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Finalmente sono riuscito a concludere l’ultimo libro di Alessandro Baricco: The Game (Einaudi).

La mia collega Fulvia ora potrà gioire di leggere la mia recensione e, forse, scoprire che Baricco ha dato una illuminante quanto, a tratti, distopica analisi degli ultimi anni.

Ho delle avvertenze da fare per chi, a breve, auspicabilmente, leggerà questo libro.

1)Non è una lettura semplice nonostante sia scritta benissimo.

2) Inizierete ad osservare con sospetto paranoide ogni oggetto che oggi è di uso comune. Anche il tostapane potrebbe diventare elemento di disturbo della vostra serenità.

3) Fumi di nichilismo cosmico annebbieranno le più rosee speranze sul futuro della nostra specie.

4) Comprenderete al meglio quanto tempo in realtà perdiamo per concentrarci sulle vite degli altri.

5) Inizierete ad avere nostalgia del bosco, del fango e della divina provvidenza.

La trama

Il saggio scritto da Baricco è una cronistoria puntuale delle evoluzioni tecnologiche e degli effetti sociali che hanno modificato le nostre esistenze.

Puntualmente l’autore descrive al meglio le pietre miliari della tecnologia: dalla macchina di Turing al commodore 64, fino alla nascita del World Wide Web. E con l’avvento di internet l’evoluzione, oltre che intangibile, è diventata frenetica: da i primi portali come Google, Yahoo, Ebay, Amazon, all’avvento “social” della nostra vita Facebook, Instagram fino, addirittura a Tinder e simili.

Eventi epocali che hanno mutato la fruizione stessa del mondo: dalle abitudini dei cittadini comuni al mondo apicale della politica: Obama e i 5 stelle ne sono un esempio lampante.

In questo marasma ormai conosciuto da tutti, Baricco pone l’accento anche sull’evoluzione parallela dei giochi: da Space Wars e Space Invaders alle nuove app di gioco.

Ed è questo il nucleo centrale che ha cambiato i paradigmi dell’uomo contemporaneo.  “L’elevazione del gioco a schema fondativo di un’intera civiltà“ ci ha resi soggetti che per loro natura devono essere lineari, con delle “skills” (competenze) ben distinguibili e provvisti di “tools” (utensili) per poter giocare meglio.

L’ossessiva ricerca di una soddisfazione istantanea e replicabile ha cambiato in maniera quasi ossessiva le nostre vite.
Baricco traccia una nuova prospettiva dell’umanità definendola “individualismo di massa“.

Questo mutamento della società ha portato l’essere umano a pretendere il tutto e subito alimentando anche la nascita di chiari movimenti politici che nutrano questo recondito, ma non troppo, desiderio dei più.

A questo quadretto terrificante però l’autore trova una “cura”. Le contemporary humanities, ossia il ritorno ad una cultura umanista che analizzi con devozione femminile e accompagni l’umanità verso la propria e nuova consapevolezza.

La recensione

Baricco, di nuovo, dimostra d’essere non solo un brillante romanziere, ma un autore lucidissimo che riesce a districarsi totalmente nella comprensione di questa epoca confusa.

The Game non è un libro per tutti. Bisogna avere braccia forti per poter sostenere le sue parole e comprenderne la linea di pensiero.

Personalmente ho trovato parziale e troppo lineare la sua analisi. Osservando il mondo, credo che non sia applicabile a tutta la popolazione mondiale. Da viaggiatore che sono, mi sono accorto che questa Terra non è così tanto occidentale o occidentalizzata come possiamo immaginare.

Sicuramente il nostro spicchio di società, dipendente dalle scoperte e dalle innovazioni delle Silicon Valley, ci hanno aperto un nuovo corso degli eventi. Forse l’errore d’analisi di Baricco è proprio concentrarsi sull’occidentalizzazione del Mondo. Oltre la conta dei crani, che oggettivamente sbilancia la popolazione in zone rurali e remote, il mondo sicuramente dovrà interfacciarsi con quella maggioranza che ha toccato la tecnologia solamente adesso e che è ancora ben saldata alle proprie tradizioni.

L’occidente tutto, a natalità 0% o poco più, avrà nuove sfide da affrontare. La tecnologia ci aiuterà, ma potrà essere anche oggettivo ostacolo per il futuro.

Non regalate questo libro a Natale. Assicuratevi che il lettore abbia tempo per leggerlo.

Fate in modo che appena finito il libro, voi o chi lo abbia letto, non debba sedersi a giocare con una play station o simili.

Cara Fulvia, la settimana prossima leggerò la settimana enigmistica!

Saluti e baci!

Di origine Abruzzese, ma ramingo come un nomade.

Di molteplici interessi ogni sabato su Bl Magazine con la rubrica BL LIBRI.

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