Se vi piace cantare tutto l’anno, a Natale le ragioni per dare aria alle corde vocali si moltiplicano.

Non paghi di aver scongelato Michael Bublé e la sempreverde Last Christmas, colonna sonora dello shopping natalizio nei centri commerciali di tutto il mondo, può capitare che i doveri familiari ci obblighino a intonare le carole popolari, che tutti noi abbiamo imparato a cantare sin da bambini, a scuola come al catechismo, e che ancora oggi rappresentano una vera delizia per l’udito delle frange familiari più tradizionaliste

Allora cosa vogliamo fare, costringere nonne e zie a gorgheggiare sulle note di “All I want for Christmas is you” di Mariah mentre il piccolo di casa porta in trionfo Gesù Bambino nel presepiello abbozzato sul settimino, col rischio di ritrovarsi i cani abbaiare modello “Corrida”, oppure accontentiamo la geriatric division e tiriamo fuori un repertorio classico che a confronto “Natale in Vaticano” è “Tu si que Vales?

Opterei per la seconda possibilità.

In questo articolo vi proponiamo un prezioso vademecum di nozioni storiche sulle canzoni natalizie più conosciute al mondo che potrete sfoggiare durante i pranzi col parentado tra qualche giorno: magari poi la zia si commuove e molla il centone. 

Il coro di Natale di Charlie Brown

“Tu scendi dalle stelle”

Partiamo dal più rustico dei motivetti natalizi: Tu scendi dalle stelle, meraviglia tutta italiana.

Secondo le cronache ufficiali fu composta nel 1754 da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori: in pochi, però, sanno che la versione odierna del canto deriva da “Quanno nascette Ninno” (qui per i più curiosi), composta dallo stesso De’ Liguori in provincia di Foggia, a Deliceto. Fu scritta in lingua napoletana, affinché venisse compresa anche dalla gente meno istruita.

Quanno nascette Ninno” è una versione che possiamo definire “embrionale” di “Tu scendi dalle stelle“, sviluppata poi successivamente. Il canto, composto in sei ottavi, è detto anche “Pastorale” perché legato alla melodie della zampogna che pastori abruzzesi suonavano durante la transumanza. Tutti noi conosciamo solo due delle strofe della composizione, che però ne conta altre cinque. Nonostante sia un canto molto legato alla tradizione italiana è conosciuto in tutto il mondo, ed è un classico immancabile del repertorio nei concerti di Natale, anche dai cantanti lirici.

“Stille nacht”

“Tu scendi dalle stelle” sta all’Italia come “Stille Nacht” sta al mondo germanofono.

Risale al 1818 questo canto di origine austriaca, il cui testo fu scritto dal reverendo Joseph Mohr e la musica da Franz Xaver Gruber. Fu eseguito per la prima volta la notte di Natale del 1818 nella chiesa San Nicola di Oberndorf, presso Salisburgo, curiosamente per coro e chitarra e non per organo (oggi si pensa che fu dovuto ad un temporaneo malfunzionamento dei mantici).

È un canto nato tra carestie, guerre e povertà: l’occupazione francese aveva ridotto allo stremo delle forze la popolazione austriaca, e Stille Nacht si proponeva di costruire ponti, dare una speranza, di promuovere la fratellanza tra le nazioni nel più puro e semplice spirito natalizio. Per questo motivo, nel 2011 “Stille nacht” è stato dichiarato dall’UNESCO “Patrimonio immateriale dell’Umanità“.

In Italia è conosciuto come “Astro del ciel“, il cui testo, però, non riporta la traduzione letterale dell’originale ma è stato adattato dal prete bergamasco Angelo Mieli nel 1937 che ne ha accentuato il lirismo stilistico. È stato tradotto in 140 lingue: la versione più famosa è l’inglese “Silent night”. 

Silent night
Lo spartito di Stille Nacht

Jingle Bells

I canti di Natale, tuttavia, non sono solo un elegiaco ritratto in musica dello spirito natalizio, ma anche spensieratezza e gioia. In particolare, c’è una canzoncina che ognuno di noi avrà cantato mille volte nella vita senza mai domandarsene il vero significato: Jingle Bells.

Jingle bells
Targa commemorativa di “Jingle Bells”

Nasce nel 1857 scritta da James Lord Pierpont in un’osteria a Medford (Massachusetts), e per quanto sia una consuetudine cantarla nel mese di dicembre, se ci fate caso, non contiene nessuna parola riferibile al Natale in sé.

Questo perché, secondo l’ipotesi ufficiale riconosciuta dai più, fu composta per il Giorno del Ringraziamento. Fu l’associazione con i campanellini, la neve e tutta una simbologia invernale che richiama l’atmosfera natalizia ad eleggerla tema dominante del 25 dicembre, e la credenza popolare verso Santa Claus, con il suo “ho-ho-ho” ci ha sicuramente messo del suo.

Ci sono numerose contro-ipotesi sulla nascita di Jingle Bells: secondo la Medford Historical Society (società storica di Medford), l’autore è stato ispirato, per la composizione del testo, dalle popolari corse delle slitte che si svolgevano in città durante il XIX secolo (citando testualmente Wikipedia), ma spulciando nel web potreste incorrere in tutto un filone di speculazioni, teorie e complotti che, a confronto, le scie chimiche vi sembreranno strisce di zucchero filato. In particolare, quella più curiosa è la teoria che lega Jingle Bells ad un’origine di natura erotica, ricca di sotto-testi e allusioni da far impallidire Tinto Brass.

Vi rimandiamo al link originale, perché lo studio è davvero approfondito .

Tornando a noi, immaginerete sicuramente che Jingle Bells sia stato tradotto in numerose lingue e pertanto conta infinite versioni: da quella italiana, Din Don Dan, alla francese “Vive le vent“, che non parla di campanellini sonanti ma celebra il vento gelido d’inverno. Più espliciti gli spagnoli, che insieme a tutti gli amici dell’America Latina canta “Navidad Navidad, Hoy es Navidad“, fino ai cugini tedeschi che amano intonare “Ein kleiner weißer Schneemann” (un piccolo pupazzo di neve bianca).
Jingle Bells è talmente famosa che viene cantata persino là dove il Natale non si festeggia: potevano i giapponesi farsi sfuggire una divertentissima versione di Jinguru Beru?

Adeste Fideles

Tra le canzoni più famose, intonate soprattutto dai cori in pompa magna durante la messa di Natale, ricordiamo anche “Adeste Fideles”. È attribuita a sir John Francis Wade, che la avrebbe trascritta nel 1743 da un tema popolare irlandese per l’uso di un coro cattolico a Douai, cittadina nel nord della Francia, a quel tempo importante centro cattolico di riferimento e di rifugio per i cattolici perseguitati dai protestanti nelle Isole britanniche. In Italiano è nota come “Venite fedeli” o “Venite fratelli”.

O Tannenbaum

Altra canzone di Natale celeberrima in nord Europa è “O Tannembaum“, pubblicata per la prima volta nel 1799 sulla base di un vecchio canto popolare medievale. Le parole, invece, sono state composte nel 1819 dall’organista Joachim Zarnak. La sua diffusione in nord Europa è dovuta soprattutto al suo tema, un albero sempreverde (l’abete), riconosciuto universalmente come “l’albero di Natale“, dalle origini sicuramente pagane. In Italia è meglio conosciuta nella sua versione inglese “Oh, Christmas Tree“.

Il più antico

A giudicare dalle ricerche qui effettuate, la palma d’oro del “Canto di Natale più antico” va a “Joy to the world (the lord has come)”, che a quanto pare fu composto nel 1719da Isaac Watts, autore inglese di inni, seguendo un riadattamento di un Salmo su Re Davide – Salmo 97 (98). La melodia richiama il “Messia” di Georg Friedrich Handel.

Curiosità: la “venuta” del Lord di cui parla il salmo in realtà non si riferirebbe alla nascita di Gesù, bensì al suo ritorno sulla terra per il giudizio finale. Insieme a “Carol of the bells” (scritto intorno al 1936) è uno dei brani più interpretati dai cantanti pop americani che puntualmente irrompono sul mercato discografico nel periodo natalizio.

Joy to the world, the lord has come

White Christmas

Chiudiamo questa carrellata con la canzone più recente, White Christmas, composta e incisa nel 1940 da Irving Berlin, statunitense.

La versione più celebre di White Christmas è senza dubbio quella di Bing Crosby, registrata nel 1942 ed arrivata in 1ª posizione nella classifica Billboard dei singoli per 11 settimane. Fu premiata con l’Oscar alla migliore canzone 1943 ed il Grammy Hall of Fame Award 1974, e addirittura richiesta la sua re-incisione nel 1947 perché il nastro originale, a seguito di un eccessivo utilizzo, si era deteriorato.

Il disco di Crosby “White Christmas” è ricordato anche per essere il disco più venduto della storia, tanto che, dalla sua uscita nel 1942, non è mai uscito fuori produzione. La versione italiana, Bianco Natale, fu composta da Filibello, paroliere e giornalista italiano (Quel lieve tuo candor, neve / discende lieto nel mio cuor).

Adesso che ne sapete di più, non vi viene voglia di esibirvi la notte di Natale insieme alle immancabili zie?

Sciorinate date e aneddoti, conquisterete senz’altro il parentado più scettico! E a voi quale canzone popolare natalizia piace di più? Quale tira fuori maggiormente il vostro spirito natalizio?

, , ,