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Spettacolo

REVENGE ( 2017 )

REVENGE rientra nel filone del “rape and revenge”, ma possiede una novità da non sottovalutare: uno sguardo totalmente femminile.


Jen è una ragazza sfrontata e cosciente della propria carica erotica.
Si ritrova suo malgrado vittima della forza bruta di un gruppo di uomini.
Sola, ferita a morte, sperduta nel deserto, Jen troverà però la forza e l’intelligenza di tessere la sua vendetta.

Prima che vi lasciate incantare o turbare dalla visione di questo film è necessario fare delle premesse.
Il film è diretto dalla regista francese Coralie Fargeat ,qui alla sua seconda opera dopo il sensuale “REALITY +“, ed è un ibrido tra il genere exploitation e il cinema d’autore.

(Per chi non conoscesse il genere “exploitation” è per l’appunto un genere cinematografico in cui ogni valore di tipo artistico è messo da parte per esaltare invece immagini violente e sesso esplicito. Ebbe la sua massima fortuna negli anni settanta e ottanta – anni in cui era meno pressante la censura – sopratutto negli States e in Europa.
Registi moderni come Tarantino e Rodriguez o Eli Roth o Rob Zombie hanno riportato in auge questo genere negli ultimi anni con successi come “KILL BILL” e “GRINDHOUSE” e “PLANET TERROR” e “LA CASA DEI 1000 CORPI“, per fare degli esempi)

A un cinema prettamente machista – sopratutto di questo genere – è sorpendente vedere approcciarsi una regista.
La sua eroina – che ha le sinuose e seducenti fattezze della bella Matilda Lutz – è un corpo del reato che rivendica il suo diritto di essere se stessa e che non si piegherà alla forza bruta di uomini meschini e vigliacchi.

Sebbene la telecamera indugi e non poco sulle curve della sua protagonista, buona parte del film mostrerà spesso nudo il cattivo di turno, che ha la muscolosa fisicità del sessualmente appetibile Kevin Janssens.
Ed ecco la novità: è l’uomo ad essere oggetto di desideri e di violenza, mostrato nella sua patetica nudità.

Eppure al di là delle esagerazioni e delle forzature che potrebbero far storcere il naso, è evidente che la regista francese abbia anche velleità autoriali a cominciare dalla cura della fotografia, nella scelta dei colori, nell’attenzione geometrica di certe scene, nel finale vertiginoso, negli elementi semplici che diventano iconici (gli orecchini a stella, gli occhiali da Lolita, il tatuaggio).

REVENGE è cocktail in cui ferocia, cultura pop, femminismo, trash, bellezza e orrore convivono alla perfezione.

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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