Libro: E se fosse andata diversamente?
Dalla tela alla pagina bianca: Ardizzone, lei è conosciuto per la sua vibrante Pop Art. Cosa l’ha spinto a lasciare per un attimo i pennelli e usare la scrittura per “dipingere” questi nuovi scenari?
Innanzitutto, un passo indietro. Ho già scritto un libro due anni fa “L’arte di essere amici”, interviste a 40 artisti tra pittori, fotografi e architetti. Mi sono chiesto chi sono? Perché’ fanno parte dei miei social come amici e follower? Artisti che hanno interagito con me anche se lontani con consigli o presenti a qualche mostra. Quindi li ho cercati e intervistati. Sono passato a questo secondo esperimento di scrittura, più sociale, più culturale con queste storie che ho trasformato in favole. Tutte con un finale diverso.
Il coraggio del lieto fine: In un’epoca che spesso indugia sulla cronaca nera e sul dolore, lei hai scelto la strada opposta. Perché ha sentito il bisogno di regalare un lieto fine a storie drammatiche come quelle di Falcone, Borsellino, Giulio Regeni o Lady Diana?
Beh, in realtà il tutto è partito da una storia tra due miei amici che nel libro si chiamano Ida e Marcello, era una amicizia un po’ burrascosa all’ interno di un gruppo, poi hanno litigato in maniera definitiva. Io ho deciso di farli incontrare tramite una storia di perdono. Da lì mi è venuta in mente l’idea di cambiare alcune storie: Giulietta e Rome, Adamo ed Eva o Caino e Abele. Poi mi sono detto vabbè visto che ci sto cambiamo qualche altra situazione o avvenimenti drammatici della nostra storia. Quindi ho aggiunto Alfredino Rampi il bambino che purtroppo è rimasto incastrato nel pozzo artesiano vicino Roma. Ho aggiunto Putin e Zelensky dando un finale positivo a questa guerra che nella realtà è ancora in corso. Insomma, avevo bisogno di questa positività, avevo bisogno di queste storie a lieto fine.


Il peso della memoria: Riscrivere la storia di eroi nazionali e vittime innocenti è una sfida delicata. Quale di queste 30 storie è stata la più difficile da affrontare e “ribaltare” emotivamente?
Devo dire che tutte le 30 storie sono state difficili. Dare una svolta a delle storie presenti nella mente dell’umanità è stato veramente complicato e avevo paura anche di cadere in qualche blasfemia o creare disagi alle persone ancora in vita delle persone coinvolte. La più difficile credo che sia stata quella che io abbia messo alla fine: l’11 settembre, lì non c’è una storia che cambia, ma cambia il personaggio protagonista che sta all’interno di questa vicenda dolorosa.
Pop Art e realtà: La Pop Art spesso prende icone popolari e le reinterpreta. Possiamo definire questo libro un’operazione “Pop” applicata alla storia, dove le icone del nostro tempo trovano una nuova dimensione narrativa?
Grazie per questa domanda. Mi piace molto questo accostamento della Pop Art artistica con questa del libro. Sì in realtà ho dato vita ad delle icone pop, i miei protagonisti che nella realtà purtroppo hanno avuto un percorso negativo qui hanno un’altra luce, un’altra vita, volevo dargli quel colore che è mancato alla loro vita.
Il messaggio ai giovani: Tra i protagonisti ci sono anche figure come Romeo e Giulietta o Adamo ed Eva. Qual è il filo rosso che unisce il mito antico ai fatti di cronaca moderna?
Beh, si, leggeranno il mito di Romeo Giulietta, possono anche riconoscere Adamo ed Eva. Però c’è anche Giulio Cesare e Lady Diana, ma ci sono soprattutto due tematiche importanti che coinvolgono tutti: il femminicidio, che ho affrontato con una storia ispirata in generale al femminicidio di Giulia Cecchettin a rappresentanza di tutte le altre, e sottolineerei “nessuna esclusa”. E il bullismo e omofobia, qui ho dato spazio alle storie di Simone e di Andrea Spezzacatena.


Utopia o Speranza? Qualcuno potrebbe vedere in questi finali alternativi una forma di utopia. Per lei, “E se fosse andata diversamente?” è un gioco di fantasia o un invito concreto a non rassegnarsi mai alla tragicità degli eventi?
Beh, queste storie, questo libro è un esercizio di immaginazione e di empatia, storie che aprono la possibilità di finire in un altro modo di come li conosciamo noi. È un modo di sostare nella memoria e interrogarsi sul passato per proiettarsi nel futuro.
Il potere dell’arte: Credi che l’arte abbia il dovere morale di offrire una visione alternativa della realtà, specialmente quando la realtà stessa appare ingiusta?
Io penso proprio di sì! L’arte, quella pittorica, ma anche il teatro, il cinema è una finzione, molto spesso riprende delle storie e ne fa dei romanzi, film o quadri. Ogni artista da una interpretazione che testimonia la realtà trasformata in una favola onirica. Si dice spesso: “Importante è parlarne”
Il lancio su Amazon: Il libro è uscito da pochissimi giorni. Cosa ti aspetti che provi il lettore nel momento in cui, arrivato alla fine di un capitolo, troverà un sorriso dove la storia ci ha consegnato una lacrima?
Ho fatto leggere questo libro in anteprima ad alcuni amici per testarne un po’ la loro emotività. Devo dire che molti hanno pianto e alcuni mi hanno detto: “almeno fosse vero” purtroppo è così nonostante io abbia dato una nuova luce una nuova vita a questi personaggi sia vicini a noi sia estranei la realtà rimane, queste persone non ci sono più però c’è la speranza. Il libro è impreziosito da due prefazioni importanti, una di Padre Roberto Geroldi e l’altra dalla psicologa -psicoterapeuta Pietra Paola Scandura, che mi hanno aiutato a creare un filo rosso alle storie ma soprattutto delle risposte a chi leggera i vari episodi. Ne approfitto per ringraziare anche gli amici che hanno realizzato l’aspetto grafico del libro: l’artista Corde che mi ha regalato una sua opera “Secret Heart” per la copertina; Laura Casciotti (pepesale17) che ha realizzato le illustrazioni d’apertura dei capitoli; e l’artista Massimo Perna per la grafica.






