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Polonia, Duda vuole il divieto costituzionale alle adozioni gay

I bambini! Qualcuno pensi ai bambini!” sembra il classico ritornello del politico di turno che, in difficoltà nei sondaggi, tira fuori il jolly per riportare a sé l’attenzione di un popolo ormai saturo di propaganda nazionalista. È, dopotutto, lo slogan grottesco di chi, in Italia, non sa addurre altre argomentazioni per schierarsi contro il testo del ddl Zan sull’omofobia.


In Polonia, il presidente ultraconservatore Andrzej Duda, troppo vicino allo sfidante Rafal Trzaskowski, sindaco di Varsavia europeista e di certo meno ostile a posizioni lgbt friendly, per assicurarsi la risalita nei sondaggi, che oggi configurano tutta l’incertezza del “too close to call”, ha calato il jolly. In caso di una sua rielezione al secondo turno di domenica prossima, ha promesso di vietare l’adozione di minori da parte di coppie dello stesso sesso in Costituzione, tornando al tema della “protezione” dei valori tradizionali di fronte alla comunità LGBT+.

C’è da dire che tale adozione è già praticamente impossibile in Polonia, e l’introduzione in Costituzione appare, allo stesso modo della questione russa sul matrimonio esclusivo tra uomo e donna, una forzatura discriminatoria e antidemocratica attuata per motivi di mera propaganda.

Gli sforzi di Duda hanno quindi l’unico scopo fare presa sugli elettori di estrema destra, ampliare il bacino elettorale e garantirsi la rielezione: l’articolo 18 della costituzione polacca definisce il matrimonio come “unione di un uomo e una donna” e le coppie sposate sono preferite nei casi di adozione rispetto agli adulti single. Non sono, inoltre, consentite forme di partenariato civile per le coppie gay e lesbiche.

I bambini devono essere al sicuro e protetti dall’adozione da parte di coppie dello stesso sesso“, ha detto Duda. “La mia proposta è che l’adozione sia possibile solo per le coppie sposate, non per quelle che fanno parte di una coppia omosessuale“.

Sebbene non vi sia un divieto esplicito per le persone single omosessuali che adottano bambini in Polonia, nei fatti è già piuttosto complesso che avvenga. Le agenzie di adozione, finanziate con fondi pubblici, devono rifiutare la sottoscrizione ogni volta che emerge un pregiudizio sulla sessualità del richiedente e un rischio concreto che un minore possa crescere in una coppia omogenitoriale.

Proprio come Putin, Duda e il suo partito di Legge & Giustizia al potere alleato si posizionano come difensori dei valori della famiglia tradizionale, di stampo prettamente patriarcale: non solo i diritti lgbt sono costantemente disattesi, ma anche quelli delle donne sembrano essere in grave pericolo.

La Polonia figura all’ultimo posto nell’Unione europea su 27 paesi per i diritti delle persone omosessuali, secondo il gruppo internazionale di difesa ILGA.

Fonte: Bloomberg

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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