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Spettacolo

Sanremo 2022 seconda serata – Le canzoni: storie tossiche, amore libero e sessismo

Secondo giro di inediti per il Festival di Sanremo, record di ascolti nella seconda serata di ieri.


Dopo il successo della prima parte (che vi invito a recuperare qui), andiamo ad analizzare altri tre brani che ci sono parsi meritevoli di essere approfonditi perché legati a tematiche vicine a BL Magazine.

HIGHSNOB E HU – Abbi cura di te


Gli ultimi a esibirsi a mezzanotte inoltrata meritano un approfondimento. “Abbi cura di te” ci mostra il dialogo tra due persone in procinto di chiudere una relazione tossica, la resa finale di due amanti sfiniti dal tormento di un amore insano.

La singolarità della narrazione di “Abbi cura di te“, tuttavia, è il lieto fine, contraddistinto dalla serenità con la quale i due amanti decidono di separarsi per sempre. Una serenità che emerge dalla consapevolezza di augurare all’altro di proseguire il viaggio della propria vita nel migliore dei modi.

Ho perso la ragione, hai ragione / Ma non siamo pari, siamo animali / Stringimi forte, che provo piacere / Nel sentir dolore come lo shibari

Lo shibari è una disciplina giapponese che consiste nel legare una persona in un contesto erotico. Il conflitto tra i due amanti si trasferisce da una dimensione di dolore fisico a quella di piacere sessuale.

E vincere battaglie non mi serve mica / Perché questa è una guerra in cui si perde sempre

In una relazione si perde e si vince insieme, sempre. Non si può ambire a rubare all’altro sogni, spazi, speranze senza perdere qualcosa. Non sempre il cammino di due persone riesce a condurre a una felicità stabile.


Tu vienimi a prendere dentro quest′ansia / Ti aspetterò dove ci siamo persi / Siamo un universo fatto di parole / Che non ci siamo detti, e per ricordarle me le tatuerò / Perché non ti sento ma tutto qua parla di te / E solo Dio sa quanto vorrei che fossi silenzio

È difficile amare quando si ergono muri di diffidenza. Questo passo si riferisce all’incomunicabilità e ai demoni del silenzio: urlano senza emettere alcun suono ma corrodono l’anima.

Abbi cura di te / Come tagli sopra le mie mani / Queste lenzuola sanno ora come ti chiami / In questo gioco quando hai vinto hai perso / Esseri umani senza essere umani / Vorrei essere acqua per lavarti via il dolore / Baciare le tue lacrime, ah / E poi piove, e poi piove / E farsi male fino a sfinirsi / Finché il dolore non lo senti più / Perché non posso bere veleno nella speranza che muori tu / Ed è così che le nostre parole / Sono diventate armi in mano a dei bambini

Qui emerge una doppia consapevolezza: quella di amarsi e di ritrovarsi in una relazione compromessa dal veleno (rancori, tradimenti, rimorsi), che non uccide chi lo ingoia ma chi lo vede riversato su di sé. È inevitabile, a questo punto, lasciarsi andare.


Giusti al momento sbagliato, ho sbagliato / Tanto ormai ho trovato il coraggio di stare lontano da te / Lontano da te / E goodbye, ovunque sarai tu ricorda / Abbi cura di te

Una storia che funziona è un incastro perfetto in cui ci si completa e ci si confonde. “Giusti al momento sbagliato” è la confessione finale in cui ci si libera da un fardello diventato insopportabile: finalmente liberi dal giogo di un amore malsano, non possiamo fare altro che augurare il meglio alla persona amata e di ritrovare la felicità perduta.

Versione studio qui

RETTORE E DITONELLAPIAGA – Chimica

Se Iva Zanicchi a 80 anni sa raccontare le gioie dell’eros in tarda età, a 66 anni Miss Rettore ha deciso che all’amore preferisce il sesso, libero e senza inibizioni, pura “chimica”.

Lasciarsi alle spalle il pudore (Solo fango ed un impianto travolgente), retaggi religiosi (Delle suore me ne sbatto totalmente / non mi fare la morale / Che alla fine, se Dio vuole è solamente / Una questione di Chimica), perfino il piacere dell’altro passa in secondo piano (E se rimango vengo ripetutamente).

Rettore e Ditonellapiaga cantano l’esaltazione del corpo altrui, oggetto del desiderio e strumento di piacere spogliato da ogni velo di sentimento (È solo marmo bianco e muscoli bollenti), con indiscutibili benefici sulla salute fisica (È solo cardio).

Nessuna conoscenza, solo istinti primordiali (Trovare quello giusto / Quello che guardi e per un po’ / Solo un po’ / Il mondo fuori è un ricordo alla fine) e avances indecenti quel po’ che bastano, al netto del consenso (La mano sulla coscia incalza / E credimi ti dico sì).

Il tutto concentrato in un trascinante elettropop stile anni ’80. Qui per la versione studio.

EMMA – Ogni volta è così

Emma Marrone torna a Sanremo a dieci anni dalla vittoria con “Non è l’inferno”, e lo fa da artista più matura. “Ogni volta è così” si inserisce perfettamente nella dimensione di attivismo di Emma, raccontando la delusione di una donna che viene lasciata perché i suoi comportamenti vengono mal giudicati dal suo compagno (Sei tu che mi hai insegnato a giocare / A chi è più forte).

Una condizione comune a molte donne, che da essere al centro delle attenzioni di un uomo diventano col altrettanta facilità oggetto di giudizio o derisione (Niente da fare / Ogni volta è così / Siamo sante o puttane).

Ci si scontra presto con l’illusione di aver creduto di aver avuto accanto un uomo per cui valesse la pena amare (Io per appartenere alle tue mani / Non c’ho messo niente / E ti credevo quando mi giuravi / che eri pazzo di me)

Alla direzione d’orchestra del brano, Francesca Michielin, che ne ha curato anche l’arrangiamento. QUI per la versione studio.

E non perdete la MOVIOLA CINICA di Oscar Innaurato!

Scritto da

Sono nato in Puglia, terra di ulivi e mare, e oggi mi divido tra la città Eterna e la città Unica che mi ha visto nascere. La scrittura per me è disciplina, bellezza e cultura, per questo nella vita revisiono testi e mi occupo di editing. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare i diritti umani e i diritti lgbt+ nel mondo... e mi distraggo scrivendo di cultura e spettacolo!

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