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Legalità

Programma Falcone Borsellino 2021, lotta senza quartiere al crimine transnazionale

In occasione del ventennale della Convenzione di Palermo, sono iniziate le attività del Programma Falcone Borsellino, iniziativa italiana in favore dei paesi latino americani e caraibici, per il contrasto al crimine transnazionale.


Il programma di diplomazia giuridica ed assistenza tecnica si svolgerà per tutto il 2021, offrendo ai paesi coinvolti nozioni per individuare e poter osteggiare il crimine organizzato nel campo della corruzione negli appalti di opere pubbliche, la lotta al cybercrime, il riciclaggio di capitali illeciti e lo sviluppo nelle confische di beni. Tutti campi in cui l’Italia ha sviluppato sempre più competenze negli anni.

Corruzione appalti pubblici

L’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, nell’ambito di un progetto europeo nato con l’obiettivo di definire indicatori per l’individuazione del rischio di corruzione nella Pubblica Amministrazione, ha pubblicato il rapporto La corruzione in Italia 2016-2019.

Prendendo in esame i provvedimenti giudiziari dell’ultimo triennio è emerso che gli appalti pubblici in cui si sono registrati maggiori casi di corruzione sono gli interventi di riqualificazione e manutenzione del territorio (61 episodi censiti, pari al 40%), il comparto legato al ciclo dei rifiuti (33 casi, 22%) ed il settore sanitario (19 eventi, 13%).

Secondo quanto già vissuto in questi mesi di emergenza sanitaria è plausibile che, nel rapporto riguardante il triennio successivo, i casi inerenti il comparto sanità aumenteranno drasticamente proprio perchè l’infezione sanitaria del virus affianca l’infezione finanziaria mafiosa.

Il nostro paese ha comunque gli strumenti necessari per contrastare questi episodi criminali, ed il fatto che altri paesi vogliano imparare i nostri metodi di contrasto ne è la conferma.

Contrasto al cybercrime

Come lo Stato Italiano ha deciso di intraprendere una campagna di digitalizzazione, anche l’anti-stato ha deciso di avviarla, forse precedendo i tempi del nostro paese. Così oggi quando parliamo di cybercrime, ci riferiamo il più delle volte alla cybermafia. Le organizzazioni criminali infatti stanno trasferendo sempre più loro attività illegali su internet, a partire dal riciclaggio di denaro sporco, frutto di attacchi informatici e frodi finanziari.

Nel 2020, la Polizia Postale italiana, in collaborazione con l’Europol ed il supporto di Interpol, è riuscita a recuperare 3,6 milioni di euro, gestiti tramite money-mule, individui che offrono la propria identità per l’apertura di nuovi conti correnti, sui quali viene versato il denaro ricavato da frodi informatiche.


Quanto avvenuto dalla cooperazione tra autorità nazionali ed internazionali sarà tema di dibattito durante il Programma Falcone Borsellino. Se gli stati dell’America latina e caraibici riuscissero a lavorare insieme le vittorie aumenterebbero drasticamente, per non parlare di un impegno globale continuativo.

Riciclaggio, tracce di denaro da seguire

La criminalità organizzata di tutto il mondo non ha ancora detto addio ai vecchi metodi di riciclaggio dei capitali illeciti e i dati ce lo confermano. Secondo le stime ONU, ogni anno vengono riciclati tra gli 800 miliardi e i 2 trilioni di dollari, dal 2 al 5% del PIL globale, percentuale che arriva a circa il 12% se prendiamo in considerazione solo ed esclusivamente il PIL del nostro paese.

Lo stesso Falcone, più di quarant’anni fa, affermava: “Il vero tallone d’Achille delle organizzazioni mafiose è costituito dalle tracce che lasciano dietro di sé i grandi movimenti di denaro connessi alle attività criminali più lucrose. Lo sviluppo di queste tracce, attraverso un’indagine patrimoniale che segua il flusso di denaro proveniente dai traffici illeciti, è quindi la strada maestra, l’aspetto decisamente da privilegiare nelle investigazioni in materia di mafia (…)“.

Confische

Nel 2010 è stata inaugurata l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) che centralizza la gestione dei beni dopo la confisca in Italia. Nel 2017 è stata inoltre attivata la piattaforma governativa OpenRegio per far conoscere ai cittadini gli indirizzi dei beni confiscati.


In data 20 dicembre 2020, i beni immobili confiscati alle mafie e in gestione, secondo l’ANBSC, sono più di 18mila, da sommare ai quasi 17mila beni destinati a finalità istituzionali e/o sociali.

Tutto il mondo si augura che il 2021 diventi l’anno della rinascita, con il Programma Falcone Borsellino, l’auspicio è che il rinnovamento avvenga anche in ambito transnazionale nella lotta contro il crimine organizzato, per un mondo migliore in cui la legalità torni ad essere un valore assoluto.

Fonti: Rapporto ANAC, La corruzione in Italia 2016-2019; Comunicato stampa Farnesina Programma Falcone Borsellino; Ministero dell’Interno, Cyber-riciclaggio; ANBSC;

Scritto da

Marchigiana a Torino. Compro più libri di quanti ne possa leggere.

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