Questa settimana recensiamo il secondo romanzo di Paolo Valentino. Scrittore milanese che ci aveva particolarmente colpiti col suo romanzo d’esordio “Ritratto di Famiglia con Errore”.

Anche per questo romanzo, letto in anteprima, Paolo Valentino ci ha concesso una intervista e lo abbiamo incontrato per voi in questo
sabato quasi primaverile.

LA TRAMA

“Tu salvati” è un romanzo sull’adolescenza e sui tormenti che l’attraversano: a volte solo per pochi anni, a volte per una vita intera. 
Arianna, una ragazza con un dente scheggiato e piena di rabbia, che vorrebbe non farsi più vedere da nessuno, sparire dal mondo. Bice, una professoressa senza più voglia di insegnare e che da anni ha rinunciato all’amore. Davide, un ragazzo che da tempo cova un male di cui si vergogna a parlare persino con sua madre. Carla, una donna che inerme guarda il suo corpo invecchiare, ma che disperatamente lotta contro l’invecchiare della sua memoria, terrorizzata com’è di lasciarsi sfuggire un indicibile segreto di famiglia. Ma quando Galdina Castaldi, una diciassettenne che tutti conoscevano come Miss Cesso del Liceo, si toglie la vita, le esistenze di questi quattro personaggi vengono messe faccia a faccia con i propri fantasmi, in particolare quella di Arianna, che ha assistito suo malgrado al suicidio di Galdina, e quella di Bice, che nel baretto di fronte al liceo l’ha incontrata poco prima che si togliesse la vita. Cos’avrebbe potuto fare per salvarla, si chiede, mentre proprio in quei giorni Carla, sua nonna, pronuncia per la prima volta in sua presenza il nome di sua madre, morta nel dare Bice alla luce, e Davide comincia a rivolgerle delle strane attenzioni. È anche lui parte di un passato che lei stessa non ha mai compreso fino in fondo? E davvero Galdina si è semplicemente tolta la vita perché troppo brutta e sfortunata?

L’INTERVISTA

“Tu Salvati” é un romanzo che ruota attorno a delle adolescenze: un interregno tra l’infanzia ed età adulta dove non si é né carne e né pesce. Anche nel tuo primo romanzo hai usato personaggi molto giovani (preadolescenti). Cosa ti affascina di questa condizione umana transitoria?


Cambiare è umano, e si cambia a tutte le età. Pensiamo alla vecchiaia, per esempio, ma pure alla caduta dei capelli per molti uomini, che trasforma per forza di cose la fisionomia del volto, e di tutta la persona. L’adolescenza, però, è il cambiamento che mi affascina di più, perché un ragazzo o una ragazza in quel periodo della loro vita raggiungono la massima potenza: il loro corpo non può più essere addomesticato, o contenuto, dagli adulti, ma anche la mente è più che mai attiva. Al contempo, però, è anche un periodo di estrema fragilità, perché l’adolescente ha sempre dentro di sé una domanda: “Chi sono io?”. E le risposte che cerca di darsi non sempre possono essere belle.

Il tuo nuovo romanzo é corale, vite che s’intrecciano, ma soprattutto donne che si intrecciano tra di loro. Mi ha molto colpito l’irruenza vitale di Arianna, la malinconia cronica di Carla e Bice che fa slalom tra incertezze e fragilità. Raccontaci la tua visione sul mondo delle donne…

Le donne, secondo me, vivono il cambiamento durante il periodo adolescenziale in un modo, se non traumatico, sicuramente più complicato rispetto ai maschi. Anche la trasformazione del corpo è più interiore, intima. E poi c’è l’aspetto della maternità che, forse in quanto “creatore d’arte” e al contempo uomo, mi ossessiona. Non a caso la maternità – sotto vari aspetti, anche quella della maternità negata (ma fermiamoci qui, il resto è spoiler) – è al centro di questo mio secondo romanzo.

Il rapporto tra Carla e Bice soffre di un male silenzioso, la scia emozionale coinvolge il lettore fino alla fine. Se puoi e se vuoi, raccontaci tutto quello che vuoi far sapere di questi due personaggi prorompenti…

Bice Righetti, professoressa di italiano quarantaquattrenne ma all’apparenza molto più vecchia, doveva essere la protagonista di questo romanzo, che avevo cominciato a scrivere proprio in prima persona, seguendo solo la sua storia. Quindi, lo ammetto, è il personaggio a cui sono più legato. Lei odia ormai insegnare, e non riesce a essere empatica coi suoi studenti. Forse tutto questo è legato al grande silenzio tra lei e sua nonna Carla: un silenzio che ha un nome, Marina, la donna che è morta dando Bice alla luce. Questo silenzio, questa mancanza di maternità, influenza tutta la vita di Bice, e in qualche modo anche quella di Carla.

Nel tuo romanzo c’é Davide, un ragazzo che non riesce ad affrontare il suo imbarazzante problema. Ci descrivi l’evoluzione interiore di Davide?

Davide ha una ghiandola mammaria ingrossata, problema non così raro durante la pubertà e poi anche l’adolescenza. Davide non è il classico maschio di diciassette anni: è romantico, un sognatore, non ama gli sport, e l’amore che lui nutre per Arianna è totalmente platonico. Come un sogno che lui si racconta a occhi aperti. È un personaggio maschile che però racchiude in sé un po’ di femminilità. La questione, per lui, è: riuscir
à a non soccombere da una parte al mondo delle donne, e dall’altra ai più classici maschi alfa (nel libro rappresentati dal bullo Massimo, di cui è innamorata proprio Arianna)?

Altra cosa che colpisce é la scoperta delle potenzialità sessuali. Nelle pagine di “Tu Salvati” Arianna vive situazioni particolari e le fissi sul foglio con parole talmente realistiche da rendere la lettura viva e partecipata. Ci descrivi come si sia palesata nella tua immaginazione il personaggio di Arianna?

Lei è la classica “brava ragazza” che un giorno scopre che essere sempre brava è terribilmente noioso. Le ci vuole uno schiaffo della madre, che le scheggia così un incisivo superiore, e soprattutto il fatto di assistere al suicidio di Galdina Castaldi, “Miss Cesso del Liceo”, per scoprirlo. Forse è in quel momento che comincia davvero la sua adolescenza, che la sua crisalide inizia a schiudersi. Arianna è arrivata alla mia mente perché è un po’ il doppio di Bice: una persona all’apparenza tranquilla ma che cela un mondo interiore molto, molto movimentato. Un po’ come me.

Da quale esigenza é nata la voglia di scrivere “Tu Salvati”?

Proprio dall’esigenza di rivivere quel mondo interiore così movimentato, che nell’adolescenza era in più anche molto inconsapevole. Quando sei ragazzo capita di essere in balia di te stesso e del mondo che ti circonda. Confesso che è stata una scrittura piuttosto dolorosa, quando ho finito la prima stesura mi ci è voluto un po’ per riprendermi.

Sappiamo che scrivere, per te, é come respirare: a cosa stai lavorando ora?

Una storia più maschile, un romanzo che, nel mio progetto, chiuderà una “trilogia dell’adolescenza” iniziata con “Ritratto di famiglia con errore” e ora proseguita proprio con “Tu salvati”. Posso dire soltanto che il protagonista sarà un personaggio che è già apparso nei primi due romanzi.

LA RECENSIONE

Attendevo da tempo di leggere “Tu Salvati” di Paolo. Me ne aveva parlato l’anno scorso quando aveva appena iniziato la prima stesura. E’ interessantissimo il magnetismo che l’intreccio del romanzo crea. Si diventa spettatori attivi di vicende potenzialmente nostre. Le vite, sapientemente raccontate, ci danno uno spaccato più che realistico della fragile emozionalità di giovani uomini e giovani donne.

A mio avviso il personaggio meglio narrato è quello di Arianna di cui mi sono innamorato dalle prime pagine. Arianna , nonostante la sua giovane età, sperimenta la sua vita ne diventa assolutamente proprietaria.

Questo romanzo ve lo consiglio per diversi motivi: è coinvolgente mai banale; vi terrà incollati alle pagine per sapere come e dove vanno a finire le storie di ogni protagonista; ci fa porre delle domande importanti nella nostra anima. Quanto le nostre azioni possono condizionare gli altri? Fino a che punto dobbiamo sentirci responsabili delle azioni altrui? Qual’è il punto di oggettiva crudeltà che non dovremmo mai superare?

Anche questo romanzo lo consiglierei moltissimo alla mia giovanissima cugina Mariangela, adolescente anche lei come i protagonisti.

“Tu salvati” è il mio consiglio vivissimo a tutti quei lettori che stanno cercando una storia che valga la pena essere letta.

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