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THE CONJURING 3 - PER ORDINE DEL DIAVOLO

Spettacolo

THE CONJURING 3 _ Quando il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.

THE CONJURING 3_ PER ORDINE DEL DIAVOLO è l’atteso terzo capitolo di una saga e di un universo di terrore creato da James Wan nel lontano 2013 con L’EVOCAZIONE-The Conjuring.
Tornano i Warren e le possessioni demoniache, ma…


1981. I demonologi Ed e Lorraine Warren sono presenti all’esorcismo del piccolo David Glatzel. Le cose sembrano volgere al peggio quando Arne Johnson, fidanzato della sorella del ragazzino posseduto, invita il demone a liberare il bambino e prendere il suo corpo. Ed prima di perdere conoscenza dopo aver avuto un attacco di cuore, assiste impotente al passaggio del demone.
Una volta risvegliatosi in ospedale avvisa Lorraine di quanto accaduto, ma sarà già troppo tardi.
Arne Johnson verrà trovato sporco di sangue dopo aver accoltellato il suo padrone di casa. Lo ha fatto per ordine del diavolo…

Non lo nego, avevo molte, forse troppe aspettative per questo titolo. E il trailer mi aveva fatto sperare per il meglio.
E invece…

James Wan si limita a produrre e mette alla regia Michael Chaves (vedi LA LLORONA_LE LACRIME DEL MALE) su di una sceneggiatura di David Leslie Johnson-McGoldrick, fedele collaboratore di Wan dai tempi de IL CASO ENFIELD (2016) e AQUAMAN (2018).

Di fatto questo PER ORDINE DEL DIAVOLO è un punto di rottura rispetto ai due precedenti capitoli della saga firmata da Wan. L’azione non si svolge più all’interno di un’abitazione.
Qui seguiamo i due coniugi Warren intenti a indagare sui colpevoli che si celano dietro la maledizione che ha colpito prima il piccolo David e quindi Arne Johnson.

Ed è qui il mio primo cruccio: non tanto nel cambio di struttura della storia, quanto nella tipologia di film che sono andato a vedere. Ero certo di assistere a una sorta di legal horror sulla falsa riga di L’ESORCISMO DI EMILY ROSE. E invece mi sono ritrovato a vedere una sorta di crime story, dalle tinte del giallo e del mistery. Il tutto poteva avere anche un senso, ma c’è un forte problema di sceneggiatura che mette troppa carne al fuoco (nella seconda parte) e crea confusione. Se poi ci aggiungiamo le scene al limite dello stucchevole tra i due coniugi uniti contro le forze dell’occulto, è chiaro che il risultato è stato assai deludente.

A funzionare è certamente la prima parte (quella più fedele allo spirito della saga di THE CONJURING) e di positivo c’è una buona padronanza della macchina da presa all’interno degli spazi chiusi (movimenti lineari, eleganti e funzionali per creare il crescendo della tensione).

Nella seconda parte invece assistiamo al degenerare di situazioni dove Lorraine Warren (Vera Farmiga) comincia a sembrare una degli Xmen e Ed (Patrick Wilson) uno che avrebbe bisogno di una badante 24 ore su 24. Attorno a loro il caos. No, non quello voluto dalla setta di satanisti, bensì quello di una sceneggiatura priva di mordente e senza capo né coda.


Gli effetti speciali hanno ben poco di esaltante e tra zombie in sovrappeso e allucinazioni il film perde di vista (forse volutamente) l’unica pista che lo avrebbe reso interessante: la parte relativa al processo contro Arne Jonhson e la sua difesa secondo cui egli ha agito perché posseduto dal diavolo.

Il problema principale di questo THE CONJURING – PER ORDINE DEL DIAVOLO è che manchi di una reale tensione che si stempera e di molto dopo la prima ora per poi vagare pericolosamente sulle terre della noia. Anche gli jump scares – qui per altro abusati in maniera esagerata – sono concentrati quasi tutti nella prima parte.

Un’occasione mancata o forse mal gestita. Certamente, fosse questo l’ultimo capitolo della saga di Conjuring, hanno scelto di chiuderla nel peggiore modo possibile. Un film con poche lodi e che si dimentica con facilità.

THE CONJURING 3 _ Quando il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.
5.7 Recensione
Regia
Sceneggiatura
Cast e Recitazione
Fotografia
Montaggio

Scritto da

Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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