prima serata sanremo

È il 5 febbraio 2019 e come sempre mezza Italia si appresta a seguire il Festival di Sanremo in ogni modo possibile.

Inizio Festival: 20.50 circa
Fine Festival: 1:20 circa.

Un fiume di canzoni, quattro ore e mezza di diretta per ventiquattro cantanti, quattro ospiti e troppi, troppi siparietti precostruiti senza un preciso perché.

Ma procediamo con ordine.

La scenografia

Non ci sono più i fiori di Sanremo da più di dieci anni e ce ne siamo fatti una ragione. Il palco si allarga e nasconde l’orchestra in un fosso dietro al palco. Idea originale. Tutto è ampio, lo spazio respira. La scala pare non esserci, anzi c’è. Compare formandosi da una specie di trampolino per i tuffi sospeso sulla buca dell’orchestra. O meglio, in alcune angolazioni pare il trampolino di Tania Cagnotto, in altre un montacarichi dell’Eurospin. Sembrano più sicure le scale mobili della stazione Termini, e ho detto tutto.

prima serata sanremo
I tre conduttori all’apertura del Festival (credits: Corriere della sera)

La conduzione

Un punto che mi tocca nel vivo. Io sono della scuola baudiana di Sanremo, quella del gran cerimoniere e dei suoi valletti di contorno. Uomo o donna che sia non importa, purché sia un conduttore che detti i tempi dello spettacolo e chiuda in tempi umani per lasciare che gli appassionatissimi seguano anche il dopofestival. Ieri sul palco è mancato proprio questo, un conduttore che annullasse i momenti morti (e ce ne sono stati tantissimi). Non è possibile che dopo due ore non si sia esibita la metà dei cantanti in gara.

Ad accompagnare un congelatissimo Baglioni (che nonostante la proverbiale estensione rischia di scucirsi tra un do di petto con Bocelli e un acuto in duetto con Giorgia), ci sono Virginia Raffaele (in borghese) e Claudio Bisio (emozionatissimo). Mentre la prima è talmente nervosa da perdere la sua naturalezza e sembrare fin troppo invadente, Bisio resta ai margini della scena ed è quasi trasparente. Sarebbe stato decisamente più indicato se si fosse riproposta la formula “Zelig” con la Raffaele en travesti e Bisio capocomico. In questo, la prima serata non ha funzionato. L’impressione è quella di aver sfiancato un certo tipo di pubblico che ci penserà due volte prima di tornare a sintonizzarsi su Raiuno le prossime sere.

Claudio Baglioni, Virginia Raffaele e Claudio Bisio
(credits: Rolling Stones)

Le canzoni

Ricordarle tutte è impossibile, pertanto rimandiamo ad un’analisi più completa nei prossimi giorni con la divisione in gruppi. Ci limiteremo pertanto a qualche considerazione estemporanea.

Apre Francesco Renga con “Aspetto che torni“, e nessuno sembra accorgersene. I tempi di “Tracce di te” e “Angelo” se ne sono andati e il ricciolino che stuzzica le fantasie delle signore ammicca per colmare i vuoti di una performance sottotono. Segue Nino D’angelo con Livio Cori che cantano “Un’altra luce“, a metà tra il napolitan rap e l’etnico, forse un po’ overdramatic. Mentre i Zen Circus ci regalano un pezzo di grande intensità (“L’amore è una dittatura“) ma sembrano degli alieni (avranno bisogno di qualche altro ascolto per farsi capire), i piacioni de Il Volo infondono estrogeni a pioggia in tutto il parterre femminile. La loro “Musica che resta” è la solita sbobba apprezzatissima dal loro target di riferimento e dagli amanti del belcanto all’italiana, con un testo piuttosto discutibile (“baciami l’anima”, da denuncia). L’acuto finale è l’apice del climax. Nulla di nuovo.

La vera svolta alla serata la dà Loredana Bertè: le cosce più famose della musica italiana. Loredana sta vivendo una seconda giovinezza artistica e si vede. “Cosa ti aspetti da me“, scritto, tra gli altri, da Gaetano Curreri, è un brano potente e tormentato, che lei canta con convincente attitude rock. Dritta sul podio.

Ci sono poi Daniele Silvestri con “Argentovivo“, che parla ai giovani in uno stile che ricorda Giorgio Faletti di “Signor Tenente”, Ultimo (il favorito con “I tuoi particolari“) che gracchia note impossibili per il suo range vocale ma non esplode, Paola Turci che a livello musicale fa qualche passo indietro rispetto a “Fatti bella per te” e paga forse un calo della voce (perfetta nei bassi, incertissima sulle note alte).

Poco da dire su Cristicchi, con la sua solita, ripetitiva, retorica ruffianeria (“Abbi cura di me“). Un monologo con accompagnamento musicale. Da “Ti regalerò una rosa” sembra non essere passato neanche un giorno. Noia.

E che dire di Patty Pravo e Briga? La Strambelli si presenta con kimono, dreadlocks e una pelle liscia come le guance di un neonato e Briga pare il suo badante in libera uscita con la 104. Problemi tecnici a iosa, e noi restiamo per due minuti a osservare il vuoto ma senza la tensione narrativa di “C’è posta per te”. L’esibizione è aggiacciante e nonsense, la canzone è rimandata al secondo ascolto.

Pattu Pravo e Briga

La seconda svolta alla serata ce la dà Arisa con “Mi sento bene“. Lasciate a casa le lagne delle ultime edizioni, finalmente tira fuori un pezzo positivo, che attinge a piene mani dal discopop anni ’80 riadattandolo al gusto moderno. Solare, divertente e piacevole. E radiofonica. Brava!

Per aspettare un’altra esibizione davvero significativa dobbiamo aspettare l’una di notte. Un Mahmood carico a molla con “Soldi” ci riporta al sound internazionale, tra hip hop, trap e influenze afro. Lui un performer solido e convincente, che coglie la sua occasione molto meglio di un appannato Einar (suo collega di Sanremo Giovani) e si mangia letteralmente il palco. Peccato per il posizionamento in scaletta davvero penalizzante.

Tutti gli altri? Li analizzeremo nei prossimi giorni.

La classifica parziale

Ieri sera è stata resa nota la classifica parziale della giuria demoscopica. Piuttosto inutile se si pensa che ieri a votare c’era anche il pubblico da casa e la sala stampa, e che questa divisione in settori vale, ai fini della classifica finale di sabato, poco meno del 2%

Zona blu: dal primo all’ottavo posto (in ordine sparso):
Ultimo, Daniele Silvestri, Loredana Bertè, Irama, Simone Cristicchi, Francesco Renga, Il Volo, Nek

Zona Gialla: dal nono al sedicesimo posto (in ordine sparso)
Enrico Nigiotti, Federica Carta/Shade, Boomdabash, Negrita, Paola Turci, Anna Tatangelo, Pravo/Briga, Arisa

Zona rossa: dal diciassettesimo al ventiquattresimo posto (in ordine sparso)
Mahmood, Achille Lauro, Nino D’Angelo/Livio Cori, Einar, Ghemon, Motta, Ex Otago, The Zen Circus

sanremo 2019
I cantanti di Sanremo in tre settori

Gli ospiti

Un impeccabile Andrea Bocelli, che deve a Sanremo il suo esordio nel 1993, apre la carrellata dei “superospiti” della serata. Interessante il duetto con il figlio belloccio Matteo, con la romanza “Follow me”.

La seconda ospite della serata è Giorgia, che promuove il suo album di cover “Pop Heart” e canta “Come saprei” con Baglioni al piano, ma sembra meno coinvolta di quanto dovrebbe. Un contributo un po’ striminzito per una delle voci più amate d’Italia. Ci sarebbe piaciuto un medley dei suoi amatissimi successi sanremesi (oltre a “Come saprei”, “E poi”, “Strano il mio destino” e “Di Sole e d’azzurro”).

Gli altri due ospiti della serata sono stati Pierfrancesco Favino (che ci regala una scenetta davvero carina con la Raffaele, finalmente a suo agio) e Claudio Santamaria che propone un’evitabilissima versione di “La vecchia fattoria” in quartetto con Baglioni, Bisio e Raffaele per omaggiare il Quartetto Cetra. Dieci minuti piuttosto tristi per allungare un brodo già piuttosto annacquato.

Andrea Bocelli Matteo
Matteo e Andrea Bocelli che cantano “Follow me”

Gli ascolti

La prima serata di Sanremo 2019 ha ottenuto una media di 10.086.000 spettatori pari al 49.5%, dalle 21.16 all’1.14. Baglioni fa meno bene dello scorso anno, quando la prima serata totalizzò una media di 11.603.000 spettatori con il 52,01% di share.

Si tratta della prima del Festival meno vista dal 2014, considerando la media della serata.

Le pagelle: COSI’ PARLO’ ZARACHOOSY

Anche quest’anno BL Magazine si avvale degli spietatissimi pareri di Zarachoosy, l’appassionato sanremese più temibile del web.

Prima serata – Sanremo 2019

#Sigla Voto 3 – se Banfi va all’UNESCO, grandi magazzini per grandi e per piccini attribuisce alla kermesse un’aurea euro-friendly
#Scenografia Voto 4 – da quando i fiori hanno lasciato il palco, discoring e gli anni 80 spopolano … metti la scala, leva la scala, metti la scala, leva la scala … Miyagi ne andrebbe fiero 
#Baglioni Voto 7 – Claudio, penna grigia non si vede troppo sul palco, forse per questo ottiene qualche punto in più; elegante e signore, potrebbe cantare un cincinino meno 
#Raffaele Voto 4 – non decolla, se non nel siparietto con Nicoletta Predator Strambelli, vestita di bianco e nero sembra la versione Wong di Rania di Giordania
#Bisio Voto 5 – Claudio, penna lucida, tentenna e si impapocchia, levate il copione a quell’uomo e mandatelo a braccio
#Francesco Renga “Aspetto che torni” – Voto 6.5 – Si salva per la penna di Bungaro ma vocalmente il ricciolone è sottotono
#Nino D’Angelo e Livio Cori “Un’altra luce” – Voto 3 – Un jeans e una maglietta … sì, magari quest’ultima bagnata ed usata per “paccariare” le terga del buon Nino fuori tempo e calante, peccato perché Cori ha una bella voce
#Nek “Mi farò trovare pronto” – Voto 6.75 – Il DILF Filippo si avventura tra urletti ed arrampicate musicale nella solita confort-zone … che dire … molto Nek!
#Zen Circus “L’amore è una dittatura” – Voto 7.5 – Brano molto apprezzabile ma estremamente difficile forse non verrà capito … 
#Il Volo “Musica che resta” – Voto 7 – Italioti populisti siamo scesi sulla terra perché possiate votarci … questa l’immagine che danno … probabilmente vinceranno … ma anche basta!
#Loredana Bertè “Cosa ti aspetti da me” – Voto 7.75 – Peccato per qualche imprecisione, il brano nella versione studio sarà un gioiellino … grazie LoredanAvatar
#Daniele Silvestri “Argento vivo” – Voto 7 – un brano di Falettiniana memoria (Signor Tenente … scusa!) … Rancore come un diesel contribuisce solo in chiusura di esibizione 
#Federica Carta e Shade “Senza farlo apposta” – Voto 4.5 – un voto salvato soltanto dall’arrangiamento del brano … neanche l’avessero fatto apposta 
#Ultimo “I tuoi particolari” –Voto 5.5 – la canzone non è malaccio la voce di Ultimo … Non Pervenuta
#Paola Turci “L’ultimo ostacolo” – Voto 7.25 – non sono troppo obiettivo con Paola, mi auguro che i prossimi due Live siano meglio
#Motta “Dov’è l’Italia” – Voto 3 – difficile farmi stare zitto … ma questa presenza sul palco, immotivata … porta con sé una sola parola …. “Perché” 
#Boomdabash “Per un milione” – Voto 7.25 – Operatori telefonici mettevi in coda, la sigla per la prossima Summer Card è pronta, il motivetto è orecchiabile 
#Patty Pravo e Briga “Un po’ come nella vita” – Voto 7.5 – sfortunatissimi per i ripetuti problemi tecnici, creano un bel connubio vocale, la canzone è molto bella, Nicoletta ormai irriconoscibile rimane una “signora” sul palco
#Simone Cristicchi “Abbi cura di me” – Voto 8 – io Detesto l’attitudine ruffiana di Cristicchi … è sempre tutto creato ad hoc per far scendere la lacrimuccia … eppure, mi è piaciuto
#Achille Lauro “Rolls Royce” – Voto 3.5 – provate a sostituire Rolls Royce con Geordie Shore e troverete almeno un perché in una canzone (faccio fatica a definirla tale) inascoltabile
#Arisa “Mi sento bene” – Voto 7.5 – Pippa Pippa … ma hai firmato con la Disney e non ce l’hai detto? Sembra di essere tornati alla prima Rosalba … Ho adorato l’Ariston invaso da fenicotteri rosa
#Negrita “I ragazzi stanno bene” – Voto 7.75 – come tutte le loro produzioni, il brano è fortemente radiofonico e troverà il suo successo 
#Ghemon “Rose viola” – Voto 7.5 – Musicale, romantica e moderna, in una kermesse come Sanremo … riempitiva 
#Einar “Parole nuove” – Voto 2.5 – Ha levato il posto sul palco ad artisti emergenti nettamente superiori, ma si sa … è della scuderia De Filippi 
#Ex-Otago “Solo una canzone” – Voto 6 – non sono riuscito ad inquadrare la loro presenza, la loro essenza e la loro eventuale qualità, un sei politico… per ora 
#Anna Tatangelo “Le nostre anime di notte” – Voto 5 – La domenica andando alla Messa… compagnata dal mio amatore … dite che non era la sagra della salsiccia di Sora? La voce è sempre bella … ma svecchiatela … Vi prego!
#Irama “La ragazza col cuore di latta” – Voto 6.75 – di tutti i recenti prodotti, e sottoprdotti, di Amici … Irama ha un suo stile gradevole ed una discreta scrittura … risentendola potrebbe ottenere voti maggiori
#Enrico Nigiotti “Nonno Hollywood” – Voto 8 – a me Enrico piace, come scrittura e come interpretazione … spero che risentendolo ad un orario più umano il mio voto possa ancora crescere 
#Mahmood “Soldi” – Voto 8.25 – Giuro, mai e poi mai avrei pensato di dare il voto più alto di tutte le mie pagelle a “questo” … eppure la sua modernità se “sdoganata” dalle cariatidi rivierasche … potrebbe pagare. Un brano che vedrei anche ad ESC.
#OSPITI#
Il karaoke di Giorgia magari il venerdì in birreria, il bel canto di Bocelli sì , ma non il nepotismo; Favino sottotono al contrario di Santamaria … infine a Papaleo … affiderei il festival

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