: possiamo di nuovo osservare che la spinta al riconoscimento dei diritti e la strada da seguire viene nuovamente indicato dalla giurisprudenza al Legislatore.

Nuovamente, e con rammarico, dobbiamo osservare che l’Avvocatura dello Stato ha proposto ricorso in Cassazione per bloccare la trascrizione di un provvedimento che consentiva ad una coppia di poter essere riconosciuti entrambi genitori del bambino che entrambi stavano crescendo.

Leggi anche -> Corte Costituzionale: “Riconoscere la genitorialità anche a coppie dello stesso sesso”

Scritto da

Non faccio l'Avvocato ma lo sono. Calabra di nascita e "fiorentina" per adozione.

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