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Human Rights

Russia: supporto alla comunità lgbt in crescita, ma nessuno vorrebbe un vicino gay

Russia – Un’indagine condotta dall’agenzia russa indipendente non governativa LEVADA CENTER, leader nel settore delle ricerche sociologiche, ha dimostrato che il supporto del popolo russo nei confronti dei diritti lgbt è in aumento, segnando il dato più alto da 14 anni.


Quasi la metà della popolazione russa sostiene pari diritti per i membri della comunità LGBT+: il 47% degli intervistati ha convenuto che “gay e lesbiche dovrebbero godere degli stessi diritti di altri cittadini”. A sostenere la tesi contraria è il 43% del campione, mentre il rimanente 10% preferisce non esprimersi.

La ricerca rivela un risultato piuttosto sorprendente, se pensiamo alla legge sul divieto di propaganda gay ai minori in vigore dal 2013, che ha bandito, di fatto, gli eventi pubblici a sostegno della comunità arcobaleno in tutto il paese. L’incremento si nota proprio rispetto ai risultati di 6 anni fa, quando, alla stessa domanda, l’8% di russi in meno hanno convenuto che gli individui lgbt+ meritassero uguali diritti (39%).

Le cause di questo aumento della fiducia verso la comunità LGBT+ possono essere attribuite ad un calo del sentimento antigay apparso in tv negli ultimi sei anni e ad un fisiologico ricambio generazionale. Tuttavia, si teme che l’insorgere di nuove istanze e pretese da parte della comunità gay russa possa far correre ai ripari, attraverso la creazione di contenuti ad hoc sui mezzi televisivi controllati dallo stato per veicolare il sentimento popolare favorevole alla causa gay e favorire l’intolleranza.

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Attivisti gay in marcia a San Pietroburgo nel 2013 per protestare contro la legge anti propaganda day. (Photo credit should read OLGA MALTSEVA/AFP/Getty Images)

“Vicini di casa gay? Preferisco gli anziani”

Lo stesso rapporto di Levada Center ha, tuttavia, evidenziato come il supporto crescente ai diritti gay vada di pari passo con una diffidenza di fondo, da parte dei cittadini russi, verso gay e lesbiche, che non sarebbero considerati i vicini di casa ideali.

Al campione statistico oggetto d’indagine è stato chiesto di dare una delle cinque seguenti reazioni all’idea di interagire con i nuovi vicini: interesse, nessun sentimento speciale, imbarazzo, sospetto e ostilità.

Ebbene, il campione statistico russo ha nominato le coppie dello stesso sesso e i membri di una setta religiosa come i loro vicini meno ricercati, con intervistati che hanno dato il minor numero di reazioni positive o neutre a questi gruppi.

La maggior parte degli intervistati ha definito una “persona anziana sola” e una madre single come loro vicini ideali, con i due gruppi che hanno ricevuto il maggior numero di reazioni positive, seguiti da famiglie con un membro disabile, famiglie povere e famiglie africane.

I russi nel gruppo di età compresa tra 18 e 24 anni sembrano più in conflitto con l’idea dei vicini LGBT che nel 2006, secondo il sondaggio. I giovani irritati all’idea di avere vicini di casa omosessuali sono il 5% in meno rispetto a 13 anni fa, ma a questo dato fa fronte anche il 15% in più di timore o diffidenza.

Levada ha condotto il sondaggio tra 1.625 intervistati in 50 regioni russe dal 18 al 23 aprile

fonte: The Moscow Times

Nicola Napoletano
Scritto da

Sono nato a Monopoli (BA) 34 anni fa. Cresciuto a pane e prosciutto e una passione smodata per la scrittura, oggi mi divido tra la Puglia e la Città Eterna. Adoro il mare azzurro, i film di François Truffaut, il vino rosé e le poesie di Saffo. Su BL Magazine mi occupo soprattutto di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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