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TULLY (2018)

Marlo è una mamma di tre figli a tempo pieno ed è sull’orlo di una crisi di nervi. Poi arriva Tully, una “tata notturna”, regalatele dal fratello Craig per la nascita del suo terzo figlio. Se inizialmente la donna è riluttante, ella scoprirà con piacere quanto la giovane ragazza sarà una salvezza per lei e per la sua famiglia.


Il film vede per la terza volta la collaborazione tra il regista Jason Reitman e la sceneggiatrice Diablo Cody dopo gli ottimi risultati dei precendenti “JUNO” (2007) e “YOUNG ADULT” ( quest’ultimo interpretato sempre dalla Theron nel 2011 ).

Filo conduttore tra le diverse pellicole pare essere l’emancipazione femminile da quelle che solo le regole e i costumi sociali: le donne delineate dalla Cody sono sboccate, divertenti, talvota sopra le righe se non addirittura eccessive e ingestibili e non propriamente “politicamente corrette”. Ma è proprio questo l’elemento vincente.

Sopratutto nella prima parte di quest’opera c’è un corraggio difficilmente riscontrabile nel cinema moderno, in cui si evidenziano tutte le difficoltà che una mamma deve affrontare e – diciamolo pure! – sopportare per il bene dei suoi figli.
Il montaggio frenetico e ridondante ci immerge nelle ore e nelle giornate sempre uguali di queste eroine della poppata notturna e del cambio di pannolino.

Il disfacimento interno si evidenzia esteriormente, nel corpo, mostrato in tutte le sue (dis)grazie: Charlize Theron – qui in una delle sue più belle interpretazioni – ha preso più di 20 chili per questo ruolo, mostrandosi in tutte le imperfezioni di una donna che ha deposto la propria femminilità per vestire solo i “panni sporchi” della mamma.

Se volessimo trovare una pecca è il quietarsi della penna feroce della Cody dove invece avrebbe potuto osare di più e scagliarsi contro quelle persone che rendono impossibile la vita di Marlo.
Strepitosa invece la colonna sonora che spazia dal country a un’incursione tra le hits di Cindy Lauper.

Il finale a sorpresa benché vada a giustificare certi snodi narrativi poco credibili, dall’altra annacqua l’animo più sovversivo del film. E se anche Marlo si riappacifica con se stessa grazie alla magica presenza di Tully – interpretata da una magnetica Mackenzie Davis – pare non trovare quella spinta necessaria per cambiare davvero.

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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