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Pillola dei cinque giorni dopo senza ricetta: confermato anche per le minorenni.

Il Consiglio di Stato ha finalmente stabilito la sentenza del Tar del Lazio del maggio 2021 che permetterà alle minorenni di poter accedere alla pillola EllaOne, conosciuto come “pillola dei cinque giorni” in farmacia senza prescrizione medica. Una grandissima vittoria per l’autodeterminazione delle donne, soprattutto per le più giovani.


Le ragazze minorenni potranno continuare ad acquistare la pillola dei cinque giorni dopo senza ricetta, in quanto la pillola non è “abortiva” bensì “contraccettivo di emergenza”, che sono due farmaci molto diversi. Di fatto, il contraccettivo di emergenza interrompe l’ovulazione della ragazza che ha avuto un rapporto a rischio vale a dire che agisce prima dell’impianto dell’embrione, mentre quella abortiva interrompe la gravidanza entro le 9 settimane e non vanno confusi tra di loro.

Una decisione che conferma anche le indicazioni dell’Agenzia italiana per il farmaco (AIFA) che fin dall’ottobre del 2020 si era espressa a favore della vendita del farmaco contraccettivo.

In sostanza “Nessuna violazione della normativa sull’interruzione volontaria di gravidanza è quindi configurabile” perché “non viene in rilievo un atto medico somministrato ad un paziente” bensì la volontaria assunzione di un medicinale d’emergenza.

La decisione ha creato non poche proteste da parte del movimento no-choice, tra cui Medici Cattolici Italiani, Family Day, Associazione Pro Vita e Famiglia, Movimento per la Vita Italiano. “Col venir meno della prescrizione viene venuto meno anche il consenso informato, nei confronti delle pazienti, con il pericolo di somministrare una pillola così importante (e con gravi effetti collaterali) come fosse una normale aspirina”, sostenevano le associazioni.

Ma, al contrario, la richiesta di ricetta richiederebbe l’attivazione del meccanismo di tutela del minore con la contestuale prestazione di consenso da parte dei genitori o chi ne fa le veci. Secondo i giudici, dunque, il consenso dei genitori o di chi fa ne veci frustrerebbe la libertà sessuale della minore e per questo non può essere richiesto obbligatoriamente.

Scritto da

Attivista Politica, Femminista Intersezionale. Speaker e Autrice su Radio Città Pescara Popolare Network. Mi occupo di libri alla Libreria Primo Moroni di Pescara.

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