bl magazine recensione pokèmon

Se c’è un fenomeno culturale che ha definito l’infanzia di tutti i nati dal ’90 in poi si può dire certamente che questo sia Pokèmon. Dal primo gioco nel 1996, la serie di videogame pubblicata da Gamefreak e Nintendo è diventata conosciuta in tutti i luoghi del mondo, grazie al design dei suoi mostri (i cosiddetti “Pocket Monsters”, i Pokèmon per l’appunto) e al vero e proprio impero intermediale costruito su cartoni animati, carte collezionabili, tornei e tanto altro ancora. Mentre magari per la generazione degli anni 2000 il videogioco simbolo è Minecraft o Fortnite, il nome dei Pokèmon, pur essendo ancora forte nel globo, è sicuramente fonte di nostalgia per tutti quelli dai 20 anni in su.
E questo il film uscito nelle sale il 9 Maggio lo sa bene.

Tra futuro e passato, nostalgia contro novità

La storia di Pokèmon Detective: Pikachu si basa su uno spin-off della famosa serie, uscito su Nintendo 3DS anni or sono. Perchè riadattare proprio questo gioco quando ci sono tante storie ambientate nel mondo dei Pokèmon, magari anche già famose? E’ tutta questione di audience.

Con questo film Pokèmon entra ufficialmente nella sua nuova fascia demografica, quella dei giovani adulti, ben consapevole che è proprio quel target, apparentemente lontano dai suoi tipi di giochi, che dovrà essere coltivato. Ne è un’esempio il remake che uscirà a breve del primo film dei Pokèmon, il continuo riferirsi nei nuovi giochi ai Pokèmon della prima generazione e le scelte che si vedono in tutto questo film.

La scelta di usare Ryan Reynolds e la continua presenza di riferimenti sui primi giochi all’interno del film (potrete sentire anche una certa sigla famosa in italiano), l’idea di inserire in primo piano tutti i Pokèmon per lasciar giocare l’audience a “chi è quel Pokèmon?” (e anche su questo, c’è un altro riferimento); tutto questo rendono chiaro l’obiettivo del film, che si palesa durante tutta la sua trama.

Se volete ripiangere i tempi dell’infanzia, questo è il film adatto a voi.

Una trama avvicente, più o meno

Ma al di là dei riferimenti, della CGI riuscita bene (guardo te eh Sonic, ho ancora gli incubi) e delle scene d’azione che sono un buono standard, come è la storia di per sè?

Carina

E non in senso negativo. E’ una storia servibile, che vi terrà incollati sullo schermo per tutta la durata del film, ma che si perde molto nell’atto finale, premendo troppo l’accelleratore su un colpo di scena dopo l’altro e con evidenti problemi di trama. Onestamente, non vi so dire se è perché c’è uno sguardo critico sopra di qualcuno che non è abituato a trame per bambini, ma la sensazione, condivisa in sala, era sicuramente di divertimento, ma nulla di più (tranne forse in una scena) e senso di incredulità per alcune situazioni paradossali perfino per il mondo dei Pokèmon.

Insomma, non sarà il film migliore del mondo, ma è un film che vi farà ripiangere l’infanzia andata, divertirvi immensamente e farvi ritornare bambini per quelle 2 ore. Da andare a vedere, magari con sconto, magari più tardi o anche ora. E’ lontano da quel fenomento mediatico che ci si aspettava, ma è sicuramente un film che vi ricorderete per la sua dolcezza e cura, pur essendo un prodotto commerciale.

Pokèmon: Detective Pikachu
  • 7/10
    Regia - 7/10
  • 9/10
    Effetti speciali - 9/10
  • 6/10
    Sceneggiatura - 6/10
  • 7/10
    Personaggi - 7/10
  • 10/10
    Presentazione - 10/10
7.8/10
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