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Culture

“Quando hai scelto di essere eterosessuale?” di Salvatore G. Buccellato (LE MEZZELANE)

fbt

Ad una settimana dal World Congress of Familes a Verona, dove abbiamo sentito ribadire anacronistiche affermazioni, questa settimana vogliamo presentarvi un libro che va nella direzione opposta.

Il libro edito da Le Mezzelane è : “Quando hai scelto di essere eterosessuale?” di Salvatore G. Buccellato.

Lo abbiamo incontrato per voi e lo abbiamo intervistato nella sua dimora a Monza.

LA TRAMA

Il titolo del libro è appunto: “Quando hai scelto di essere eterosessuale?

Perché la risposta più sensata a questa domanda all’apparenza banale è molto seria, a pensarci bene: NESSUNO PUÒ SCEGLIERE COSA ESSERE.

Una verità narrata in tredici racconti che vi porteranno dentro le storie di altrettante persone. Ognuna di queste vi parlerà di sé e della sua vita: chi con ironia, chi con dolore, chi con fierezza o con nostalgia ma sempre e solo sinceramente. Sono state scritte per tutti e forse in special modo per chi è eterosessuale. Vi emozioneranno, vi affascineranno, vi faranno sorridere e pensare o vi terrorizzeranno per quanto uguale alla vostra storia sarà il racconto della loro vita.

ATTENZIONE! NON CONTIENE: storie pallose, amori infranti tra personaggi ridicoli, caricature o barzellette sui gay ma esclusivamente normali esperienze di persone che ci vivono accanto, qualche volta sfarfalleggiando colorate e un po’ folli, come in un musical, a volte seriose e professionali come il vostro dentista o noiose e inopportune come il vostro assicuratore.

Avete mai pensato che se le statistiche dicono che una persona su dieci è omosessuale i gay sono dei supereroi con il dono dell’invisibilità? Avete mai pensato a quante bugie sono costretti a dire perché si sentono in colpa con le persone che amano?  Questi tredici racconti busseranno ai vostri cuori per farvi scoprire che non bisogna attraversare uno specchio o sbattere i tacchi di scarpette rosse per raggiungere un mondo che a volte ci sfiora appena ma esiste (e brulica di gioia, allegria e fantasia malgrado tutto!).

L’INTERVISTA

Il titolo del tuo libro è un paradosso che incuriosisce alquanto il lettore. Raccontami come è nato il tuo libro di racconti.

L’idea del libro nasce sull’onda del successo de “I monologhi della vagina” di Eve Ensler . Volevo raccontare a chi gay non è come può essere la vita di un omosessuale. Però trattandosi di maschi “I monologhi del ca**o” mi è sembrato un titolo un tantino fuorviante e pecoreccio. Ho deciso allora per una provocazione molto semplice: TU quando hai scelto di essere etero? Affinché nascesse immediato il pensiero che nessuno sceglie.

Tredici storie in cui cerchi di scardinare stereotipi anche con molta ironia. In questo momento storico come vedi sia la realtà LGBT+ italiana?

Frequento il gruppo di BRIANZA PRIDE, che sta organizzando il primo Pride in Brianza in occasione del 50esimo anniversario di Stonewall e proprio Domenica ci siamo trovati nel Parco di Monza dove, tra tutta la gente presente, il nostro gruppo era il più tranquillo e banale. D’altro canto c’è stata la riunione mondiale a favore delle famiglie a Verona e sembra che il potere locale ci voglia mettere in ambasce per fissare finalmente la data del nostro PRIDE. Voglio dire che “la gente” mi sembra molto più “avanti” di chi ci dovrebbe rappresentare e cavalca il peggio del revisionismo per motivi elettorali. Proprio per questo la lotta per i diritti, non solo LGBT+, deve continuare. Vorrei una legge contro l’omofobia perché, so che sto facendo un paragone forte, la gente ha avuto bisogno di una legge per imparare a tirare su la m**da dei propri cani? Allora voglio una legge che li obblighi a considerare che essere eterosessuali non gli dà nessun diritto o potere di disprezzare chi etero non è.

Quale racconto dei tredici è stato più difficile da scrivere?

Certamente: La “leggerezza” nella vita. Ma è stato difficile non per motivi tecnici o di ispirazione. Col mio libro ho voluto fare una operazione di sincerità profonda. Presentando le vite di 13 persone non potevo non far vedere anche un gay stronzo, un irresponsabile, uno che affronta la vita con la fraintesa “leggerezza” che ne fa un incosciente. Penso che tutti lo abbiamo incontrato no? Il più interessante per i lettori di BL credo sarà: Il racconto del tuffo. Infatti dopo altri rimandi e citazioni dell’universo “BEAR” presenti in altri capitoli, quel racconto è tutto sul mondo degli Orsi.

Di solito gli autori nei loro libri hanno sempre un personaggio, anche marginale, di cui si “innamorano” perdutamente: qual è il tuo?

Se dovessi indicare il personaggio che ho amato di più questo è Lorenzo, protagonista di Una favola d’amore. Lo scelgo perché è il più giovane di tutti (ed inoltre il racconto è il più recente tra quelli presenti nella raccolta) e perché è lontanissimo da me, con tutta una vita ancora davanti. Mi piace pensare che possa vivere la sua omosessualità in un mondo più soft per lui, grazie anche alla credibilità che gli omosessuali più anziani sono riusciti, anche sbagliando, a costruire con le loro lotte in questi decenni.

Cosa credi spinga una persona LGBT+ a rimanere celata in questa epoca di sdoganamento totale di qualunque tipologia di stile di vita?

È una domanda molto difficile e risposta lo è ancora di più perché le situazioni che una/o vive, la maniera in cui si accetta la propria omosessualità e i percorsi e le famiglie cambiano di volta in volta. Capito questo bisogna avere rispetto per tutte le posizioni. 

Tanti sono gli stereotipi sui gay che, come per gli Scout o come per le Donne, non passano mai di moda. Quali sono quelli che ti sei divertito di più a scardinare nel tuo libro?

Onestamente? Fin da giovane cercando di leggere quei pochi romanzi e racconti gay che parlassero dell’omosessualità mi sono sempre imbattuto in storie TRISTI, dove -come nelle Opere liriche- eri sicuro fin dalla prima nota che lei (o meno lui) sarebbe morto/a. BASTA che palle. Ho dovuto attendere “Generations of love” di Matteo B. Bianchi per poter leggere un libro leggero, bello e con dei gay “normali!” Rivendico la normalità dei Gay e per questo ho voluto la copertina con le emoticon.

Salvatore G. Buccellato

LA BIOGRAFIA

Salvatore G. Buccellato (classe 1955) seguendo gli spostamenti dovuti alla carriera del  padre, militare, è nato sì in veneto, poi ha vissuto in Sicilia,  Romagna, Emilia  e infine nella verde Brianza. Ha passato gran parte della sua vita lavorativa in mezzo alle mutande. Se infatti si è diplomato perito chimico industriale, ha poi mosso i primi passi della sua carriera nel campo commerciale alla HOMEminenceErmenegildo ZegnaParahUnited Colors of Benetton e Intima Moda: chiaramente sempre occupandosi di intimo e lingerie.

In tarda età ha trovato l’amore e, seguendolo, una nuova residenza in Brianza dove cucina e scrive (ora che ha il tempo per entrambe le passioni).

Ha scritto un libro comico, “VADEMECUM”, e un testo teatrale pubblicato in solo formato elettronico da E-Book: “Uomini Nudi”.

Questa, per Le Mezzelane Casa Editrice, è la sua prima amatissima raccolta di racconti, devoto omaggio a “Ballo di Famiglia” di David Leavitt e dedicata con tutto il cuore alla persona che l’ha reso più sopportabile.

PER FARMI CONOSCERE UN PO’ MEGLIO…

Eccovi, casomai vi interessi, la lista delle dieci cose che amo di più: le cose più belle della mia vita!

  • I passatelli in brodo!
  • L’attimo in cui colleghi un odore o un profumo a un luogo.
  • Mio nonno Giuseppe che mi ha insegnato a fare il minestrone.
  • Il ricordo della prima volta che sono salito su una scala mobile (alla Standa a Palermo)
  • Mio padre che mi accompagna scuola e, mentre piove, mi protegge col suo impermeabile.
  • La parmigiana di melanzane che faceva la madre di Luigi.
  • Il primo libro che ho letto: “La Capanna dello Zio Tom”
  • Il primo fumetto letto: Nembo Kid.
  • Il carretto che vendeva arancini all’uscita delle elementari a Capaci.
  • Gli amici, i miei cari e la persona che amo (che mi fa ridere anche quando vorrei essere serio).

Tredici racconti che vi porteranno dentro la realtà di altrettante persone, a volte colorate e un po’ folli, altre professionali come un dentista o inopportune come un assicuratore. Persone che hanno un comun denominatore: sono gay, e non per scelta. Perché nessuno può scegliere cosa essere.

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Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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