sieropositivo

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto lo sfogo di un nostro lettore che ha voluto raccontarci le difficoltà vissute quotidianamente nelle relazioni interpersonali quando decide di fare “coming out” e rivelare di essere hiv+.

Il nostro lettore non vuole nascondersi, preferendo l’onestà e la sincerità ad un’indifferenza sul tema che spesso è molto più dannosa per chi la vive e per chi la subisce. Ma la reazione di chi riceve questa sua confidenza è sempre la stessa: la fuga.

Abbiamo deciso di condividere questa lettera il giorno di Pasqua per riflettere insieme su un argomento che ci è molto a cuore: lo stigma da hiv.

Perché di hiv si vive, si deve vivere.

Domanda da un milione…
Se tu fossi hiv+, lo diresti? Pensaci bene prima di rispondere, perché la realtà è sicuramente più dura di quello che tu possa immaginare.

Sto facendo adesso il mio coming out. Sono hiv+ dal 2016.

Sono triste, perché dopo averlo saputo ho cercato di essere trasparente e onesto con le persone che ho incontrato, ma non so quanto ne sia valsa la pena. In qualsiasi momento io abbia deciso di confidare la mia situazione, la reazione è quasi sempre stata la stessa: fuga senza saluto.

Tutti vogliono sincerità ed onestà. ma pochi hanno abbastanza palle per confrontarsi con la realtà. Alcuni preferiscono non sapere e decidono di fidarsi solo di persone sane o presunte tali, non immaginando che è proprio con quelle persone che rischiano di più. A volte mentono a se stessi e agli altri, per motivi che non mi sento di giudicare. Vorrei che smettessimo di fuggire da chi si mostra com’è, rincorrendo l’apparenza.

Le persone nella mia situazione, se si confidano, non necessariamente si aspettano che si vada a letto comunque, facendo finta di nulla. Forse a loro basterebbe solo sentirsi accolte per quello che stanno comunicando. Forse amerebbero che le persone che si confrontano con loro, siano pronte ad accogliere verità che pretendono ed esigono conoscere. Nulla di più.

Scusate questo mia lettera molto pesante.
Vorrei solo che ognuno di noi si fermi un attimo a riflettere sul tema, che ognuno possa mettersi in discussione.

E io ho avuto tante, troppe delusioni.
Voglio che ognuno si senta responsabile delle proprie azioni e del proprio amore verso se stesso e verso gli alti. Tutto qui. Non voglio nessun like.

Un abbraccio.

Lettera firmata