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Sanremo 2022 apre le porte LGBTQ+: arriva Drusilla!

Come al solito SanRemo prevede vallette e soubrette che affiancano il presentatore e lo supportano in gag più o meno divertenti scritte a tavolino. Classico cliché che presenta la musica italiana da tempo immemore nella città dei fiori. Ma quest’anno fra l’anima di Mike Bongiorno, Corrado e i ricordi del buon vecchio Pippo, la RAI annuncia che fra le donne che accompagneranno Amadeus nella conduzione che arriva finalmente un nome che ha atterrito e stupito tutto il mondo LGBTQ+: DRUSILLA!!!!


Ebbene si, nel 2022 il palco del Teatro Ariston sarà arricchito dalla sagacia, dall’ironia e dalla bravura della strepitosa e “Eleganzissima” Miss Foer. Gianluca Gori, in arte Drusilla, ha la capacità durante i suoi spettacoli di ammaliare con il suo fascino, inebriare con le sue parole e divertire con la sua dialettica a volte pungente ma sempre vera.

Drusilla

La sua serata sarà Giovedì 3 Febbraio. Data che segna l’evoluzione di un programma che già con Achille Lauro aveva smosso le acque ma ora con la mitica Drusilla si andrà a scardinare i cardini di un programma che segue gli stessi passi da tanti (forse troppi) anni. 

Un nuovo modo di fare arte attraverso trucco e parrucco e una sinuosità da fare invidia. Ci sarà sicuramente una scissione nel pubblico e Drusilla farà le veci di Mosè separando così il pubblico di contrari da quello dei suoi fan sfilando con intelligenza e teatralità in un abito lungo con strass e paillettes fino al palco dell’Ariston.

Gender, una parola troppo sentita, molto detta ma poco capita. Un personaggio ricco di garbo, delicatezza e determinazione allo stesso tempo. Sarà Amadeus alla sua altezza? Saprà gestire una donna di tale fatta? Sicuramente, dal lontano 1994 quando RuPaul calcó quel palco definito da Baudo  “personaggio particolare”, ne abbiamo fatta di strada senza avere ospiti di questo livello. 

Nata a Siena il 23 luglio 19… (scusate ma l’età di una signora non va mai detta), ha alle spalle un primo matrimonio che fallì con un texano che non rispettava la monogamia se così si può dire. Il secondo tentativo di nozze la unì a  Hervé Foer, uomo belga che purtroppo è deceduto. Sempre circondata di amiche ma soprattutto dalla mitica Ornella, sua domestica, badessa che la chiude negli armadi. Un personaggio eclettico che ha le capacità di trasformare un ruolo margine della figura femminile sul palco in qualcosa di unico.

Le altre “Amadeus’s Angels” saranno: Ornella Muti i(1 febbraio), Lorena Cesarini della serie Suburra (2 febbraio), Mariachiara Giannetta della serie Blanca (4febbraio).

Per il Gran finale, che si terrà il 5 febbraio, la Rai sfodera Sabrina Ferilli che ritorna su quel palco dal lontanto 1996 quando lo co-condusse. Un cast di icone e nuovi volti dello spettacolo che potrebbero essere tranquillamente sbaragliate e messe in ombra dal luccichio di Drusilla.


Oltre che sul palco a dirigere l’orchestra della gara ci saranno rappresentanze LGBTQ+ anche fra i cantanti. L’artista queer Michele Bravi  che già da qualche anno ha dichiarato la sua omosessualità e in una intervista disse “un atto pubblico, chi ama deve avere il coraggio di esporsi”.

Anche la “Queer Pop Band” La Rappresentante di Lista con la canzone Amore, sostiene la fluidità di genere con le seguenti parole: “Essere queer ha a che fare con l’essere gender fluid. Quindi essere fluidi, liquidi, scivolare da una parte all’altra. Insomma, una fluidità di genere”.

Ultimo ma non ultimo fra gli artisti emergenti ci sarà Sangiovanni, l’ex concorrente di Amici di Maria De Filippi che è divenuto immediatamente icona genderless

Insomma quest’anno il palco del teatro, che per generazioni ha sentito canzoni di tutti i tipi, partito dagli smoking e gli abiti da sera arrivato alle tutine dorate di Achille Lauro, continuerà la sua evoluzione al passo coi tempi, giusto ricordare come eravamo con Nilla Pizzi con “Grazie dei Fior” ma non bisogna scordare dove siamo e dove stiamo provando ad andare.


Drusilla

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Non mi descrivo mai perché non sono gentile con me stessa

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