rocketman film

ROCKETMAN è un film che, seppure in maniera discontinua o poco omogenea, fonde il biopic e il musical toccando momenti di vero stupore: un piacere per gli occhi e per tutti coloro che sono cresciuti con le canzoni di Elton John.

Un uomo vestito di piume e strass entra in una clinica di recupero. Egli si racconta e ci racconta cosa lo ha portato fin lì.
La nascita, la fama, gli eccessi, gli amori e la musica di una delle rockstar più amate del mondo: Elton John.

Sebbene non accreditato, Dexter Fletcher, è stato chiamato a rimettere mano all’opera di Bryan Singer nel post produzione di un altro film musicale che ha fatto impazzire milioni di fans in tutto il mondo: BOHEMIAN RHAPSODY.

Il confronto con quest’ultimo titolo diventa quasi inevitabile (anche perché usciti a breve distanza l’uno dall’altro), ma sarebbe un errore farlo giacché sono due film molto diversi tra loro.

Rocketman (film 2019)

ROCKETMAN è sì un biopic, ma a differenza del film sui Queen dove sono stati utilizzati i brani originali e vi era una cura quasi maniacale nel riproporre la fisicità e movenze del loro frontaman Freeddie Mercury; questo prende un’altra direzione, per certi versi più ambiziosa.


ROCKETMAN è anche e sopratutto un musical che nelle sue due ore è capace di emozionare e far rivivere le canzoni più celebri di Elton John conferendogli nuova luce e adattandole al tessuto narrativo in maniera sorprendente e mai così intima.

Non sono poche le scene in cui le note del pianoforte e le parole di brani che tutti conosciamo come “Tiny Dancer” o “Your Song” o la stessa “Rocketman” sono reinterpretate perché svelino e ci raccontino l’infanzia e la nascita di una stella della musica mondiale.

Il film ha il grande merito anzitutto di guardare con maggiore sincerità anche ai lati più bui di una lunga carriera fatta di momenti di grande depressione e l’abuso di droghe e alcol e sesso promiscuo. La telecamera non ha paura di mostrare anche la sessualità e la passione tra due uomini e per essere un film rivolto a un grande pubblico non è cosa da sottovalutare.

Rocketman film recensione

Ma è sopratutto nella meravigliosa prova recitativa di Taron Egerton che ROCKETMAN vola verso la Luna.
L’attore qui non cerca necessariamente di ricalcare mosse e mimica facciale dell’artista, ma ne esibisce forse più la sua anima: egli ha il coraggio di osare, aiutato anche dall’indossare tutti quegli abiti assurdi del grande performer inglese.
Ma egli non si limita a recitare, Egerton balla e canta in maniera sorprendente tanto che alcune canzoni le fa quasi proprie. In una parola: strepitoso!

Sebbene in alcuni passaggi sia fin troppo didascalico e presenti i soliti limiti di tanti biopic, è un film che ha dei momenti di vera poesia e numeri coreografici sorprendenti.

Forse guarda con troppo desiderio di stupire gli occhi in alcuni snodi narrativi che avrebbero richiesto maggiore incisività (il rapporto con la famiglia, il suo essere un outsider non solo per via della sua omosessualità, ma anche per le scelte artistiche fatte) e che abbia il fine di celebrare la rinascita e la salvezza (da se stesso) di un artista che è venuto fuori dal suo inferno e che oggi vive felicemente amato e sposato con dei figli come possiamo vedere nei titoli di coda.

Ma resta una storia potente di resilienza, musica e voglia di volare in alto, come un razzo. E per due ore i nostri piedi sembrano sollevarsi da terra per andare a galleggiare in un sogno che non vorremmo più lasciare.

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