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Spettacolo

Schlitzie, quando “il freak” non era chic e affollava il circo

Ciao a tutti voi lettori gaymers&non, ben ritrovati sulle righe della rubrica Geek di BL Magazine. L’ultima volta abbiamo dedicato questo appuntamento al #PrideMonth (vedi link), e a tal proposito si era parlato anche del ritorno di Naomi Grossman nello spin off della serie principale di American Horror Stories.


Chi segue le vicende, ha imparato a conoscere il personaggio Pepper da lei interpretato rispettivamente nella seconda e nella quarta stagione della serie, dove la sua sstoria è estremamente collegata, ma forse non tutti sanno che agli inizi del 1900 il Freak show e Pepper esistevano per davvero!

Simon Metz (legalmente Schlitze Surtees) nato forse intorno al 1901 e conosciuto dal grande pubblico come Schlitzie, fu abbandonato dalla famiglia e venduto a un circo perché deforme e affetto da microencefalia. Questa condizione lo portò a sviluppare un cervello dell’età massima di 3 anni e il nanismo, e passò quasi tutta la sua vita a esibirsi in un circo.

La sua condizione fisica singolare non gli impedì di cantare, ballare e persino fare imitazioni. L’ambiente circense, la sua unica famiglia, gli diede l’appellativo di Pinhead ,”testa a punta”, per via della sua conformazione cranica. Spesso veniva deriso e impiegato come protagonista di spettacoli dal dubbio gusto come l’anello di congiunzione tra uomo e scimmia, e perfino spettacoli in Drag!

Schlitzie era protagonista di spettacoli come la “La Ragazza Scimmia”. Lunghe camicie hawaiane camuffavano il suo vero sesso, e sebbene non fosse in grado di esprimersi in lunghe frasi riuscì comunque ad avere anche una carriera cinematografica, figurando nel cast del film “cult” (ma all’epoca “flop”, che inorridì il pubblico) Freaks del 1932, pellicola di Todd Browning dove recitava al fianco di  altri “fenomeni da barraccone”.

Nella sua triste vita, Schlitzie non conobbe mai il senso di famiglia, perché di adozione in adozione finì poi per esser rinchiuso in un ospedale per via della sua condizione. Solo grazie a un evento fortuito riuscì a lasciare l’ospedale e a tornare alla sua vita circense, continuando a indossare abiti femminili (dovuti anche alla praticità con cui poteva sfilarseli, visti i suoi problemi d’incontinenza).

Sulla sua vita non si hanno molte informazioni certe, ma quel che è sicuro è che la sua storia fu più triste di quella raccontata nello show, dove il “diverso” disgusta e va ignorato, relegandolo appunto a uno spettacolo da circo, dove i soldi comprano ogni sentimento, l’avidità umana non ha coscienza, non sono riconosciuti i diritti umani e si viene spogliati della propria identità e della propria dignità. Eppure, il circo fu quanto di più vicino gente come Schlitzie potè conoscere nella sua vita.

Schlitzie trascorse gli ultimi anni della sua vita facendo una cosa che gli piaceva davvero, dar da mangiare ai piccioni al parco. Si spense all’età di 70 anni per una polmonite.


Conoscevate la sua storia? Avete mai visto uno dei suoi film o avete seguito American Horror Story o il suo spin off? Fatecelo sapere nei commenti. Alla prossima!

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