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Spettacolo

Una, nessuna, ottanta volte Mina

La voce di Mina è un miracolo, credo che lei sia nata con la musica nel DNA, è come se avesse avuto una memoria prenatale della musica; e questo è un fenomeno tipico della genialità, quello di sapere prima di conoscere


Fabrizio De Andrè.

Vale per lei la regola applicabile a tutti i geni: “l’età non conta”; perché signori, Mina è un genio vocale. Mai uguale a sé stessa, ma sempre riconoscibile.

Lei non canta, ma incanta. Una straordinaria vocalità, capace di “discese ardite e di risalite”, ma quel che c’è di straordinario nella sua voce è la cura con la quale ogni parola, ogni singola parola viene pronunciata.


Una cura che a lei viene in modo naturale sì, perché si tratta di una natura musicale eccelsa.

I suoi fiati, i suoi filati, i suoi suoni arrotondati, le sue A completamente aperte (che fanno arricciare il naso ai tanti puristi del canto) nascono infatti per germinazione spontanea perché lei sa ancor prima di conoscere.

mina 80 anni
Mina

Mina ci accompagna da sempre con “nessuno ti giuro nessuno, nemmeno il destino ci può separare” o “io non ti conosco io non so chi sei” o “sei grande grande grande come te sei grande solamente tu”.

Mina ha davvero cantato di tutto, dal pop (nobilissimo) al rap, dal jazz alla bossa nova, arrivando alla canzone napoletana e tanto altro ancora. Una voce che ha reso eterni i giochi vocali di “Renato renato renato” oppure “tuuu diventi candi-da”.

Diceva Pitagora che la musica è un mistero insondabile, e dentro questo mistero c’è il miracolo della Voce di Mina: la parola cantata.

Sarebbe davvero impossibile elencare i suoi tanti successi: Nessuno, Tintarella di Luna, Una zebra a pois, Se telefonando, È l’uomo per me, Brava, L’ultima occasione, Il cielo in una stanza, Insieme, Grande grande grande, Ancora, L’importante è finire, E poi, Non gioco più, Vorrei che fosse amore, Mi sei scoppiato dentro al cuore, Questione di feeling, Amor mio, Volami nel cuore, Acqua e sale, Anche un uomo.

E poi le sue riletture di pezzi noti sia italiani sia stranieri. Meravigliosa in Bella senz’anima di Cocciante dove “gira la voce” in un modo straordinario; divertita in Rosso di Raffaella Carrà, straordinaria versione soffiata quasi di “Everything happens to me” (ispirandosi alla voce dell’angelo Chet Baker); senza dimenticare la sua versione di “Sarà per te” (di Francesco Nuti), in cui viene fuori tutta la sua grandezza! Ascoltate quando pronuncia “con un bacio” laddove quella a allungata nella parola bacio sembra voler esprimere tutto il concetto di lontananza che arriva poi, nei versi successivi “raccontarti che mi manchi…”.

Oggi sono io” (A.Britti) un bel pezzo, viene trasformato dalla sua voce in un’autostrada verso l’orizzonte.


Ha cantato anche gli amori diversi: come dimenticare Donna Donna donna, sconvolgente ritratto di una transessuale sui tacchi a spillo. La sua voce parte dal basso, scandendo ogni sillaba per poi salire vertiginosamente nel ritornello. Il secondo ritornello è cantato quasi con rabbia ed amarezza; l’amarezza della solitudine.

Altro pezzo è Cowboys (di Ivano Fossati)… “Poi chi glielo spiega a quella vipera assassina e intanto non siamo piu cowboys“. La prima versione di “Lo faresti” si chiamava “Rosso Jungla”, ed era proprio una piccante versione con riferimenti transgender.

Son tanti proprio tanti i pezzi cantanti da Mina, preferisco ricordare quelli “minori”:
Una donna una storia , ad esempio. Un capolavoro interpretativo, dove ogni singola parola è cesellata. Sembra stia dipingendo con la voce.

Non ti voglio più (il brano scritto, arrangiato, suonato e prodotto da Davide “Boosta” Dileo dei Subsonica): una semplice quanto disperata dichiarazione di amore a termine, dove lei canta in sottrazione: “se non fossi di plastica cercherei di scaldarti”

Alla fermata: Un brano che parla di amore non corrisposto; il tutto alla fermata dei taxi…”Ho giusto il tempo di tornare a immaginare di svegliarmi sdraiata sul tuo cuore.”

Ma chi è quello lì: un cazzeggio favoloso. Un brano in cui vengono fuori tutte le sfumature della voce di Mina, tutta la sua bravura da interprete. capolavoro d’ironia. Qui il video interpretato dalla grande Monica Vitti.

Sogno: toccante; un brano di Peninha, tradotto magnificamente da Cristiano Malgioglio. Drammatica ed intensa l’interpretazione.

Luna diamante, colonna sonora del film La dea fortuna: che dire… quel “ho dato troppa importanza a questo amore” è un colpo al cuore.

Dietro il suo talento vocale c’è una grande intelligenza che le ha permesso di capire che il mondo stava cambiando e che la tv commerciale stava prendendo il sopravvento.

La sua ironia, la sua dignità, i suoi silenzi parlano molto più delle urla starnazzanti dei talk show. Un’intelligenza che le ha permesso di sperimentare continuamente, ma anche di divertirsi, di prendersi poco sul serio. Una donna avanti anni luce, una rivoluzionaria in un’Italia bigotta.

Nella nostra epoca di vera recessione culturale e musicale lei è ancora un faro; una che fa sventolare la bandiera della qualità. E poi la sua scelta improvvisa: Mina che va via dai fastidi del chiasso mediatico e ancora nessuno, oggi, in Italia suscita la curiosità morbosa che c’è sempre stata intorno a lei; braccata da sempre.

Alla fine il difficile non è andarsene; ma è non tornare, restare altrove, rimanere libera… E lei con la sua voce è rimasta con noi.

Non parlerei di arte. Noi, poveri canzonettisti, siamo mal sopportati dalla critica musicale “colta” che morirebbe di un colpo se mi arrogassi il diritto di definire arte il mio modesto lavoro

Mina

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