Foto di Mattia Ottavio Miglietta

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Venerdì 5 ottobre in oltre cinquecento radio e su tutte le piattaforme digitali è stato rilasciato “L’amore non ha età“, ultima fatica dell’interprete salentino Mattia “Ottavio” Miglietta scritto da Luca Sala, già autore di Emma Marrone, e arrangiato da Kikko Palmosi, produttore dei Modà.

Il brano racconta, come già spiegato in questo articolo, di un amore “sbagliato, di quelli che squarciano l’anima” tra due uomini. “L’amore non ha età” è stata quindi un’occasione, per Mattia, di rivelarsi grazie alla musica in tutta la complessità del proprio essere: artista, uomo, gay.

Non sono mancate però le difficoltà di doversi confrontare con la cattiveria di chi, nel 2018, ancora guarda all’omosessualità come uno stigma e una vergogna dalla quale doversi difendere.

In occasione del Coming Out Day, che ricorre domani 11 ottobre, abbiamo intervistato Mattia “Ottavio” per conoscere meglio la sua storia.

Foto di Mattia Ottavio Miglietta
Mattia Ottavio Miglietta – L’amore non ha età

Ottavio, con l’uscita del tuo brano hai dovuto per forza di cose fare coming out. Come hai maturato questa decisione?

Inizio col dire che la scelta di fare coming out è stata una scelta spontanea e soprattutto maturata nel corso degli anni, e non una scelta imposta o studiata a tavolino, per fare moda o audience, così come qualcuno crede o pensa criticandomi. È stata una scelta dettata dal cuore dopo aver appreso la piena consapevolezza di me stesso, riguardo la mia vera identità. Diciamo che ho deciso col mio singolo di dire senza ombre e senza vergogna “sono Ottavio, ho amato un uomo e sono gay.

Hai trovato supporto nei tuoi familiari e nei tuoi amici?

Il supporto principale è stato il coraggio, essenziale e principale elemento che mi ha portato ad essere quello che sono oggi, un ragazzo che finalmente riesce a camminare per strada senza veli. La mia famiglia e le mie amicizie, piccole ma vere, mi hanno supportato ed amato sin dall’inizio senza vergogna o alcun genere di disprezzo… quindi direi che la fortuna mi ha accompagnato dal principio.

Con loro quando ne hai parlato? Quali sono state le loro reazioni?

La dichiarazione ufficiale “devo dirvi una cosa, io sono gay” è avvenuta nel giugno del 2015 e non è stata per me una passeggiata di salute, anzi. Dichiarare qualcosa, in questo caso la mia vera identità, credo sia l’atto più difficile che una persona possa fare soprattutto nei confronti dei propri genitori e delle persone alle quali si vuole un gran bene. Ma è stato quello il momento in cui ho capito cosa volesse dire la parola amore, amare ed amarsi.
In quanto alle reazioni diciamo che sono state varie e divese, ma tutte caratterizzate da un elemento comune, quello di essere felici dinanzi alla mia felicità.

Foto di Mattia Ottavio Miglietta
Mattia Ottavio Miglietta – L’amore non ha età

Quali problemi sono sorti con l’uscita del tuo singolo “L’amore non ha età”?

Parlare di problemi magari è esagerato, ad ogni modo sono stato oggetto di critiche e malelingue pervenute poche ore dopo la pubblicazione del pezzo, legate al mio orientamento sessuale. C’è anche chi si è scomodato a chiamarmi al telefono in anonimo. Certo, c’è di peggio rispetto ai grandi problemi che la vita potrebbe riservare… ma diciamo che quando una persona è vera, tutta l’onesta può essere mal vista. A tal proposito, alle critiche e alle offese rispondo citando un passo del brano di Emma, tratto da “Malelingue”

Non ho l’arroganza di piacere / A tutti i costi / Ma non far di me / Il bersaglio dei tuoi fallimenti / Ho una madre e un padre / A cui devo davvero tanto / La mia scala di valori / Parte dal rispetto / Scegli tu se preferisci / Starne fuori o dentro.”

È la prima volta che subisci episodi di omofobia?

Assolutamente no… e a tutto ciò sono ormai immune e indifferente. Ed è proprio questo mio modo di essere e di affrontare la mia vita che potrebbe urtare molti “uomini”.

Che effetto ti ha fatto ricevere queste offese? Avevi messo in conto che potesse accadere?

Avevo messo in conto tutto ciò… ma come ho anticipato prima ringrazio, incasso, sorrido, canto e vado avanti con assoluta indifferenza.

Pensi che la ragione sia legata alla dimensione magari “provinciale” della tua città di provenienza?

Credo che il luogo centri ben poco in queste dinamiche, penso che tutto sia legato al fatto di quanto sia frustante vedere realizzati i sogni di chi vorresti che strisciasse per terra ed invece, dopo anni di sacrifici, spicca il volo. Alla mia città e al mio paese di provenienza anzi dedico un infinito “grazie” per la stima e l’affetto dedicatomi in questi giorni.

Cosa diresti a questi individui faccia a faccia?

Sicuramente dedicherei il silenzio perché credo sia la migliore risposta, dinanzi a determinate situazioni e per determinati soggetti.

Domani ricorre il coming out day. Consiglieresti ad un ragazzo della tua età di fare coming out in famiglia? 

L’unico consiglio che mi sento di dare a qualcuno della mia età è solo quello di essere se stesso, senza farsi influenzare dal resto del mondo. Ho vissuto sulla mia pelle la sofferenza di amarsi fin troppo poco e ho capito negli anni quanto sia ingiusto vivere la vita a piacere altrui. Qualche giorno fa ho dichiarato: “Ho nascosto per anni la mia vera identità, sbagliando. D’improvviso ho però scelto di scavare dentro di me ed ho imparato ad accettarmi ed amarmi” quindi se volete vivere, vivete la vostra vita e siate voi stessi. Della società e del suo giudizio rendetene solo il contorno del vostro magnifico disegno.

Col senno di poi… rifaresti le scelte che ti hanno portato sin qui?

Col senno di poi… rifarei tutto!

Scrivo per la stampa locale, gioco a fare il blogger. Laureato in Economia. Pugliese integralista. Eclettico.
Mi piacciono i violini nei film di Truffaut, le poesie di Sandro Penna e i Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.

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