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Spettacolo

THE GREATEST SHOWMAN (2017)

voto 7


Siamo agli inizi dell’Ottocento quando Phineas Taylor Barnum, figlio di un sarto, decide di realizzare il suo sogno.
Egli crede fortemente in se stesso e nella capacità di riscattarsi.
L’amore che lo unisce a una ragazza di origini aristocratiche alimenterà maggiormente i suoi sogni di gloria.
E tra insidie e rovinose cadute egli arriverà dove ha sempre voluto…

il giovane cineasta australiano, Michael Gracey, riesce a far risplendere il suo musical volando in alto, senza rete e senza cadere.
Merito questo di una colonna sonora trascinante scritta dal duo Pasek & Paul ( gli stessi che hanno firmato e vinto un oscar per il brano “City Of Stars” di LA LA LAND, 2016 ).
Il film racconta una storia incredibilmente vera e, scansando quelli che sono i fatti più pruriginosi, si concentra sulla luce di un uomo che dal non possedere nulla è riuscito a brillare di un incredibile successo ( egli realizzò davvero un circo a tre piste che poteva ospitare fino a 20.000 spettatori! ).
Temi centrali sono quindi l’amore, il riscatto sociale, la diversità, il desiderio a volte ottuso di un’approvazione che sia totale ( in una delle scene più romantiche la moglie del protagonista, interpretata con dolcezza da una sempre brava Michelle Williams, gli dice “Non serve che ti amino tutti, basta essere amato da poche persone ma buone” ).

Protagonista assoluto di questo spettacolo è lui, Hugh Jackman. Dopo l’ottima prova che ci aveva regalato nel musical LES MISERABLES di Tom Hooper (2012), Hugh torna a cantare dimostrandosi anche un ottimo ballerino e showman capace di reggere il palcoscenico. Al suo fianco nuovi volti richiamano anche il pubblico più giovane: un sempre bravo Zac Efron ( se vi dicessi HIGH SCHOOL MUSICAL !? ) ; una stupenda e magnetica Zendaya ( lei pure proviene dal variegato mondo di Disney Channel ) ; la sensuale Rebecca Ferguson nei panni dell’usignolo Jenny Lind ( che i più ricorderanno nel film LA RAGAZZA DEL TRENO, 2016 ).

Sebbene l’impianto dell’intera opera sia eccessivamente fragorosa e spettacolare ai limiti del melenso ( e non a caso molti numeri sembrano ricalcare le atmosfere di un celebre serial come GLEE ), non si può non restare abbagliati dai numeri musicali e dalle ottime performance di tutti gli attori coinvolti. La soundtrack che spazia dalle note drammatiche di “Never Enough”, passando per quelle più cariche di “This Is Me” e “The Greatest Show” fino al duetto romantico “Rewrite the Stars”, è assolutamente da acquistare o regalare!

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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