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Con il 71,46% di Sì, la Repubblica di San Marino ha introdotto, nella propria Costituzione, il divieto di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. Il risultato rappresenta l’esito della consultazione referendaria tenutasi nella giornata di ieri, 2 giugno, che ha coinvolto tutti gli abitanti del microstato a cavallo tra le Marche e l’Emilia Romagna.

A fronte di un’affluenza pari al 41,98% degli aventi diritto (all’incirca 14 mila votanti sugli oltre 30.000 ammessi al voto), il SI ha ottenuto 9996 preferenze. San Marino diventa così l’undicesimo Stato nel mondo a sancire direttamente in Costituzione l’uguaglianza dei cittadini in base all’orientamento sessuale insieme a Gran Bretagna, Svezia, Portogallo, Malta, Bolivia, Ecuador, Isole Fiji, Nuova Zelanda, Messico e Sudafrica.

Il Comitato Arcigay Rimini “Alan Turing” ha espresso la sua soddisfazione attraverso il suo Presidente Marco Tonti, che ha ribadito l’importanza dell’utilizzo di strumenti di democrazia diretta come i referendum come garanzia per le iniziative legislative lgbt : La via del referendum costituzionale era stata perseguita anni fa anche in Irlanda per garantire il matrimonio egualitario, anche in quel caso con una maggioranza schiacciante a favore. Questo risultato – prosegue Tonti – unito alle altre esperienze referendarie nel mondo sui diritti LGBT, con il suo eccezionale successo popolare dovrebbe essere un segnale e un monito anche fuori dai confini sammarinesi e soprattutto per l’Italia. Come Arcigay Rimini, comitato di riferimento territoriale per San Marino, – conclude il Presidente – ci complimentiamo con la Repubblica per questo passo epocale di civiltà soprattutto pensando che a San Marino l’omosessualità è stata criminalizzata fino al 2004. 

Questa vittoria di civiltà apre la strada ad un nuovo obiettivo per gli amici della Repubblica del Titano: il matrimonio egualitario.

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I diritti LGBT a San Marino

Nella Repubblica di San Marino, le unioni civili sono state introdotte con la l. 147 del 20 novembre 2018 e rese operative con il decreto dell’11 febbraio di quest’anno, intitolato Regolamento per la disciplina e la tenuta dei Registri di Stato Civile delle unioni civili e per il rilascio della certificazione”. Dopo sole due settimane, è stata celebrata la prima unione civile tra due cittadini sammarinesi, Emanuele e Marco.

Fino al 2004, tuttavia, a San Marino i rapporti omosessuali erano formalmente illegali: l’art. 274 del codice penale adottato nel 1974 prevedeva fino a un anno di carcere per chi li praticasse abitualmente o per chi avesse causato uno “scandalo pubblico”. Non vi sono, però, alcune testimonianze di messa in pratica dell’articolo 274.

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Emanuele e Marco, i primi cittadini sammarinesi ad aver contratto un’unione civile (foto: corriere della romagna)

Anche la riassegnazione del sesso per i transgender è legale, ma ad oggi non sono pervenute sentenze in tal senso.

Dal maggio 2008 sono vietati i crimini d’odio e i discorsi d’odio sulla base dell’orientamento sessuale, ma non l’identità di genere.

Nessuna parata dell’orgoglio è stata mai organizzata per le vie della Repubblica del Titano.

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