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Sociality

Temptation Island, ovvero il piacere della pubblica umiliazione

Ecco, ci siamo, è iniziato “Temptation Island”, la trasmissione trash della dea mediatica Maria De Filippi, che ha perfettamente inquadrato le esigenze del pubblico di immedesimarsi in situazioni tristi e squallide di relazioni inesistenti, fatte di menzogne e tradimenti fra persone televisivamente vuote. Tanto che siamo giunti oramai alla sesta edizione. 


6 coppie fidanzate, da più o meno anni,  vengono messe, tipo esperimento sociale, in un villaggio turistico isolato per 21 giorni. Uno studio antropologico interessantissimo.

Allora, dunque.

Il gioco prevede che le sei coppie mettano alla prova i propri sentimenti, a contatto con numerosi tentatori. 13 modelli e 13 modelle dovranno, per 21 giorni, fare i lupi travestiti da agnelli e “provocare” quei poveri e indifesi partecipanti che hanno deciso di verificare la propria forza di volontà.

Sono costantemente ripresi, ascoltati e tutto ciò che faranno sarà visto dal rispettivo compagno/a. Ma questa cosa forse non è chiara o forse sì.

Ragazze e ragazzi che non si sono mai visti prima, che si fanno confidenze che nemmeno io farei al mio migliore amico. Subito. Dopo 2 ore già ci si confessa su rapporti sessuali mancanti, delusioni della relazione. Ma io dico. Lo fai per dire qualcosa alla tua fidanzata o al tuo fidanzato indirettamente sapendo che poi vedrà il video?! o sei proprio leso cerebralmente da non sapere che ciò accadrà?

Bah. Quei ragazzi e quelle ragazze si chiamano TENTATORI, quindi cosa faranno?! tenteranno. Con tutto quello che hanno a disposizione. Provocazioni costanti. Promesse per migliorare un futuro. “Io invece ti ascolterei” “tu sai starmi vicino e mi dai attenzioni”. E cosa devono fare? Bah…Allibisco. Non viene a nessuno il sospetto che quell’ascoltare e quel dare attenzioni siano dettate da un copione televisivo? Altra osservazione.

Se davvero nella relazione ci sono tutte quelle difficoltà, perché avete partecipato ad una trasmissione così?! La vera gioia la regala il sadismo concentrato sul volto del conduttore Filippo Bisciglia quando, guardando negli occhi la vittima, dice “HO UN VIDEO PER TE”. 

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“Ho un video per te” = Corna in arrivo ore 12

Ma l’umiliazione pubblica avviene nel “pinnettu” (luogo di proiezione video sito all’interno del villaggio) quando, all’improvviso, i produttori chiamano il prescelto per far vedere cosa sta succedendo dall’altra parte.

Lo sputtanamento dei cornuti che, in pochi secondi di filmato, apprendono che il proprio rispettivo, con un atteggiamento da single, si sta approcciando al tentatore o alla tentatrice del momento. Allora le lacrime. La disperazione. Lo sconvolgimento totale. Lì si vede la vera solidarietà animale. Abbracci e carezze con facce che stanno solo a indicare il pensiero “meno male non è successo a me”. Villaggio strutturato in chilometri per dare modo all’amareggiato di turno di camminare molto, avvolto dalla disperazione.

Bah…Eppure siamo alla sesta edizione. Io sono una spettatrice che studia per capire come funziona la comunicazione. Quanti “cioè” riescono ad entrare in una frase. Quanti “non mi merita” possono essere detti in 21 giorni restando seduti lì. Quanto piacere ci può essere nella pubblica umiliazione! Quante lacrime possono essere versate dai partecipanti per poi, al falò finale, decidere di tornare a casa con la stessa persona che per 21 giorni li ha presi in giro dicendo peste e corna del rispettivo compagno. 

falò filippo bisciglia
Il falò, luogo che ha visto più coppie scoppiate di un tribunale

A quale scopo fare una trasmissione così? Quale messaggio dovrebbe mandare? Quale significato può avere una tale dimostrazione di bassezza? Dialoghi totalmente pieni di niente. Conversazioni basate su frasi fatte. Prese di posizione che crollano in un millesimo di secondo. Contraddizioni a valanghe. Fiducia e certezza riposti nel proprio partner, totalmente inesistenti. Ecco l’immagine che vogliamo dare dell’amore. Corna. Tradimenti. Fragilità. Niente di quello che potrebbe essere magari un rapporto vero. Di persone vere.


La ricetta perfetta per creare i personaggi dello spettacolo di oggi che poi invaderanno Instagram, social network e siti di gossip. E gli spettatori, pensando che siano da prendere come esempio, li seguono inermi senza rendersi conto di essere il pubblico medio per il quale queste trasmissioni vengono create.

Carlotta Cigliana
Scritto da

Non mi descrivo mai perché non sono gentile con me stessa

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