Drag queen

Sono colorate, stereotipate, politicamente scorrette e… favolose!

Potremmo riassumere così Super Drags, la nuova serie animata targata Netflix destinata ad un pubblico adulto incentrata nello sfavillante mondo queer.

Rilasciata il 9 novembre e creata da Anderson Mahanski, Fernando Mendonça e Paulo Lescaut, la serie è prodotta da Combo Estúdio e proviene dal Brasile, uno dei paesi più rainbow del sudamerica oggi guidato dall’ultraconservatore Jair Bolsonaro. Per i suoi contenuti particolarmente forti, la visione della serie è limitata ad un pubblico 16+ (che in Italia è diventato 14+).

Logo Super Drags

Chi sono le Super Drags

Le tre protagoniste indiscusse della serie animata sono, per l’appunto, le Super Drags. Apparentemente tre ragazzi gay come tanti altri, impiegati in un centro commerciale a Belt Buckle Bay, ma segretamente dotati di poteri magici che sprizzano unicorni e arcobaleni da tutti i pori.

C’è Ralph (Safira Cyan è il suo nome drag), il muscoloso tontolone nerd appassionato di anime e videogiochi, che con la sua bacchetta piccina picciò e la pettinatura alla Sailor Moon salva i più deboli chiudendoli in un “campo di forza preservativo“; Donizet (Scarlet Carmesim), magro come un chiodo e dalle dimensioni genitali prominenti, insolente e volgare, spudorato e perennemente in collera come una bulla del ghetto, si trasforma nella Super Drag più androgina che a colpi di ventaglio comanda “fottiti più in là!“; chiude il trio Patrick (Lemon Chiffon), il più anziano dei tre protagonisti. È basso e pingue, ha pochi capelli in testa ed è il leader non ufficiale del gruppo per la sua determinazione. Quando diventa drag le sbuca il diastema ai denti come Madonna sua arma segreta è il boa di struzzo.

Per la loro particolare caratterizzazione, nella versione americana i doppiatori delle super drags sono tre amatissime protagoniste di RuPaul’s Drag Race: Ginger Minj, Shangela, Willam Belli e Trixie Mattel.

Drag queen
I protagonisti di Super Drags

Safira, Scarlet e Lemon: nient’altro che tre superchicche versione fabulous che proteggono il gaiomondo dai nemici del pianeta lgbt, ma soprattutto dal grigiore di chi vuole spegnere l’allure queer insito in ogni gay. Un allure magico, chiamato highlight, tanto ambito quanto potente. In esso ci sono l’orgoglio, la sicurezza, la positività e l’essenza stessa della gaiezza umana, tanto da ingrigire e rendere uno zombie chi ne è privo.

Gli altri personaggi

E a desiderarlo ardentemente è Lady Elza, una delle villain di Super Drags: sgraziata, priva di talento e avida di gaiezza, succhia l’highlight dai gay di Belt Buckle Bay per diventare bella e famosa. La sua nemesi è Goldiva, la drag queen più celebre della serie (vagamente – ma neanche troppo – ispirata a Ru Paul), una popstar alla quale è demandato il compito di ripristinare l’highlight nel cuore dei gay attraverso un concerto riparativo. A dare la voce a Goldiva nella sua versione originale è l’icona del mondo del mondo Lgbtq Pabllo Vittar.

super drags

A mettere i bastoni tra le ruote a Goldiva e alle Super Drags c’è anche Sandoval, velenosa e omofoba guida carismatica di una non meglio specificata fede religiosa, e politico consumato dal disprezzo verso gli omosessuali, che vorrebbe curare in un campo di riconversione “dall’omosessualismo“. È curioso come Sandoval ricordi sia Hitler (nell’aspetto caricaturale) che lo stesso presidente Bolsonaro.

Riferimenti alla cultura gay

I riferimenti alla cultura gay in Super Drags sono moltissimi. Basti pensare al momento stesso – già cult – della trasformazione dei tre ragazzi in Drag Queen (Strizza il pacco, tettamorfosi! è la formula magica), una rivisitazione delle guerriere Sailor (con tanto di spilla a forma di cuore) che invece di punire in nome della luna auspicano un lieto fine orgasmico, o alla stessa Vedete Champagne, madre putativa delle Super Drags (ossia colei che ha concesso loro i poteri magici), che col suo fido Dil do (un dildo ambulante che gli fa da assistente) ricorda un po’ il sistema automatizzato Energy di Jem e le Holograms e indossa la stessa pettinatura di Anne Wintour. Ma anche le battute (“non vedevo così tanti gay insieme dalle proteste per il mancato rinnovo di Sense8“) e il gergo usato dai protagonisti ricalcano il dizionario queer urbano che strappa sempre qualche risata.

Vedete e Dildo
Vedete Champagne, la voce narrante della serie

La recensione

Cerchiamo quindi di tirare le somme: Super Drag è promosso? Vanno fatte delle considerazioni preliminari.

La serie ha un linguaggio eccessivo e un’animazione affettata, che attingono a piene mani dei peggiori stereotipi sul mondo lgbt, quelli per i quali, per intenderci, i detrattori provano a negarci i diritti civili. Ma è proprio negli stereotipi e nel tono caricaturale della serie che si trova la chiave di lettura della serie animata. È intrattenimento, puro e semplice. Non ha alcuna pretesa educativa o riabilitativa del genere queer per chi già lo guarda con scetticismo, è un concentrato di oscenità gratuite e parruccone da guardare con ironia e autoironia. Anche questioni come l’omofobia, l’autostima, le chat gay, la dittatura dell’immagine sono archiviate in maniera grossolana e superficiale, e meno male! È una serie dove non c’è spazio per il drama, né per il buonismo teen alla “you are beautiful, no matter what they say“, ma in compenso troverete figure falliche a iosa.

Drag queen
Donizet, Patrick e Ralph pronti a trasformarsi in SUPER DRAGS!

Saremmo intellettualmente disonesti se dicessimo di indagare nel sottobosco della trama per scrutare messaggi nascosti e tirarne fuori un dignitoso e nobile messaggio socialmente utile: non c’è. Super Drags è esattamente quello che appare: un circo animato che rielabora gli stereotipi lgbt per dirci che ognuno di noi è favolosa, magica, sfavillante e speciale. E non c’è niente di male!

Godetevi le cinque puntate della prima stagione (che secondo alcuni giornali brasiliani è già stata rinnovata) in un pomeriggio da trascorrere sul divano con amici. Vi conquisterà. E non vedrete l’ora di tettamorfizzarvi!

Consiglio per i puristi del sub ita: vedetelo doppiato, perché il doppiaggio è fatto molto bene! E poi perdersi tutti i dettagli delle animazioni sarebbe davvero un peccato…