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Dr. Rainbow

Un nuovo test individua i super-batteri nel sangue dei pazienti in un’ora di tempo

La velocità conta quando porta a scovare i batteri antibiotico-resistenti nel sangue – prima vengono trovati questi super-batteri, prima i dottori possono prescrivere il trattamento adeguato. Così come le prospettive migliorano significativamente per i pazienti nel limitare la diffusione di questi batteri, una diagnosi rapida significa anche minor spreco di tempo con antibiotici che non saranno certo efficaci.


Al momento, la diagnosi più rapida per l’individuazione dei batteri farmaco resistenti si attesta intorno alle 24 ore. Ora una nuova ricerca ha identificato un modo di completare l’intero processo di analisi e campionamento del sangue in un tempo di solo un’ora.

Questo era il nostro obiettivo, farlo in un’ora”, riferisce l’ingegnere informatico ed elettronico Aaron Hawkins della Brigham Young University del Regno Unito. “E’ piuttosto elettrizzante che siamo stati capaci di combinare i nostri sforzi e raggiungere questo traguardo”.

I ricercatori del campo della biologia molecolare, della chimica, hanno messo insieme le loro menti per trovare un nuovo processo, che possa identificare tre differenti super-batteri in una volta sola.

Attraverso un processo di centrifuga del sangue, il batterio viene isolato dai campioni così il DNA può essere analizzato. I ricercatori hanno utilizzato molecole fluorescenti progettate per tracciare i segmenti del DNA del batterio che contengono geni resistenti all’antibiotico. Se questi geni sono presenti nel campione, possono quindi essere individuati da un microchip.

C’è innovazione lungo tutto il processo – dal modo in cui il sangue viene separato, al metodo di individuazione ottica del chip che attiva diversi tipi differenti di batteri antibiotico-resistenti al fine di scovarli (processo noto come multiplexing).

Una volta che cerchi di diagnosticare la patologia, l’orologio inizia a ticchettare”, dice Hawkins. “Ogni ora in cui la patologia non viene trattata, la sopravvivenza scende del 7%. Hai bisogno di sapere subito contro cosa stai lottando così da applicare le giuste terapie”.

Quando ogni ora è cruciale, risparmiarne 23 è un passo avanti enorme per gli scopi diagnostici. Dopo cinque anni di ricerca, il team sta lavorando ora ad una compagnia start-up per distribuire i chip, che misurano 1 centimetro quadrato.


I super-batteri si sono evoluti nella capacità di resistere ai migliori farmaci che utilizza, e sta crescendo la preoccupazione in merito da parte degli scienziati. E’ questo di vedere se loro si adattano ai nostri trattamenti più rapidamente di quanto noi adattiamo i trattamenti.

Il nuovo test con microchip è una soluzione totalmente nuova a un problema [il batterio] che gira da milioni di anni e finchè non non troviamo un modo per attaccare direttamente il super-batterio, possiamo individuarlo prima per attaccarlo.

“Questi risultati indicano la strada verso una analisi dei patogeni antibiotico-resistenti più rapida, estesa e multipla”, scrivono i ricercatori nella loro pubblicazione scientifica.


La ricerca è stata pubblicata su Lab on a Chip .
https://pubs.rsc.org/en/content/articlelanding/2020/lc/d0lc00640h#!divAbstract


L’articolo di David Nield è stato pubblicato il 12 novembre 2020 su sciencealert.com

Scritto da

Sono nato in Puglia, dove sono cresciuto a orecchiette, giornalini e romanzi d'appendice. Sono ebbro di vino, virtù e poesia. Oggi mi divido tra la città natale e la città Eterna. Nella vita mi collaboro con le case editrici come revisore di testi ed editor. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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