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Ritratto di donna _ ELLE di Paul Verhoeven con Isabelle Huppert

Spettacolo

RITRATTO DI DONNA _ 3 Film Che Non Sapevi Di Voler Vedere (Capitolo II)

Torna l’appuntamento più amato di #BLcinema, quello dedicato ai film da recuperare o riscoprire, quello che guarda al cinema del passato, più o meno recente.


In questo speciale di #3filmchenonsapevidivolervedere torneremo su un tema di cui avevamo trattato in questo articolo: la donna.
Un ritratto sincero e affascinante di donne che la settima arte ha delineato con realismo e coraggio. In particolare oggi andremo a scoprire 3 film in cui le protagoniste attraverso la loro sessualità si emancipano e superano i confortanti confini tracciati da una società patriarcale.

THE OPPOSITE OF SEX _ rassegna Ritratto di donna.
Cristina Ricci è Dedee Truitt in THE OPPOSITE OF SEX (1998)

Il primo titolo è del 1998 e ha i toni delle commedia nera.
THE OPPOSITE OF SEX è scritto e diretto da Don Ross (lo stesso che nel 1996 riscrisse la sceneggiatura di un seducentemente tiepido remake de I DIABOLICI con Sharon Stone e Isabelle Adjani).
La storia segue le (dis)avventure della sedicenne Dedee Truitt che, scappata da una madre sull’orlo di una crisi di nervi, trova rifugio a casa del fratellastro Bill, insegnante, uomo pacato e gay. Nonostante Lucia, sorella del defunto ex di Bill, metta in guardia l’amico, egli offre una possibilità alla giovane ragazza. Non passerà molto tempo che Dedee sedurrà il bel Matt, attuale compagno di Bill, “convertendolo”. I due innamorati scapperanno coi soldi del fratellastro e con una pistola…
Dissacrante e feroce quanto basta, questa commedia mette alla berlina tutto e tutti della società americana. Sebbene il film spesso deragli in situazioni al limite del credibile riesce a farsi amare grazie alla presenza di Cristina Ricci, qui in una delle sue interpretazioni più convincenti. Sboccata, arrivista, bugiarda, seducente, letale. Una piccola Femme Fatale dei giorni nostri che amerete e odierete, ma di cui non saprete più fare a meno. Contagioso!

rassegna Ritratto di donna _ THE MOTHER, 2003
Nella foto Anne Reid e Daniel Craig, protagonisti del film THE MOTHER (2003)

Facciamo un piccolo salto in avanti, nel 2003, e parliamo di THE MOTHER.
A vedere questo film stenterete a credere che alla regia vi sia Roger Michell, colui che ha firmato una commedia sofisticata e rassicurante come NOTTING HILL (1999). Eppure egli firmerà due titoli altrettanto controversi che meritano di essere recuperati come L’AMORE FATALE (2004) e RACHEL (2016).
Qui la storia prende il via dalla tragica dipartita del compagno di un’intera vita. May si ritrova da sola e viene accolta a casa prima del figlio Bobby e poi della figlia Paula, con la quale ha sempre avuto un rapporto conflittuale. L’apparente ma forzata serenità verrà a crollare quando May inizierà una relazione sessuale con il granitico e aitante Darren, uomo molto più giovane di lei e compagno della figlia.
L’ottima sceneggiatura di Hanif Kureishi, autore del libro da cui il film è tratto e complice del film scandalo INTIMACY (di cui parlammo Qui), delinea personaggi mai così imperfetti e complessi, egoisti, vitali.
Qui si affronta con coraggio un tema poco trattato al cinema: la sessualità di coloro che sono considerati anziani.
La meravigliosa Anne Reid vive il suo personaggio, la vedova May, senza alcun pudore, mostrandosi nuda nelle sue imperfezioni, ma rivelando un fascino che buca lo schermo. La sua May è una donna che andando contro la propria famiglia e contro il buon senso, accetta il risveglio della propria femminilità e del proprio cuore incerto che inciampa nell’animo di un uomo/bambino tanto vigoroso quanto insoddisfatto (un sensuale Daniel Craig).

Rassegna Ritratto di Donna _ Elle con Isabelle Huppert
Isabelle Huppert, premiata con il Golden Globe per il suo ruolo in ELLE (2016)

E chiudiamo questa rassegna con un altro titolo altrettanto e forse più controverso.
ELLE di Paul Verhoeven è stato presentato al Festival Di Cannes 2016, raccogliendo applausi e premi in tutto il mondo e consacrando la sua protagonista, Isabelle Huppert, come una delle attrici migliori del cinema di questo secolo.
Il film, ispirato al romanzo “Oh…” di Philippe Djian, non è esente da difetti, che sono per lo più sia a livello di regia che di sceneggiatura.
ELLE racconta di uno stupro ai danni di una donna, Michèle, dal carattere spigoloso. La monotonia della sua quotidianità viene spezzata da questo tragico evento che però lei decide di non denunciare, proseguendo la sua vita come se nulla fosse accaduto. Dapprincipio siamo portati a pensare che ella non voglia accettare quanto accaduto, ma vedremo poi che inizierà un gioco pericoloso col suo aggressore che tornerà a farle visita.
Se la sceneggiatura inciampa su dialoghi e situazioni involontariamente grotteschi, a salvare il tutto è la magnetica presenza di una Huppert in stato di grazia. Da sempre capace di sperimentarsi in ruoli borderline o patetici o cinici, anche qui ella veste i panni di una donna difficile da amare e da incasellare nelle confortati etichette sociali. Michèle è quello che gli uomini non sanno gestire: una donna forte, di potere, volitiva, autoritaria, fragile ma crudele,sessualmente disinibita, viva.
Isabelle Huppert è, in una sola parola, immensa.

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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