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Human Rights

Revisione ONU: l’Italia accetta 280 raccomandazioni. Resta fuori l’accesso all’omogenitorialità

Lo scorso 6 novembre, nell’ambito della 34esima Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review, Upr) di Ginevra, l’Italia è stata oggetto di 306 raccomandazioni da parte degli altri Paesi ONU, ossia 306 osservazioni sullo stato dei diritti umani nel paese.


Entro marzo la delegazione italiana avrebbe dovuto decidere se accettare subito il report o sottoporlo all’analisi del Parlamento scegliendo quali raccomandazioni adottare: oggi le Nazioni Unite hanno reso noto che l’Italia ha accettato 280 su 306 raccomandazioni.

Tra i punti pienamente accettati, 16 riguardano i diritti LGBT. I punti salienti delle raccomandazioni recepite sono: adozione di misure per affrontare la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e identità di genere; inclusione dell’orientamento sessuale come motivo di protezione contro l’odio; lotta ai discorsi e ai crimini l’odio; campagne di sensibilizzazione sulla promozione delle pari opportunità per quanto riguarda orientamento sessuale e identità di genere; divieto di interventi chirurgici non necessari (cosmetici), non consensuali e di normalizzazione su individui intersessuali.

diritti umani lgbti

Per la raccomandazione n. 171 dell’Islanda, “attuazione di una legislazione sul riconoscimento di entrambi i genitori dello stesso sesso coinvolti nella crescita di un bambino, nonché estensione dell’accesso all’adozione alla pari con gli altri” l’Italia si è limitata a “prendere nota“.

L’espediente del “take note“, pur non respingendo l’osservazione ricevuta, manifesta di fatto la mancanza di volontà del Governo nell’attuare politiche atte a estendere l’accesso alla genitorialità alle coppie omosessuali nel breve e medio periodo.

L’accettazione di 16 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI è uno straordinario successo del nostro lavoro.” ha dichiarato in una nota Yuri Guaiana, presidente dell‘Associazione Radicale Certi Diritti in una nota “Ora occorre subito una Road Map per l’implementazione delle raccomandazioni accolte con il pieno coinvolgimento della società civile, come richiesto anche dalle Nazioni Unite. Delude profondamente, invece, la scelta dell’Italia di limitarsi a prender nota della raccomandazione dell’Islanda sulle adozioni e la genitorialità arcobaleno.” In riferimento a questo, Guaiana ha specificato: “Sul diritto all’uguaglianza e dei figli dei genitori dello stesso sesso ad avere entrambi i genitori riconosciuti non si transige e continueremo a batterci per ottenerlo“.

Le raccomandazioni respinte

Tra le raccomandazioni respinte, molte hanno a tema i diritti dei migranti e dei richiedenti asilo: in particolare, l’Italia ha negato ogni ricorso alle “espulsioni collettive“, giustificando che “ogni singolo ordine di espulsione si basa su una valutazione obiettiva della situazione individuale della persona interessata” e ha garantito “l’adozione del principio di non respingimento in assenza dei requisiti di protezione internazionale status di rifugiato e protezione sussidiaria”, garantendo, ove applicabili, protezioni complementari.

L’Italia ha, inoltre, ribadito la sua astensione momentanea dalla ratifica del Global Compact (il documento promosso dalle Nazioni Unite che prevede la condivisione di alcune linee guida generali sulle politiche migratorie) in quanto oggetto di esame parlamentare.

diritti umani migranti

Un’altra raccomandazione respinta, inoltre, ha riguardato l’introduzione di limiti ulteriori sulla regolamentazione del possesso di armi da fuoco per la prevenzione dei femminicidi. “Sulla base delle informazioni fornite dalla questura durante il 2019” ha risposto l’Italia “si mostra che un’arma da fuoco è stata utilizzata solo nel 18% dei casi; Negli altri casi sono state utilizzate armi a lama (36%), strumenti contundenti (27%), soffocamento o altri mezzi (19%). La legislazione attuale prevede che il Questore adotti prontamente misure relative alla detenzione di armi da fuoco quando vengono segnalati casi di violenza domestica e stalking.

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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