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UOMINI CHE AMANO UOMINI _ 3 Film che non sapevi di voler vedere (Capitolo II)

Secondo appuntamento dedicato all’amore che unisce due uomini.
Nel caso aveste perso il primo articolo relativo a questo tema, vi invito a cliccare QUI.


Il cinema nel corso del tempo è riuscito non solo a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi importanti come il coming out e la presa di coscienza di un ragazzo della propria sessualità, ma anche a denunciare le tragiche conseguenze dell’omofobia.

Per fortuna oggi si tende maggiormente a dare spazio alle passioni e agli amori e alle difficoltà di coppia, quindi a mostrarci quelle tipiche dinamiche di coppia che non sono poi così diverse da quelle che vanno a crearsi in una relazione eterosessuale. L’amore nelle sue infinite declinazioni di colore e di genere, è sempre e solo amore. Questo è importante ricordare. Questo il cinema ci vuole insegnare.

Nel 1999 arrivò sugli schermi americani una piccola commedia indipendente che grazie al passaparola e alla presenza di una stella della televisione (Tori Spelling, la Donna del serial BEVERLY HILLS 90210) divenne presto un piccolo cult, amato in tutto il mondo.
TRICK per la regia di Jim Fall è una commedia romantica con piccole strizzatine d’occhio al musical. Non a caso il protagonista, Gabriel, è un timido e impacciato compositore di musical alla ricerca di un qualcosa o qualcuno che possa destarlo dalla sua vita monotona. Una sera decide di andare in un gay club dove incrocia lo sguardo con un aitante go-go boy, Mark. I due ragazzi si ritrovano poi sulla metropolitana e decidono di passare la notte assieme. Peccato che i loro piani saranno via via ostacolati dalla presenza di un coinquilino di Gabriel, poi dalla sua amica e poi tutta una serie di circostanze avverse. Se i due ragazzi non avranno modo di conoscersi carnalmente sarà invece un’occasione perché il loro incontro sessuale si trasformi nella possibilità di guardare realmente l’altro e …
Dal ritmo irresistibile, condito di piccole gag esilaranti ma mai eccessive, supportato da un cast affiatato e nella parte, TRICK è di quei film che riempiono il cuore di positività.
Christian Campbell (fratello minore della più celebre Neve Campbell) è perfetto nella parte, così come l’aitante John Paul Pitoc nel ruolo del muscolare ma sensibile Mark.

E restiamo sui tempi della commedia anche nel prossimo film che vi invito a recuperare.
ALL OVER THE GUY (2001) per la regia di Julie Davis racconta della storia d’amore tra Tom, fumatore e bevitore incallito, e Eli, eterno romantico e appassionato di fantascienza. I due ragazzi si sono conosciuti grazie ai rispettivi amici e, nonostante le divergenze iniziali, sono attratti l’uno dall’altro. Il loro rapporto sarà messo in discussione più volte, minato dalle rispettive paure di aprirsi all’altro e di lasciarsi andare alle promesse dell’amore.
Film leggero che non teme però di affrontare temi delicati come alcolismo, prevenzione, sesso promiscuo; ha la sua forza nella presenza di attori nella parte che offrono la giusta umanità ai loro personaggi.
Oltre i protagonisti Dan Bucatinsky (che molti conosceranno come amante di Cyrus nella serie SCANDAL) e al bel tenebroso Richard Ruccolo, non mancano le presenze femminili super amate dal pubblico gay: da Christina Ricci (vedi THE OPPOSITE OF SEX) a Lisa Kudrow (la Phoebe del serial FRIENDS) fino alla bella Sasha Alexander che i più ricorderanno nel ruolo della sorella maggiore di Pacey nel serial DAWSON’S CREEK.

E chiudiamo la rassegna di oggi con un titolo non ancora distribuito in Italia.
KEEP THE LIGHTS ON (2012) di Ira Sachs è un film per certi versi autobiografico perché ispirato al vero amore nato tra il regista e Bill Clegg, agente letterario che ha raccontato della sua dipendenza da droghe nel libro di memorie “Portrait of an addict a a young man“.
Nel film siamo nella New York del 1997. Erik (Thure Lindhardt, già visto in BROTHERHOOD-Fratellanza), documentarista danese, conosce Paul, avvocato. Quello che doveva essere un semplice incontro di sesso, diventa nel tempo un legame più profondo e intimo, minacciato però dalla tossicodipendenza di Paul.
Un film di un realismo disarmante che dalla poesia di certe immagini e inquadrature, precipita nel dramma più nero, ma capace di evidenziare senza sentimentalismi il male di vivere e la fragilità della psiche umana e quindi dei legami affettivi.
Il film, presentato al Festival di Berlino 2012, ha vinto il Teddy Award come miglior film a tematica LGBT.

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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