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Montenegro: bocciato il riconoscimento delle unioni civili nel paese

Non si trattava di una legge sul matrimonio egualitario, ma dell’istituzione delle unioni civili, seppure con forti limitazioni, eppure il Parlamento di Podgorica lo ha bocciato in tutta fretta.

Nata su iniziativa del Ministro delle minoranze e dei diritti umani, la legge avrebbe previsto l’introduzione delle unioni civili e dei matrimoni gay celebrati all’estero con l’estensione dei diritti delle coppie eterosessuali (soprattutto in tema di welfare), pur non potendo essere riconosciute come famiglie, né avere il permesso di adottare figli.

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Gay Pride 2013 in Montenegro, con l’intervento della polizia che ha scortato i manifestanti AFP PHOTO / SAVO PRELEVIC (Photo credit SAVO PRELEVIC/AFP/Getty Images)

La bocciatura della legge delle minoranze etniche

Stando a quanto si apprende dal BalkanInsight, il dibattito sulla legge ha registrato un botta e risposta molto acceso sui social media, con la gran parte dei commenti contrari. Fautori della bocciatura sono state le frange minoritarie della coalizione socialdemocratica di governo, che oltre a comprendere i liberali (favorevoli alla legge) abbraccia anche il partito bosniaco, BS, l’iniziativa civile croata, HGI e l’etnia albanese Forca, i quali si sono opposti fermamente all’approvazione.

Del tutto contraria anche l’opposizione, il cui partito principale, Fronte Democratico, vicino alla Russia socialmente conservatrice, ha invitato il governo a ritirare la legge, affermando che la maggior parte dei cittadini del Montenegro sono contrari alle unioni omosessuali.

Dopo questa legge seguirà una legge sull’adozione dei bambini da parte della popolazione LGBT. Questo è stato il caso in tutti i paesi dell’UE. Quando arriveremo al momento di decidere, non lo prenderemo nemmeno in considerazione“, ha dichiarato il vice di DF Jovan Vucurovic. Plausi alla bocciatura sono arrivati anche dal mondo ortodosso.

Il disegno di legge, secondo quanto annunciato dal principale partito di governo, sarà riproposto a ottobre.

Le reazioni della comunità LGBT

Non sono tardati i commenti delle associazioni arcobaleno che, che hanno accolto la scoraggiante notizia parlando di “cittadini di seconda classe“.

Danijel Kalezic della LGBTI Equal Rights Association (ERA) per i Balcani occidentali e la Turchia ha dichiarato in una nota al quotidiano montenegrino Vijesti: “La maggioranza dei parlamentari montenegrini è irresponsabile” e continuando “la mancata approvazione della legge significa che la persona che amiamo non può farci visita in ospedale perché non è legalmente riconosciuta come parte della famiglia. Molti cittadini del nostro paese sono ancora senza diritti sociali di base sulla base della convivenza.” e concludendo “Se siamo disoccupati, non possiamo esercitare alcun diritto o beneficio sulla base della convivenza con la persona che amiamo, né il diritto all’assistenza sanitaria“.

Più duro l’affondo di Queer Montenegro, ONG locale molto attiva sul territorio in tema di diritti civili, che si è scagliata contro la maggioranza di governo: “La storia vi ricorderà per quello. Un grande grazie a tutti coloro che sono stati contrari a questa legge. La vostra resistenza ci rafforza, il vostro odio non potrà mai vacillare, rallentarci o fermarci ”.

bandiera lgbt montenegro
Bandiera rainbow del Montenegro

Omosessualità in Montenegro

Così come nella maggioranza dei paesi balcanici, il rapporto della società montenegrina con l’omosessualità è piuttosto controverso. Secondo BalkanInsight, infatti, il 71% dei cittadini considera l’omosessualità una malattia.

Il 76% degli omosessuali del Paese, inoltre, ha dichiarato di aver evitato di tenersi in mano con un partner dello stesso sesso in pubblico per motivi di sicurezza, e addirittura il 92% ha affermato che la discriminazione in base all’orientamento sessuale è comune nel paese.

Nel 2010, secondo le indicazioni dell’Unione Europea (il Montenegro è in trattative per entrare nell’UE dal 2012) il Parlamento ha approvato una legge che vieta la discriminazione in base all’orientamento sessuale e identità di genere sul lavoro e nel commercio, e già nel 2014 il governo di centrosinistra aveva cercato di introdurre le unioni civili nel paese, tuttavia con poco successo.

Solo due anni fa, il Consiglio Europeo ha espresso la sua contrarietà rispetto alle continue dichiarazioni d’odio verso la comunità lgbt dei politici del Paese, come bersaglio privilegiato di insulti e offese.

Delle altre ex repubbliche jugoslave nella regione balcanica, la Croazia e la Slovenia, entrambe nell’UE, hanno legalizzato le unioni omosessuali.

foto di copertina: Podgorica Pride 2018, credits: radiofreeeurope

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Sono nato a Monopoli (BA) 33 anni fa. Ormai prossimo alla resurrezione, mi sposto tra la Puglia e la Città Eterna. Respiro e scrivo, come dicono i Baustelle. Dirigo BL Magazine dove mi occupo soprattutto di diritti umani, cultura, tv e spettacolo.

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