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Spettacolo

Platinette: “se dissenti sul Pride non hai cittadinanza”. E s’inventa la legge della Mussolini contro l’omofobia

Mauro Coruzzi, in arte Platinette, ci ha abituati in questi anni alle sue esternazioni piuttosto discutibili sulla comunità lgbt, da lui tacciata come “conformista”, “troppo visibile” e schierata politicamente tutta a sinistra.

Anche nell’ultima intervista rilasciata per il quotidiano “La Verità“, diretto da Maurizio Belpietro, la platinata speaker radiofonica, in borghese ma senza rinunciare alla sua irriverenza, non ha lesinato critiche e commenti al vetriolo contro il “mondo gay“.

Mauro Coruzzi contro le associazioni gay

La lamentela continua delle associazioni Lgbt ha poca ragion d’essere. Non si fa un film o un talent o un reality show senza una travestita o un omosex che litigano. Un’overdose, un nuovo conformismo. Se dissenti sul Gay Pride non hai cittadinanza. Volevo affittare una decapottabile per sfilare come Lana Turner, mi hanno detto no perché inquina. Ho ripiegato su un risciò, che è costato più di una decapottabile.

Possiamo essere solamente felici se in tv, così come nella quotidianità, sempre più persone decidono liberamente di non celarsi dietro l’eteronormatività dominante, i sotterfugi, i non detti e coperture discutibili. Ma la visibilità è cosa ben diversa rispetto all’uguaglianza dei diritti.

“Unioni civili? Bastava spendere 100 euro dal notaio. No a stepchild adoption e utero in affitto”

Non mi convince il matrimonio come mutuo soccorso.” tuona Mauro Coruzzi: “L’assistenza, la successione e la reversibilità erano possibili anche prima, bastava andare da un notaio con 100 euro. Non mi interessano la metà del cielo e quelle cose lì“.

E prosegue: “Su stepchild adoption zero senza incertezze e Tiziano Ferro se ne faccia una ragione. E l’utero in affitto uno sfruttamento orribile delle donne“.

mauro coruzzi omofobo
Mauro Coruzzi

Il Mauro Coruzzi Pensiero

Su Marco Pannella Mauro Coruzzi dice: “aveva una visione costante e creativa. Non ha mai nascosto il suo essere omosessuale, ma non ne ha mai fatto strumento di lotta se non a servizio del cittadino“.

Su Barbara d’Urso: “unica che abbia sottomesso la volontà per ottenere dei risultati. Ho massima ammirazione ma vorrei vederla applicata su altre tematiche oltre alla difesa di donne e gay”.

Su Maria De Filippi: “La donna che avrei voluto essere. Mai avuto tanta libertà come con lei“.

Su Bibbianonon mi ha preso emotivamente. Anche se mi rendo conto che questi fatti sono avvenuti a Reggio Emilia, città di partigiani e comunisti. Allora è vero che i comunisti mangiano i bambini“.

Legge contro l’omofobia

Parlando della “collaborazione” con Platinette, ossia con il suo alter ego, Mauro Coruzzi parla di una “felice collaborazione, come quella che ci fu tra Mara Carfagna e Alessandra Mussolini quando fecero la legge contro l’omofobia“, aggiungendo “la dobbiamo a loro, non agli illuminati di sinistra come Grillini e Luxuria, che si è rifatta le tette grazie all’anno in Parlamento“.

Un po’ confusi, siamo andati a ripescare le pagine dei giornali del 2011, quando Mara Carfagna, all’epoca Ministro delle Pari Opportunità, nel mese di maggio spinse per l’approvazione di un testo sviluppato insieme ad Anna Paola Concia del PD, che vedeva il favore di alcune esponenti del PDL come Nunzia De Girolamo e proprio Alessandra Mussolini. Il testo, però, fu affossato nel mese di luglio, quando la Camera dei Deputati accolse le pregiudiziali presentate da Pdl, Lega e Udc, con Rocco Buttiglione (Udc) che esultava dichiarando: “Non crediamo che l’omosessualità come tale possa essere considerata come un bene giuridico meritevole di tutela, l’effetto vero di questa legge è promuovere l’omosessualità come stile di vita in Italia.”

Saremmo però felici di essere smentiti da Platinette, e magari svegliarci domani in un’Italia con una legge antiomofobia che non sapevamo di avere.

Fonte: La Verità

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Sono nato a Monopoli (BA) 33 anni fa. Ormai prossimo alla resurrezione, mi sposto tra la Puglia e la Città Eterna. Respiro e scrivo, come dicono i Baustelle. Dirigo BL Magazine dove mi occupo soprattutto di diritti umani, cultura, tv e spettacolo.

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