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Photo by Adrian Swancar on Unsplash

Human Rights

Tre ragazzi minorenni aggrediti per omofobia in una settimana, la politica dia risposte!

Da mesi, ormai, il dibattito intorno al ddl Zan si è arenato in Senato. Il testo è ostaggio del suo autoproclamato relatore Andrea Ostellari, presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, e il clima politico di grande divisione intorno al disegno di legge, con l’inaffidabile Italia Viva ago della bilancia, rischia di far saltare l’ennesima occasione di portare a casa una norma necessaria per assicurare tutele maggiori alle persone discriminate.


Intanto, in tutto il paese, si sta assistendo a un’ondata di repressione, violenza e intolleranza omotransfobica che nella sua foga cieca e ostile non lascia scampo a nessuno. Ad allarmare sono soprattutto le aggressioni a ragazzi e ragazze minorenni: in una settimana ne abbiamo contate tre, balzate alle cronache locali e nazionali per la particolare veemenza con la quale gente senza scrupoli si è accanita su giovani innocenti.

Milano, botte a dodicenne il giorno del Pride

A denunciare l’episodio, avvenuto sabato 26 giugno al parco Sempione, è stato il presidente del Cig Arcigay Milano, Fabio Pellegatta. Un minore di origine egiziana, di soli 12 anni, è stato aggredito da due uomini che non hanno esitato a urlare al ragazzo insulti omofobici (“fr0cio0 di m*rda”) per il suo orientamento sessuale. Il ragazzo si apprestava a partecipare al Pride che in quel momento sfilava all’Arco della Pace, poco distante dal luogo dell’aggressione.

Alle offese sono seguiti schiaffi, pugni e il lancio di un cocktail. Il dodicenne è stato soccorso dalle ambulanze presenti in piazza ma per fortuna non sono state necessarie cure in ospedale. Sul caso sta indagando la Polizia di Stato per identificare gli aggressori.

Il presidente del Cig Arcigay Milano, Fabio Pellegatta, ha così commentato “Esprimiamo la massima solidarietà alla vittima da parte del Cig Arcigay Milano e dell’intera rete di Milano Pride e chiediamo con forza se possibile ancora maggiore che il Senato approvi la legge contro l’omotransfobia, il ddl Zan: è urgente“.

Lo stesso Alessandro Zan, su twitter, ha espresso vicinanza al ragazzo ribadendo che “La solidarietà non serve. Serve una legge“.

Ironia della sorte, l’indignazione verso il folle attacco al minore è ha lasciato spazio alle polemiche sul Gesù con i tacchi, a uso e consumo dei cattobigotti.

Fonte: MilanoToday


Dalle minacce ai calci, vittima quindicenne a Crotone

Sempre sabato 26 giugno, sul lungomare di Crotone un ragazzo di 15 anni è stato vittima di pestaggio ad opera di un ragazzo maggiorenne per il suo orientamento sessuale.

A rivelare l’accaduto è il bisettimanale “il Crotonese” che, attraverso la voce del padre, ha raccontato la vicenda. Si tratterebbe dell’ultimo, vile attacco dopo un’escalation di minacce, offese ed ingiurie che il quindicenne omosessuale subirebbe da tempo. Il giovane, dopo aver salutato un’amica, è stato aggredito sul lungomare con calci e pugni e salvato dal provvidenziale intervento di una coppia di passanti, che si è intromessa per difenderlo.

Stando a quanto riportato, la vittima è stata condotta in ospedale dove, a seguito di una tac, non sono stati riscontrati traumi fisici gravi. Ciò che invece preoccupa sono le ferite psicologiche del quindicenne, sottoposto a continue intimidazioni dal ragazzo più grande, con addirittura minacce di morte: nei vocali ricevuti, anche l’avvertimento che “gli avrebbe tagliato la testa con un’ascia“.

Non mi crea problemi l’orientamento sessuale di mio figlio, voglio che sia felice, lo rispetto comunque esso sia, ma mi fa paura il contesto culturale in cui viviamo“, ha commentato il padre. “Non c’è legge che tuteli contro queste mortificazioni e mio figlio ne ha subite tante. Abbiamo cambiato tre scuole, sempre perché veniva etichettato come una femminuccia, veniva escluso. Questa è la vera sofferenza per un genitore, non il fatto che sia gay. L’ipocrisia fa più male dei pugni che ha preso in faccia“.


L’aggressore è stato identificato dalla polizia, ma senza un ddl che punisca specificatamente le fattispecie di reato per ragioni omotransfobiche il timore è che possa cavarsela con poco.

Sul caso si sono espressi anche i Sentinelli di Crotone, che oltre a esprimere vicinanza e solidarietà al ragazzo e alla sua famiglia, hanno formalmente avanzato la richiesta al Consiglio comunale di far decadere la mozione contro il ddl Zan approvata a inizio consiliatura.

Omofobia Legge Mancino

Difende l’amico gay, picchiata 14enne a Cerignola

È giunta via social la denuncia di una donna di 38 anni di Cerignola (FG) sull’aggressione subita dalla figlia 14enne che avrebbe difeso un amico da insulti di natura omofobica.

Stando alla ricostruzione della donna, la ragazza stava passeggiando per strada insieme a tre compagni di classe, quando uno di loro è stato insultato da due ragazzini, che lo avrebbero deriso definendolo ‘grasso’ e ‘gay’. Alla richiesta della ragazza di smetterla, i due l’avrebbero prima strattonata e poi colpita con calci e schiaffi.

Sul posto sono poi intervenuti una pattuglia dei carabinieri e un’ambulanza, che hanno constatato lo stato di agitazione in cui versavano i ragazzi, anche se la stessa giovane ha rifiutato la medicazione. Nonostante non sia stata ricevuta alcuna denuncia formale, le forze dell’ordine hanno deciso di acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Se il ddl Zan fosse vigente, si avrebbe una maggiore certezza attorno alla sorte degli aggressori. Venendo meno la possibilità di affermare la motivazione legata all’omofobia, le vicende saranno derubricate a “futili motivi” con buona pace delle vittime, che in qualunque modo andranno le cose non riceveranno mai un risarcimento adeguato ai danni psicologici subiti in questi vili assalti. La politica dovrà farsi carico del clima di odio seminato nei confronti delle persone LGBT+ e dare risposte adeguate approvando al più presto il ddl Zan.

Quanto ancora le vittime dell’omotransfobia dovranno restare a subire la frustrazione di vigliacchi odiatori di professione in nome di millantate “minacce alla libertà di espressione“? C’è un’intera generazione da rieducare e una comunità intera da difendere. Non si può più aspettare. Ddl Zan SUBITO.

Scritto da

Sono nato in Puglia, dove sono cresciuto a orecchiette, giornalini e romanzi d'appendice. Sono ebbro di vino, virtù e poesia. Oggi mi divido tra la città natale e la città Eterna. Nella vita mi collaboro con le case editrici come revisore di testi ed editor. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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