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Nei giorni scorsi abbiamo seguito molto da vicino le vicende relative al ban governativo delle autorità di Istanbul relative al Gay Pride di domenica 1 luglio (potete recuperare gli articoli cliccando qui, nella sezione “human rights”)

Nonostante il divieto e i tentativi di dispersione della folla da parte della polizia, un piccolo corteo pacifico composto da qualche centinaio di manifestanti è riuscito a riunirsi e a leggere un comunicato dai duri toni di condanna verso le politiche repressive di Erdogan nei confronti della propaganda omosessuale: da qualche anno, infatti, agli attivisti di Istanbul è negato il diritto di sfilare per il Gay Pride più partecipato del mondo musulmano per “ragioni di pubblica sicurezza”.

Una situazione, quella degli omosessuali in Turchia, che riflette le difficoltà di esercizio dei più semplici diritti umani della nazione guidata da Recep Tayyip Erdoğan, che proprio l’anno scorso ha blindato il proprio mandato presidenziale con un referendum costituzionale che gli ha concesso pieni poteri e un esercizio quasi assoluto dell’autorità nel paese.

Noi di BL Magazine abbiamo voluto saperne di più, cercando di stabilire un filo diretto con chi vive quotidianamente il disagio della propria condizione in una nazione dove non c’è alcuno spiraglio per l’esercizio dei propri diritti civili legittimi, per i cittadini omosessuali.

Abbiamo contattato Ali, che vive a Istanbul, legato all’Italia a doppio filo grazie a Mario, il suo compagno. La sua è una storia pesantemente condizionata dalle limitazioni politiche e ideologiche della Turchia di oggi.

Ringrazio di cuore il nostro redattore Chicco Grassellini per essersi occupato della traduzione delle risposte.

Ciao Ali, puoi presentarti brevemente ai lettori di BL Magazine?

Ciao, sono Ali, ho 27 anni, di Istanbul, disoccupato. Credo nella Natura. Fidanzato da due anni con Mario.

Cominciamo subito con una notizia fresca: anche quest’anno le autorità turche hanno vietato la marcia dell’Istanbul Pride per presunti motivi di sicurezza e i poliziotti hanno sparato proiettili di plastica contro i manifestanti. Come hai accolto questa decisione?

Anche nei momenti più pericolosi di terrore e negli scenari spaventosi di attacchi mortali, gli enormi meeting governativi hanno avuto luogo alla presenza di milioni di persone e indovinanessuno si è mai fatto male, non è accaduto niente

Ovviamente questo è solo uno dei milioni di motivi per bandire l’evento dal governo radicalitsta della Turchia.

Mettere al bando un evento che è un grande messaggio per l’unità e per celebrare la diversità è significativo; il grande potere non vuole riconoscere la comunità che non è dalla sua parte.

Hai mai partecipato ad un gay pride?

No, al momento non ho mai provato questa “atmosfera” in realtà.

Di sicuro è una grande gioia ed una grande festa. Ma mentre la comunità LGBTQ sta ancora affrontando molti problemi e viene bruciata, attaccata, bullizzata, umiliata e uccisa, non c’è nessuna festa da festeggiare per me.

La tua famiglia è a conoscenza del tuo orientamento sessuale?

No, e anche se i membri della mia famiglia sono realmente “open minded” e moderni, credo che non saranno mai pronti ad ascoltare la realtà. Per me questo è abbastanza ok, perché non sono una persona diversa da quella che loro vedono.

Potresti spiegare ai nostri lettori com’è vista l’omosessualità in Turchia?

Come una vergogna, come una maledizione.

Come una “cosa” dalla quale tenere lontani i bambini. E soprattutto è vista come una “scelta” fatta dalle persone. Sembra come una malattia da curare, insomma.

L’attuale condizione degli omosessuali nella tua nazione, e in particolare a Istanbul dove vivi, è migliorata o peggiorata nel corso degli anni?

Al momento vivo nel centro di Istanbul, che è praticamente vicino a tutto… sia alla la città vecchia sia alla parte moderna che si trova nella parte europea della città. Questa zona è sempre stata un posto centrale per la comunità gay. Ci sono club gay, e i luoghi di ritrovo sono solitamente intorno a questa zona. Negli ultimi anni, naturalmente, questa immagine è cambiata, riguardo al cambiamento radicale del paese.

Per esempio, la violenza era sempre una questione importante. L’anno scorso alcune persone hanno bruciato una ragazza transessuale nel mezzo di una strada nella notte. Tranne alcuni media che si sono indignati, nessuno ne ha parlato. Il suo nome era Hande. NEVER FORGET.

(Abbiamo trovato un articolo dedicato all’uccisione di Hande qui)

Hande Kader, attivista transessuale turca assassinata nel 2016

Secondo te a cosa è dovuto questo peggioramento?

Ai discorsi radicali e “senza senso” del governo di Erdogan, e alle persone che lo seguono senza pensare. E, opinione personale, le famose celebrità dei social media gay non aiutano le persone affinché ci sia tolleranza ed empatia verso la comunità LGBTQ: l’immagine che riflettono è quella di essere amanti del denaro, eccedere col make up, spendere migliaia di soldi per le borse di coccodrillo ed essere migliori amici dei cantanti. Personalmente lo trovo così antipatico.

Frequenti luoghi di ritrovo gay friendly a Istanbul? Esistono? Sono tollerati?

Io considerando questo punto di vista sono piuttosto “tranquillo”, non cerco un’avventura con un ragazzo gay perché ho un compagno. Perciò da anni non frequento neanche bar, caffè e luoghi di incontro gay. Ma ce ne sono, naturalmente. Se non sbaglio ci sono 5-6 club, alcuni caffè e, come area di incontro comune la piazza di Taksim ed il quartiere di Nişantaşı. Per un transessuale è sempre difficile essere in giro. Ma per le persone dalla mentalità moderna, cresciute con le leggi e le prospettive di Ataturk, i gay sono ben accettati e tollerati.

Cosa pensi delle politiche del Presidente Erdogan?

Penso che non ci sia nulla di cui parlare. Non posso nominare un politico in una discussione mentre lui e il suo partito insabbiano gli omicidi, gli abusi su bambini e minori e i casi di violenza ad opera dei loro sostenitori nel resto del paese e, naturalmente, la sottrazione di denaro alla nazione.

Da tanti anni si parla di un possibile ingresso della Turchia nell’Unione Europea, dopo l’ultimo allargamento a est e l’ingresso di Bulgaria e Romania. Da cittadino, pensi sia possibile? 

Nelle ultime elezioni del 24 giugno abbiamo avuto una grande speranza ad opera dei rappresentanti del partito repubblicano moderno. Nel caso in cui un giorno saranno eletti, penso che la Turchia stessa guiderà il processo di unione con l’Europa.

Ma con la situazione attuale, stanno facendo di tutto per scappare dall’UE.

Vieni spesso in Europa? Con quale frequenza? Quali difficoltà hai incontrato negli ultimi tempi per ottenere un visto legalmente? 

Sono in Europa per la maggior parte dell’anno. Viaggio quasi 35-40 volte in un anno, forse anche di più. Ma ovviamente ho sempre bisogno di un visto Schengen per entrare nei paesi dell’UE.

Negli ultimi mesi sono stato rifiutato due volte dall’Ambasciata Italiana a Istanbul. Ho preparato centinaia di documenti, mostrando i miei conti bancari, pagando ogni volta una grossa somma di denaro per il loro servizio. Se mi stai chiedendo che tipo di sensazione è, meglio che non te lo dica. Una delle peggiori che abbia mai avuto nella mia vita. Soprattutto viaggiare centinaia di volte senza problemi, osservando sempre le regole, rispettare i limiti programma del visto e le leggi locali, per poi vedersi rifiutare un viaggio per raggiungere il tuo ragazzo che è un cittadino italiano.

Spero almeno di avere presto uno spazio Schengen gratuito per i passaporti turchi, altrimenti rinunciare a viaggiare sarà la scelta obbligata anche per me come gli altri milioni di persone.

Cosa sogni per la tua patria?

Quasi 100 anni fa Ataturk ha creato questo paese nel modo più moderno, e praticamente partendo dal nulla. La Turchia è stato uno dei primi paesi al mondo a concedere alle donne sia il diritto di voto che quello di poter essere elette. Posso darti migliaia di esempi su quello che ha è accaduto in passato. 

Sogno quindi una Turchia senza esplosioni. Sogno una Turchia col 50% di donne in parlamento. Una Turchia dove si rispettino i diritti umani e quelli per la comunità LGBTQ. Una Turchia in cui tutti gli armeni, i greci, gli ortodossi, gli ebrei, i musulmani e altri possano vivere insieme come in passato.

Dovresti vederlo, ogni parte della Turchia è un paradiso in terra con le persone più belle. Ma sfortunatamente si tratta di persone che non hanno più speranza per il futuro.

Sogno una Turchia con voi, senza confini!

Come ti vedi tra dieci anni?

Spero di vivere nella bellissima Firenze con l’amore della mia vita e dei gatti. Molti gatti (ride, ndr).

“LA MIA RELIGIONE E’ L’AMORE”, come diceva Mevlana Celaleddin Rumi

Grazie Ali.

Scrivo per la stampa locale, gioco a fare il blogger. Laureato in Economia. Pugliese integralista. Eclettico.
Mi piacciono i violini nei film di Truffaut, le poesie di Sandro Penna e i Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.

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