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Spettacolo

Sanremo 2021, la review della seconda serata: certo il disordine è una forma d’arte (recensione, ascolti, anticipazioni)

Sebbene sia stata archiviata anche la seconda serata del Festival di Sanremo 2021, proprio non riusciamo a staccarci, emotivamente e antropologicamente, dal tormentone del “che succede” del brutto affaire Bugo VS Morgan di un anno fa. E le ragioni sono molteplici: la partecipazione di Bugo in gara, questa volta in solitaria, con “E invece sì” e l’upload, praticamente in contemporanea, della versione integrale de “Le brutte intenzioni” sul profilo instagram di Morgan. Delirio e psichedelia, ma una delle cose più belle (anche) di questo Festival.


E “certo il disordine è una forma d’arte” potrebbe riferirsi alla formula dello spettacolo scelta quest’anno, praticamente una copia in carta carbone dell’edizione 2020 con però la stanchezza di un anno di pandemia alle spalle. E questo fa la differenza.

Perché se l’anno scorso, nel primo atto dell’era Amadeus, eravamo tutti un po’ più propensi ad attendere la mezzanotte per beccare Bugo e Morgan tra uno sketch di Fiorello e l’altro, quest’anno ci sentiamo tutti un po’ pieni e presi in giro per ritrovarci all’una di notte gente come Fulminacci, Gio Evan e Random, e più in generale per seguire un Sanremo disordinato, che manca di fluidità, di ritmo e tradisce la sua vocazione di show di livello internazionale per assecondare l’ego di uno showman (Fiorello) che ha un arsenale di battute fermo alla Buona domenica di Maurizio Costanzo. Debordante, invadente, ripetitivo, a tratti irritante. E ormai anacronistico in un panorama televisivo europeo moderno.

L’aspetto migliore di ieri sera è stato senza dubbio godere della gradevolezza in scena di Elodie, e della sua voce preziosa almeno quanto i suoi orecchini da 50mila euro. La seconda classificata ad Amici 2016, prima cantante apparsa nell’airplay radiofonico del 2020, si è resa protagonista di un mash-up che ha unito i principali successi del suo autore Dardust (Andromeda, Soldi) a pezzi glamour di Madonna, Raffaella Carrà, Loredana Bertè, strizzando l’occhio a Beyoncé. Dopo Matilda de Angelis, un’altra scommessa vinta.

elodie e fiorello
Elodie e Fiorello in “Vattene amore” (Immagini RAI)

Tra Achille Lauro che canta Bam Bam Twist con la treccia di Mina e fa ballare Francesca Barra e Claudio Santamaria, e la Pausini che ricorda a tutti di essere la cantante italiana dei record nel mondo (con un golden globe in saccoccia), il momento più divertente della serata è stato rivedere alcune vecchie glorie come Fausto Leali, Gigliola Cinquetti e Marcella Bella alternarsi sul palco nel ricordare alcuni pezzi storici sanremesi, da Dio come ti amo a Montagne verdi, passando per Io amo di Leali.

Se per Marcella il tempo sembra non essere passato (e a 68 anni ha ancora una canna che spettina la metà delle cantanti in gara), lo stesso non si può dire per la Cinquetti, che canta (e incanta) pur con un filo di voce e tanto mestiere. Eccessivamente oltre misura Leali, che stecca clamorosamente.

Le canzoni

Giovani: passano i migliori dei quattro. Wrongonyou, che ha alle spalle una carriera di album di inglese e un’esperienza di live internazionali, con Lezioni di volo, e Davide Shorty con Regina, ad oggi il principale contendente al titolo finale. Si uniranno venerdì a Folcast e a Gaudiano per la finale. Chi vincerà? Non è una gara che appassiona particolarmente.

davide shorty sanremo
Davide Shorty (Immagini RAI)

Capitolo big: sulla carta avrebbe dovuto essere una serata migliore della prima (stando ai nomi previsti), e invece il cast di ieri non ha convinto del tutto.


Una delle performance più belle ci arriva dall’outsider LA RAPPRESENTANTE DI LISTA, gruppo composto da Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina già molto amato dalla critica. “Amare” è un brano dalla composizione melodica tipicamente sanremese, arricchita però da elementi assolutamente contemporanei. Rimane in testa, e se spinta dalle altre giurie potrebbe addirittura essere il classico nome outsider da podio.

Il rap migliore ci arriva da Willie Peyote con il testo più irriverente di tutto il gruppo. “Mai dire mai (la locura)” inizia con una citazione tratta dal telefilm Boris e si dipana in una critica, pungente e spietata ad un sistema di comunicazione in cui tutto è diventato hype, intrattenimento, aspettativa, ricerca spasdmodica di attenzioni. Peccato solo averlo passato all’una di notte, quando ormai il sonno intacca la perfetta funzionalità dei sensi.

Tra i nomi più interessanti non possiamo non citare Malika Ayane, con un midtempo che abbandona le atmosfere intimiste a cui siamo stati abituati in passato. “Ti piaci così“, che vanta tra gli autori anche Pacifico, ha un impianto elettronico che spiazza, soffre un po’ nell’inciso ma nel complesso può aspirare a posizioni importanti.

Sufficiente Fulminacci, con una ballata con tutti i crismi dell’indie, che ci porta a Santa Marinella per raccontarci un amore romantico che rincorre il suo senso di estraneità nei confronti del mondo. Indieissimo.


Buone prove anche per Davide Toffolo e gli Extraliscio, che con Bianca luce nera portano sul palco dell’Ariston il liscio, il theremin e un po’ di effetto Piazza San Giovanni (sembrano però usciti da un Sanremo parallelo di qualche anno fa); ed Ermal Meta, ormai pratico del Festival, con una classica canzone d’amore d’impronta cantautorale (Un milione di cose da dirti è prima per la giuria demoscopica).

Galleggiamo sulla sufficienza con Lo Stato Sociale, che mette nel cartone Lodo Guenzi e fa cantare tutti gli altri. Combat pop non ha lo stesso impatto della vecchia che balla e sul palco c’è un po’ di confusione, ma la performance diverte.

Un po’ di delusioni assortite da parte di Bugo, che nel suo omaggio a Battisti con E invece sì, non controlla bene la voce e riesce a fare solo poco meglio di Aiello (il pezzo però ha un’ottima orchestrazione e un testo che merita più letture), Gaia che con “Cuore amaro” scimmiotta Elettra Lamborghini, e Irama, che partecipa con una performance registrata per fatti noti a tutti. “La genesi del tuo colore” sfoggia un vestito dance, ma soffre della poca prestanza sul palco del suo performer.

Peggio di loro fa solo Random, promosso nei big per meriti acquisiti su Spotify. “Torno a te” è un brano raffazzonato e insufficiente, e l’esibizione sul palco mostra tutti i limiti dell’inesperienza. Incomprensibile la sua presenza tra i campioni.

Menzione a parte per Orietta Berti, che evita la scalinata e arriva sul palco portando in scena tutta l’esperienza e la maturità della vecchia scuola, quella della musica leggera che ha reso l’Italia celebre nel mondo: precisa, classica, luccicante. Twitter e i social, con i giovani in testa, sono tutti con lei: Quando ti sei innamorato non vincerà mai Sanremo, ma è l’impronta oldfashioned di cui non sappiamo di avere bisogno e che ci meritiamo.

Giudizio sospeso per Gio Evan: Arnica, mandato in onda all’una e un quarto, merita un maggiore approfondimento.

Orietta Bertu (Immagini RAI)

La classifica della giuria demoscopica

Questa la classifica della seconda serata: 

1 Ermal Meta UN MILIONE DI COSE DA DIRTI
2 Irama LA GENESI DEL TUO COLORE
3 Malika Ayane TI PIACI COSI
4 Lo Stato Sociale COMBAT POP
5 willie Peyote MAI DIRE MAI LA LOCURA
6 Gaia CUORE AMARO
7 Fulminacci SANTA MARINELLA
8 LRDL AMARE
9 Extraliscio e Davide Toffolo BIANCA LUCE NERA
10 Gio Evan ARNICA
11 Orietta Berti QUANDO TI SEI INNAMORATO
12 Random TORNO A TE
13 Bugo E INVECE SI

Questa la classifica della GIURIA DEMOSCOPICA delle due sere:

1 Ermal Meta UN MILIONE DI COSE DA DIRTI
2 Annalisa DIECI
3 Irama LA GENESI DEL TUO COLORE
4 Malika Ayane TI PIACI COSI
5 Noemi GLICINE
6 Fasma PARLAMI
7 Michielin e Fedez CHIAMAMI PER NOME
8 Lo stato sociale COMBAT POP
9 Willie Peyote MAI DIRE MAI
10 Francesco Renga QUANDO TROVO TE
11 Arisa POTEVI FARE DI PIU’
12 Gaia CUORE AMARO
13 Fulminacci SANTA MARINELLA
14 La rappresentante di lista AMARTI
15 Maneskin ZITTI E BUONI
16 Max Gazzè IL FARMACISTA
17 Colapesce Dimartino
18 Coma Cose FIAMME NEGLI OCCHI
19 Extraliscio e Davide Toffolo BIANCA LUCE NERA
20 Madame VOCE
21 Gio Evan ARNICA
22 Orietta Berti QUANDO TI SEI INNAMORATO
23 Random TORNO A TE
24 Bugo E INVECE SI
25 Ghemon MOMENTO PERFETTO
26 Aiello ORA


Gli ascolti della seconda serata

Sanremo 2021 vede calare gli ascolti dell’esordio. Da DavideMaggio: La seconda serata – in diretta su Rai 1 dalle 21:31 alle 1:42 – è seguita da 7.586.000 spettatori, con uno share del 42.1% (ieri 8.363.000 – 46.6%).

Nel dettaglio, la prima parte – dalle 21:31 alle 23:55 – raccoglie 10.113.000 spettatori (41.2%), mentre la seconda – dalle 00:00 alle 1:42 – segna 3.966.000 spettatori (45.7%).

L’anteprima Sanremo Smart – dalle 20:52 alle 21:26 – dedicata alla gara tra le altre quattro Nuove Proposte conquista 9.792.000 spettatori, pari al 33.5% (ieri 11.592.000 – 38.7%). Nella fascia prime time (20:30/22:30) su Rai 1 si sono sintonizzati 10.202.000 spettatori con il 35.6% (ieri 11.488.000 – 39.6%).

La seconda serata di Sanremo 2020 aveva ottenuto in media 9.693.000 spettatori e il 53,3% di share: si registra una perdita di 11 punti di share e di oltre due milioni di spettatori: in particolare l’emorragia di ascolti colpisce la seconda parte, che l’anno scorso aveva tenuto incollati alla tv circa 6 milioni di persone. Si tratta di dati facilmente interpretabili: la noia di una serata costruita male ha indotto molti spettatori ad andare a letto, piuttosto che a sentire per la prima volta canzoni di artisti con un riconoscimento molto di nicchia e settario.

Anticipazioni terza serata

Serata dedicata alle canzoni d’autore della musica italiana, e ogni artista si esibisce con un ospite. Vota la giuria tecnica dell’orchestra e il voto alle cover incide nella classifica finale.

  • Aprono la serata i Negramaro con “4 marzo 1943” per omaggiare Lucio Dalla
  • Francesco Renga con “Una ragione di più” (Ornella Vanoni) assieme a Casadilego.
  • Coma Cose con “Il mio canto libero” (Lucio Battisti) assieme a Alberto Radius e Mamakass.
  • Gaia con “Mi sono innamorato di te” (Luigi Tenco) assieme a Lous and the Yakuza.
  • Irama con “Cirano” (Francesco Guccini).
  • Fulminacci con “Penso positivo” (Jovanotti) assieme a Valerio Lundini e Roy Paci.
  • Madame con “Prisencolinensinainciusol” (Adriano Celentano).
  • Willie Peyote con “Giudizi Universali” (Samuele Bersani) assieme a Samuele Bersani.
  • Orietta Berti con “Io che amo solo te” (Sergio Endrigo) assieme a Le Deva.
  • Ermal Meta con “Caruso” (Lucio Dalla) assieme a la Napoli Mandolin Orchestra.
  • Fasma con “La fine” (Nesli) assieme a Nesli.
  • Arisa con “Quando” (Pino Daniele).
  • Gio Evan con “Gli anni” (883) assieme ai cantanti di The Voice Senior.
  • Måneskin con “Amandoti” (CCCP) assieme a Manuel Agnelli.
  • Malika Ayane con “Insieme a te non ci sto più” (Caterina Caselli).
  • Aiello con “Gianna” (Rino Gaetano) assieme a Vegas Jones.
  • Max Gazzè con “Del Mondo” (CSI) assieme a T.M.B.
  • Ghemon con un medley de “Le ragazze” (Neri per caso), “Donne” (Zucchero), “Acqua e sapone” (Stadio), “La canzone del sole” (Lucio Battisti) assieme ai Neri per caso.
  • La rappresentante di lista con “Splendido Splendente” (Donatella Rettore) assieme a Donatella Rettore.
  • Noemi con “Prima di andare via” (Neffa) assieme a Neffa.
  • Random con “Ragazzo fortunato” (Jovanotti) assieme ai The Kolors.
  • Colapesce e Dimartino con “Povera Patria” (Franco Battiato).
  • Annalisa con “La musica è finita” (Ornella Vanoni).
  • Bugo con “Un’avventura” (Lucio Battisti) assieme ai Pinguini Tattici Nucleari.
  • Lo Stato Sociale con “Non è per sempre” (Afterhours) assieme a Sergio Rubini e “I lavoratori dello spettacolo”.
  • Extralisco feat Davide Toffolo con un medley “Rosamunda” (Gabriella Ferri) assieme a Peter Pichler.
  • Francesca Michielin e Fedez con un medley “Del Verde” (Calcutta), “Le cose che abbiamo in comune” (Daniele Silvestri).

Insieme ad Amadeus e Fiorello, tornano sul palco Zlatan Ibrahimovic e Achille Lauro con un nuovo quadro, che coinvolgerà anche Emma Marrone e Monica Guerritore.

Tra gli ospiti della terza serata di Sanremo 2021 troviamo Sinisa Mihajlovic, che dalle prime indiscrezioni si dovrebbe esibire assieme ad Amadeus, Fiorello e Ibrahimovic sulle note di “Io Vagabondo” dei Nomadi.

Scritto da

Sono nato in Puglia, dove sono cresciuto a orecchiette, giornalini e romanzi d'appendice. Sono ebbro di vino, virtù e poesia. Oggi mi divido tra la città natale e la città Eterna. Nella vita mi collaboro con le case editrici come revisore di testi ed editor. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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