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Abbiamo già parlato di STIGMA, il workshop che si terrà a Monopoli (BA) in occasione dell’evento Bearslicious, l’ultimo della stagione 3.0, in questa intervista alla Dott.ssa Pamela Pellegrini che condurrà il laboratorio.

Come detto, STIGMA (qui l’evento facebook) è un evento realizzato in partnership con il Centro ABC – Centro per l’Infanzia, l’Adolescenza e la Famiglia nell’ambito della settimana  Settimana del Benessere Sessuale istituita dalla FISS (Federazione Italiana Sessuologia Scientifica) e del Mese del Benessere Psicologico indetto dall’Ordine Psicologi Puglia.

Un workshop per riflettere sul concetto di stigma sociale, quindi esclusione, e sul bisogno di “appartenere”, che gode del Patrocinio del Comune di Monopoli grazie soprattutto all’interesse dell’Assessore ai Servizi Sociali Ilaria Morga.

Perché la scelta di Monopoli?

Una veduta di Monopoli

È nelle città di mare che, storicamente, il valore dell’accoglienza si fa più forte. Lidi di approdo e stazioni di partenza, avamposti di condivisione e scambio di sogni, speranze, ricchezze. Il mare è sempre stato un ponte azzurro tra usi, costumi e popoli dalle culture più svariate.

Ma l’accoglienza da sola spesso non è sufficiente a risolvere problemi come l’integrazione del diverso. Occorre operare lì dove l’inclusione sociale non è riuscita a colmare le lacune di una sofferenza che ha radici più profonde.

Per questo, eventi come STIGMA sono pensati anche per realtà più contenute rispetto alle grandi città, laddove la provincia, con tutte le sue limitazioni logistiche, diventa una barriera tra l’essere e il poter essere.

Ilaria Morga
Ilaria Morga, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Monopoli

Assessore, è la prima volta che a Monopoli ha luogo un evento in cui si parla di inclusione sociale anche attraverso il contrasto all’omofobia.

Sì, secondo me questo workshop riesce a restituire alla nostra città un bel momento di cultura. Intendo che la discriminazione secondo determinati canoni che conosciamo, e ai quali l’iniziativa l’ispira, sia un segno di forte debolezza per chi la opera. Anche Papa Francesco ci ha insegnato quanto sia importante non giudicare chi ama una persona del proprio sesso. L’amore non può essere un’imposizione.

Cosa l’ha convinta in questa scelta?

L’obiettivo condiviso di inclusione sociale. Non possiamo far sentire sole le persone vittime di discriminazioni e spingerle a gesti incontrollati. Questo è lo spirito che personalmente, come Assessore ai Servizi Sociali, porterò avanti, e per il quale, anche con il sindaco Angelo Annese abbiamo deciso di concedere il Patrocinio ad un’iniziativa che appunto ha questo scopo.

Da Assessore quali problematiche ha constatato essere più forti in questo periodo storico?

L’emergenza abitativa, senza dubbio. È il problema sociale che da due mesi a questa parte mi porto a casa tanto da non dormire la notte. Famiglie intere che non hanno un luogo dove stare e che non riesce ad andare avanti.

E quelle più legate ad uno stigma sociale?

Avverto tanta solitudine, tanto negli anziani quanto nei giovani. Non si tratta solo di una condizione lavorativa di disoccupazione o indigenza. Ogni venerdì ascolto circa 40 persone nel mio ufficio, e quello che ho registrato è che anche in presenza di una posizione lavorativa stabile non è detto che una persona sia integrata socialmente. Un lavoro può darti da mangiare, ti restituisce qualcosa di materiale ma alle volte serve anche un sostegno emotivo, immateriale, e quello può mancare. Questo lo avverto molto, molto forte.

Sosterrà altre iniziative del genere?

Certo, questa è la prima ma ce ne saranno altre che avranno come obiettivo la sensibilizzazione all’integrazione. C’è assolutamente bisogno di iniziative come queste che devono rompere un certo muro di diffidenza e luoghi comuni.

Scrivo per la stampa locale, gioco a fare il blogger. Laureato in Economia. Pugliese integralista. Eclettico.
Mi piacciono i violini nei film di Truffaut, le poesie di Sandro Penna e i Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes.

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