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UOMINI CHE AMANO UOMINI _ 3 film che non sapevi di voler vedere

Dopo aver trattato di transgender (clicca QUI) e amore saffico (clicca QUI), oggi guardiamo all’amore tra uomini nel cinema.


A dispetto di quel che si possa pensare fin dalla sua nascita il cinema ha trattato di omosessualità (per eventuali approfondimenti vi invito a recuperare questo articolo) sebbene con modalità diverse da paese a paese e dove l’occhio vigile della censura è sempre stato lì a decretarne la sorte.

Solo negli ultimi anni il cinema, prima indipendente e poi quello più commerciale, è riuscito ad andare oltre certi facili stereotipi e hanno saputo guardare con onestà alla realtà delle relazioni gay, delle prime esperienze, del coming out, delle difficoltà di accettazione, dell’amore.

Basti pensare a pellicole come WEEKEND (2011) o allo splendido LA TERRA DI DIO (2017) fino ai più recenti successi di critica e di pubblico come CHIAMAMI COL TUO NOME (2017) o la commedia romantica di TUO, SIMON (2018) o alla famiglia arcobaleno di Ozpetek nel suo LA DEA FORTUNA (2019).


In questa breve rassegna vi consiglierò 3 film che forse i più non conosceranno e che invito a recuperare. Buona lettura!

Nella foto COnrad Veidt e Fritz Schulz in una scena tratta da ANDERS ALS DIE ANDERN (1919)

Inizio col segnalarvi quello che a oggi è considerato forse il primo film a tematica omosessuale.
Era il 1919 e il film in questione è ANDERS ALS DIE ANDERN di Richard Oswald.
Oswald assieme allo psicologo Magnus Hirschfeld lavorarono a questa pellicola con l’obiettivo di denunciare da una parte le persecuzioni legali degli omosessuali e dall’altra di sensibilizzare l’opinione pubblica divisa tra disprezzo e intolleranza nei loro confronti. Nella pellicola si narra di un amore di due uomini, un virtuoso violinista e il suo studente, e delle difficoltà che la loro passione amorosa incontra sia in famiglia che nella società. Questo diventa pretesto perché siano presentate valide argomentazioni contro il disumano paragrafo75 e perché il regista possa scagliarsi contro l’omofobia. Quando il film uscì la censura era stata abolita, ma il film venne accolto solo in parte con ammirazione. Conservatori e nazionalisti utilizzarono proprio questo film per chiedere la reintroduzione della censura. In breve tempo questo avvenne e nel 1920 ANDERS ALS DIE ANDERN fu messo al bando. Si pensa che negli anni ’30 i nazisti abbiano distrutto gran parte del materiale e per molto tempo il film fu considerato perduto. La copia giunta a noi, seppure frammentata, è ancora oggi un esempio di grande cinema muto e per certi versi modernissimo, portatore di un messaggio di tolleranza.

i due amanti perduti nel film HAPPY TOGETHER (1997)

Un film che assolutamente non può mancare nella vostra collezione è lo splendido HAPPY TOGETHER (1997) di Wong Kar-Wai.
Un film che guarda a una coppia di uomini, Po-Wing e Yiu-Fai,che vivono una storia d’amore travagliata. Decidono di ricominciare e di viaggiare verso l’Argentina. I due uomini però, una volta giunti là si separeranno di nuovo. Di fatto sono due solitudini che costantemente si abbracciano col vano tentativo di trovare un medesimo accordo, un incastro che possa far combaciare le rispettive differenze caratteriali, ma incapaci di ascoltarsi realmente. Sublimato da una fotografia meravigliosa di Christopher Doyle e una colonna sonora avvolgente e variegata di tanghi argentini, HAPPY TOGETHER prende il suo titolo da una canzone di Frank Zappa. Ma a dispetto di quel titolo, il film (come buona parte del cinema di Wong Kar-Wai) riflette prima di tutto sulla solitudine umana quasi fosse una condizione esistenziale che ci ci accomuna tutti. Un film di rara bellezza e poesia che confonde tra luci colorate e caos, per poi sorprenderci a guardare una cascata e ascoltare lo scorrere della vita che passa, degli amori che finiscono, dei giorni perduti, del silenzio che ci porta a domandarci chi siamo.

E chiudiamo questa rassegna con un titolo del 2012.
SILENT YOUTH di Diemo Kemmesies.
Berlino.Un incontro casuale tra due ragazzi, Marlo e Kirill, un involontario tocco di mani, uno sguardo sostenuto, curioso, incerto. Basta questo perché Marlo (Martin Bruchmann) metta in discussione il rapporto con la sua ragazza e sia spinto a conoscere meglio quel ragazzo. Un film tanto semplice (nella trama) quanto complesso (nei temi trattati con delicatezza e onestà) che guarda all’adolescenza, alla scoperta della sessualità, alle scelte importanti, al coming out e… all’amore. Negli sguardi e nei gesti ora trattenuti e ora liberi dei suoi giovani protagonisti si concentrano domande inespresse e la forza del desiderio. Film per ora mai distribuito in Italia.

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Ossessionato dal trovare delle costanti nelle incostanze degli intenti di noi esseri umani, quando non mi trovo a contemplare le stelle, mi piace perdermi dentro a un film o a una canzone.

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