E’ un freddo pomeriggio meneghino. Le luci di Natale adornano sobriamente il centro di Milano. Il flusso di turisti è aumentato al tal punto che, più che camminare, sembra di risalire le correnti dei fiumi canadesi come salmoni. Ma la fatica è ben ripagata. Luciana Littizzetto ci attende per un reading e per qualche chiacchiera in più sulla sua ultima opera letteraria: “Ogni cosa è Fulminata“…

Il salotto letterario che ci ospita è fin troppo grigio, ma Lucianina si presenta puntuale come un orologio svizzero. Prende il microfono in mano, saluta, ma prima di sedersi, inizia a polemizzare qualcosa a mezza voce. Si allontana e torna con degli enormi volumi da collezione di Diabolik. “Ecco, li metto sulla seduta così riesco a vedere tutto…” Ridiamo fragorosamente. “… e poi, quando mi ricapita di avere sotto al culo Diabolik?”.   Luciana Littizzetto è proprio a suo agio in questa situazione. Inizia a raccontare dell’idea di base che gira attorno al suo libro “Le Piccole cose quotidiane, in un certo qual modo cambiano la nostra qualità della vita… e poi… puntualmente posso rovinarci l’intera giornata“.

LA TRAMA.

I tovagliolini dei bar che non asciugano, quelli in pseudocarta, i cartelli stradali che ti abbandonano sul più bello lasciandoti come un criceto impazzito a ruotare all’ingresso di un paese, le calze che si bucano appena le metti, la paletta della scopa che lascia sempre una striscia di polvere (“la sottile linea grigia“), l’apertura impossibile del tonno in scatola, le date di scadenza illeggibili, i tubetti di pomata che appena li apri esplodono… Questo nuovo libro di Luciana Littizzetto è un manifesto sull’importanza trascurata di quelle piccole cose che potrebbero facilitarci la vita e invece ce la complicano. Un piccolo capolavoro di letteratura umoristica che diventa anche un elogio della delicatezza, della sensibilità, dell’attenzione. Contro la prepotenza, la superficialità, l’incuria. “Sarò la portavoce, l’ambasciatrice, la paladina delle micro-rotture del quotidiano, le incongruenze con le quali tutti, tutti i giorni, abbiamo a che fare. Quelle che ti fanno dire: ‘Ma perché? Ma ti sembra normale che? Non sarebbe più facile se?’. I piccoli e grandi scontri con un reale che sembra lontano dalla logica e dal buon senso. Vedrei con favore un partito che si occupasse delle cose quotidiane, che promettesse di risolvere minuzie che intossicano giorno dopo giorno il nostro tran tran abituale. Il partito delle Picicì, “Piccole Cose Certe.” I grandi comici e gli scrittori migliori hanno il potere di osservarci quando crediamo che non ci veda nessuno, mentre ci incagliamo nella vita e nei suoi inciampi. Per questo ridiamo così tanto con Luciana Littizzetto, perché ci sentiamo meno soli. Luciana Littizzetto vive a Torino e di professione fa la scema. Questa é la sua descrizione in quarta di copertina.

LA RECENSIONE

Questo nuovo libro di Luciana Littizzetto, oltre che strizzare l’occhio al titolo dell’opera di Jhonatan Safran Foer, ha decisemente aggiunto nuovo vigore alla già nutritissima bibliografia della comica piemontese. “Ogni cosa è fulminata” ha dentro di se una radice estremamente critica col mondo capitalistico globale. Inconsciamente la Littizzetto ci apre gli occhi sui nostri beni di consumo e sul consumo stesso, facendoci ridere non poco. Infatti si ride a crepapelle, pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo. E’ importante sapere che ogni capitolo è concepito a compartimento stagno: è possibile leggerlo o tutto d’un fiato, o in pillole, così per addolcirci le giornate ed esorcizzare i casini che puntualmente attireremo con le migliorie della vita moderna. Poi vi è un capitolo dove Littizzetto oltre che il sorriso ci mette il cuore. Parla delle vicende personali e delle trafile che una coppia di genitori devono affrontare per raggiungere l’affidamento o l’adozione. La Littizzetto ha ammesso: “L’attesa media per un’adozione internazionale è di circa due anni e mezzo. Il tempo che la sonda Voyager ci ha messo per raggiungere Saturno. Per questo ho scritto dei  bambini e ragazzi in affido o adottati, che sono figli non della pancia ma del cuore. L’ho scritta a nome di tutte le mamme adottive o affidatarie e di tutti i papà. S’intitola “Lettera a un bambino rinato”

Non posso che consigliare a tutti la lettura di OGNI COSA E’ FULMINATA.

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