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Notti magiche di Virzì

Spettacolo

Quando Virzì vaga confuso per delle NOTTI MAGICHE

Le NOTTI MAGICHE di Paolo Virzì ci riportano al passato di un’Italia ancora capace di sognare che ha dovuto necessariamente aprire gli occhi.


La notte in cui la nazionale italiana perde i mondiali contro l’Argentina, un’auto precipita nel Tevere.
Viene ripescato il corpo senza vita di Leandro Saponaro, produttore in rovina.
I sospetti ricadono su tre giovani aspiranti sceneggiatori.
Finalisti del premio Solinas i tre si sono conosciuti a Roma pochi giorni prima, in occasione della cerimonia di premiazione.
Grandi sogni che potrebbero svanire dietro le sbarre di una prigione.

Preso dalla “Pazza Gioia” di aver girato il suo primo film in lingua inglese “ELLA & JOHN” (2017), Paolo Virzì torna nella sua amata Italia.
Stavolta però guarda con malinconia al passato, alla giovinezza, al cinema degli anni ’90.

Notti magiche di Paolo Virzì

NOTTI MAGICHE inizia con atmosfere da giallo, ma ha un’anima folle da commedia. Un calderone di ricordi e di personaggi e di situazioni che riflettono con simpatia e un pizzico di cinismo sulla macchina del cinema.

La notte dei grandi errori sul campo da calcio diventa simbolo e metafora di un periodo di grandi cambiamenti culturali e dei sogni che si infrangono. Il cinema non sarebbe stato più lo stesso: il viale del tramonto di grandi registi come Fellini e l’avanzare di nuove tendenze e filoni cinematografici (la commedia italiana, ma di quella più sguaiata e grezza). E poi la presenza sempre più invadente del tubo catodico.

Virzì nel delineare il trio dei suoi “sognatori” (che guardano maliziosamente al trio di Bertolucci) però carica i personaggi di vizi e di stereotipi. Gli attori chiamati a interpretarli di rado svelano la propria anima, si limitano a recitare e non sempre bene. Mauro Lamantia, Giovanni Toscano e Irene Vetere sono costretti in dialoghi forzatamente teatrali e ne tarpano le ali attoriali (posto che spicchino mai il volo!).

Notti Magiche

Tra le infinite strade e le variazioni di registro che incastra Virzì entrano ed escono di scena poi figure e parentesi non necessarie, che appesantiscono il tutto, facendo perdere di fluidità il racconto.
Ed è un peccato giacché ci sono attimi in cui queste notti sono magiche davvero, grazie anche alle apparizioni di attori che si prestano al gioco come Giancarlo Giannini e Ornella Muti e Andrea Roncato.
A volte il film brilla di una luce tanto intensa da colpire dritto al cuore, per poi scostarsi, senza preavviso.

Paolo Virzì resta un grande cantastorie. Dopo il meritato successo de “LA PAZZA GIOIA” (2016) pare lui pure stia inseguendo  un goal,  come cantavano nel 1990 Gianna Nannini ed Edoardo Bennato in “Un’Estate Italiana”.
NOTTI MAGICHE però è un bel tiro che prende il palo della porta.

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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