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Vasto: dopo soli cinque giorni rompono panchina contro l’omofobia.

E’ durata per soli cinque giorni la panchina arcobaleno, istallata presso la Villa Comunale di Vasto (CH) per la giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia.


Infatti questa mattina, 20 Maggio, una delle assi dello schienale con la scritta “L’amore non viaggia sul binario dei sessi, ma deraglia tra i sensi umani” è stata trovata spaccata.

Il comune di Vasto aveva aderito alle RE.A.DY (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per l’orientamento sessuale e identità di genere) montando la panchina arcobaleno nella Villa Comunale, con lo scopo di contribuire la diffusione di buone prassi rivolte alla promozione e riconoscimenti dei diritti delle persone LGBT. La proposta era partita dai ragazzi della consulta giovanile di Vasto ed è stata accolta positivamente dall’assessore alle Politiche Giovanili Paola Cianci, permettendo così la realizzazione dell’istallazione.

“Non sarà certo questo episodio, che ci auguriamo resti estemporaneo ad interrompere l’iniziativa lodevole promossa dalla Consulta Giovanile e dal Comune di Vasto per la difesa dei diritti e contro l’omofobia.” Hanno dichiarato l’assessore alle Politiche Giovanili, Paola Cianci ed il Presidente della Consulta Giovanile Mario Enrico Testa.

“Già in passato abbiamo affrontato in collaborazione con il Progetto Giovani l’argomento del vandalismo promuovendo delle attività di sensibilizzazione. Questo episodio è sicuramente uno stimolo in più ad insistere sul tema delle discriminazioni di genere e di orientamento sessuale e lo faremo con il supporto delle tante risposte positive ricevute in questi giorni e dalla solidarietà dimostrata in queste ore da molti cittadini, alcuni dei quali hanno addirittura proposto di partecipare alla riparazione del danno. Il Comune di Vasto provvederà a sistemare la panchina Arcobaleno e da questa brutta esperienza otteniamo una grande vittoria: i fatti continuano a dimostrare che la nostra è da sempre una città per i diritti e per la solidarietà.”

Difficile quindi per ora dire se si è trattato di un incidente causato da chi si è seduto direttamente sullo schienale, magari per scattarsi qualche foto ricordo, o un atto vero e proprio di vandalismo e di omofobia.

Sicuramente l’immagine di questa panchina spezzata, durata pochissimi giorni, è una metafora della drammatica situazione del nostro paese: permeato di inciviltà, a tratti menefreghismo, che porta alla violazione dei diritti umani essenziali e il mancato rispetto delle scelte altrui.

Scritto da

Attivista Politica, Femminista Intersezionale, Ally, Ecologista. Speaker e Autrice su Radio Città Pescara - Popolare Network.

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