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"Strefy wolna LGBT" - Zona libera da LGBT (da Wikimedia Commons)

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Polonia come Russia e Ungheria: scatta il divieto di “propaganda lgbt+” nelle scuole


Nel pomeriggio di ieri, 13 gennaio, la Polonia ha adottato una nuova riforma dell’istruzione, chiamata “Legge Czarnek”, dal nome del ministro dell’Istruzione che l’ha proposta.


Punto focale della legge è quello di vietare nelle scuole la “propaganda lgbt+“; tale divieto si riflette, di fatto, nella censura verso argomenti inclusivi riguardanti l’orientamento sessuale o l’identità di genere.

Tale divieto di fatto allinea la Polonia con l’Ungheria e la Russia, che hanno legiferato in materia proprio in questi anni (in Ungheria la legge sarà sottoposta a referendum dopo le critiche provenienti dalle istituzioni europee).

Il provvedimento consentirà ai presidi di ritirare qualsiasi materiale didattico fornito alle scuole da gruppi esterni, come enti di beneficenza e associazioni, oltre a conferire loro il potere di licenziare gli insegnanti che proporranno insegnamenti inclusivi lgbt+.

Czarnek ha affermato che ciò includerebbe tutto ciò che è visto come “una minaccia alla moralità dei bambini” dopo aver precedentemente affermato che le persone gay “non sono uguali alle persone normali“.

Il risultato di questa assurda caccia alle streghe sarà la totale sparizione dell’educazione sessuale inclusiva, con ripercussioni gravi sulla salute sessuale e psicologica di ragazzi e adolescenti che non troveranno nella scuola un luogo sicuro per trovare le risposte ai loro dubbi sulla sessualità.

dal profilo fb di Remy Bonny

Rémy Bonny, direttore esecutivo del gruppo paneuropeo di difesa dei diritti Forbidden Colours, ha definito la legge un modo per “fare legalmente la comunità LGBTIQ+ come capro espiatorio”.

Dopo anni di campagne retoriche contro la comunità LGBTIQ+, il governo polacco si è ufficialmente unito a Russia e Ungheria come capro espiatorio legale per la comunità LGBTIQ+ come mezzo per smantellare la democrazia e i diritti umani“, ha affermato Bonny. “I bambini sono la prossima vittima della guerra polacca all’inclusione e alla democrazia“.


L’attivista ha invitato i membri dell’Unione Europea ad agire per aiutare la comunità in Polonia.

Fonte: Gaytimes

Scritto da

Sono nato in Puglia, terra di ulivi e mare, e oggi mi divido tra la città Eterna e la città Unica che mi ha visto nascere. La scrittura per me è disciplina, bellezza e cultura, per questo nella vita revisiono testi e mi occupo di editing. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare i diritti umani e i diritti lgbt+ nel mondo... e mi distraggo scrivendo di cultura e spettacolo!

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