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SANREMO 2022: Moviola Cinica minuto per minuto (Prima Puntata)

Finalmente, dopo tanta attesa, comincia l’evento più atteso dalle italiane e dagli italiani. Si alza il sipario. Luci blu stroboscopiche. Lo spazio per l’orchestra occupa diverse file della platea dell’Ariston. Una scenografia a tunnel finalmente può farmi esultare: è cominciato Star Trek, 72° stagione.


A condurre non è un Ferengi, ma uno scioltissimo Amadeus che inaugura il suo terzo festival ringraziando l’azienda: servilismo da ufficio sinistri…

Arriva subito Achille Lauro che questa volta ha deciso di presentarsi come l’Iggy Pop dei poveri in compagnia di un coretto gospel. Del testo della canzone abbiamo solo capito “Domenica” tutto il resto non vale. Continua a ravanarsi il bigolo durante tutta l’esibizione: che finezza avanguardista! Per sugellare il motivetto inconsistenze, Lauro si battezza da solo. E il mascara non s’è sciolto nonostante il gavettone.

È il turno della prima coconduttrice: Ornella Muti. Felina, scende le scale e con aplomb jamaicano, affronta l’Ariston con una calma surreale. Annuncia l’arrivo di Frankenstein…. ah no… è Yuman … lo hanno vestito over size e con le scarpe ortopediche. Della sua canzone si capisce che ha delle urgenze impellenti: sembra che canti dopo settimane intere di stipsi cronica.

Salutato il vincitore di sanremo giovani, è il turno di Noemi, sì, ancora lei, anche quest’anno. Bella, eterea, vestita color salmone pallido di Petacciato, intonatissima e nuovamente con una bellissima canzone troppo sofisticata per sanremo.

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Si ricomincia con Gianni Morandi, il nuovo che avanza e non è una battuta! Vestito in pandant col mio pijama, ci fa rivivere il bel canto italiano pari o superiore a “Fin che la barca va”! Forza Gianni!

Notiamo che anche quest’anno i fiori solo alle donne… e, a proposito di fiori, si consuma l’ennesimo teatrino di Fiorello ormai ridotto a modalità crisantemo… non fa più ridere su quel palco… Costringe a far pomiciare Amadeus col direttore di Rai 1 e poi propina un medley di canzoni tristissime rivisitate a suon di samba: al villaggio Valur di Policoro potrebbe funzionare con un pubblico settantenne ed altamente alticcio.


Arriva uno dei momenti più alti della puntata: il secondo stacco pubblicitario.

Riapre la gara con La rappresentante di lista. Le sonorità di Ciao Ciao ed il testo super convincente potrebbero essere il miglior modo per rappresentare l’Italia, in Italia, all’Eurovision Song Contest.

Pensiero di Amadeus per Tito Stagno dipartito in giornata. Arriva subito il sesto concorrente: Michele Bravi ovvero Edward Mani di Forbice, senza le mani di forbice. La canzone sussurrata mi fa rimpiangere le telepromozioni Eminflex. L’evocazione di Giorgio Mastrota non riesce e si va avanti con la puntata.

Amadeus decide di andare a prendere i Måneskin con un trabiccolo osceno. Afferma che mai nessuno ha fatto una cosa del genere: e ci credo… I vincitori dell’anno passato eseguono per la milionesima volta, quest’anno, Zitti e Buoni.


Torna la pubblicità tanto per cambiare!

Riapre la puntata con i saluti al pubblico. Assente la storica signora con la pelliccia. Che gli spiriti di ermellini e visoni si siano vendicati?

Settimo concorrente in gara presentato dalla super tranquilla Ornella Muti (ma come fa?): Massimo Ranieri. Lettera di là dal mare canzone favolosa ed opportuna per sanremo, ma quello del ’78. Fuori tempo, Massimo!

Ottavi Mahmood e Blanco: i Brividi di Tom e Jerry in salsa Urban Romantic, funziona ma non troppo. Ci aspettavamo più ritmo, invece sembra il classico da “Uomini e Donne” per far ballare Gemma con arzilli ottuagenari. Il veterano di sanremo e il diciottenne Blanco sono su due livelli tecnici e di presenza scenica troppo differente. Sicuramente miglioreranno nelle prossime puntate, soprattutto se pomiceranno sul palco.

Arriva l’ospite sportivo: il tennista Berrettini. Mezz’Italia inumidita per l’emozione nel vederlo su quel palco. Torna Fiorello a caso e si riprende la scena. Continua a fare teatrini che strappano sorrisi solo alle iene ridens.

Nuovamente pubblicità…alla faccia del canone…

Riscende le scale una scosciatissima Ornella Muti sempre più tranquilla. L’associazione Farmacisti Liguri, in una nota, comunica che le scorte di Lexotan sono finite nelle province di Savona e Imperia.

Introduce Ana Mena vestita come An(n)a Montana. Ana e il resto scompare… Questa canzone diventerà una hit al Castello delle Cerimonie, vedo già Donna Imma intenta a fare una coreografia aprendo e chiudendo le mani.

Momento sostenibilità ambientale dato allo sponsor degli Idrocarburi Nazionali… vabè…

Arriva un nuovo cantante che non conoscevo assolutamente dal nome codicefiscale: Rkomi. Autotune a palla che non corregge le evidenti fatiche logopedistiche. Motivetto carino, ma ho capito solo “Tonno Insuperabile”, forse… Domani non lo ricorderò sicuramente.

Amadeus in mezzo al pubblico ricorda Baudo: spero che nessuno tenti di buttarsi dalla piccionaia.

Tornano i Måneskin. Ipnotici! Standing Ovation dovutissima!

Amadeus comunica i dettagli su come risintonizzare le tv: quanto ci manca Nicoletta Orsomando per fare queste cose!

Arriva il momento di Dargen D’Amico vestito color Ffp2 della polizia. Testo impegnatissimo alla Gigi Dag… Dove si balla è proprio musica leggerissima.

Momento nostalgia cinematografica con una Ornella Muti in evidente stato tassidermico che velocemente aggettiva registi ed attori che hanno lavorato con lei. Datele un caffè, un vagone di caffè! I 120 secondi più lunghi della tv italiana.

Novità markettona di questo festival. Da una crociera a largo di San Remo, Fabio Rovazzi e Orietta Berti, vestita come i mostri evocati da Rita Repulsa contro i Power Rangers , annunciano l’intervento musicale di Colapesce e Dimartino.

Ennesimo stacco pubblicitario…

Nuovamente dalla nave da crociera si esibisce il duo Siciliano con la canzone dell’anno passato. Che sia un mea culpa del direttore artistico per la scarsità intellettuale dei testi delle canzoni di quest’anno?

La gara non riprende. Arriva Claudio Gioé. Teatrino assolutamente poco spontaneo col presentatore. Monologo a metà tra Carmelo Bene con la raucedine e Vittorio Gassman ubriaco per pubblicizzare una fiction: pietoso

Riparte la gara con l’ultima artista in gara per oggi: Giusy Ferreri vestita come Ditta Von Teese intona Miele. Canzone assolutamente sanremese: convincente come le proposte dei call center energetici del mercato libero.

Pubblicità Liguria immancabile, affidato alla “ligurissima” Elisabetta Canalis che afferma “La mia Liguria”: a scallonisi…

Super ospiti internazionali alle 00:00. I Meduza. Parte il momento discoteca. L’Ariston balla alla faccia delle discoteche italiane chiuse. I Dj indossano guanti da fisting e nella platea anche anziane signore si scatenano: surreale!

Ancora pubblicità, ma pare sia l’ultimo stacco. Invece poi parte il TG…

Riparte il festival con l’ennesimo momento marketta di rete con Raul Bova futuro erede di Don Matteo. La sua nuova Fiction si chiamerà Don Massimo. Prevedo remake porno della cosa… Appare Nino Frassica vestito da carabiniere. Siparietto evitabile vista l’ora.

Ritorna sul palco la camomillica Ornella Muti che parla di uccellini e finestre e ci dice, quasi sottovoce, che lei è attivista per una non nota associazione che pianta alberi. Dico io: dio santo, avete pubblicizzato qualunque cosa, nominatela bene questa lodevole iniziativa… e invece niente…

Novità? Pubblicità… poi, pare, la classifica…

Riparte il festival con La Cura di Battiato proiettando sul sipario il maestro intento a cantare…Amadeus caro, dovevi aprirci il festival, non ricordarlo alle 00:41…

Partono nuovamente i ringraziamenti, questa volta al Sindaco di San Remo sonnolente che conferisce un premio a caso ad Amadeus. Riparte il momento Fiorello per allungare il brodo. – E pensare che sembrava quasi tutto giunto alla fine ad orari umani –

Stacco Pubblicitario: che scandalo!

La classifica (della sala stampa) è la seguente.

  1. Mahmood e Blanco

2) La Rappresentante di Lista

3) Dargen D’Amico

4) Gianni Morandi

5) Massimo Ranieri

6) Noemi

7) Michele Bravi

8) Rkomi

9) Achille Lauro

10) Giusy Ferreri

11) Yuman

12) Ana Mena

Il festival è tornato: pacchiano e necessario, per scandire l’anno Italiano!

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade. Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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