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Human Rights

Veglia di preghiera contro il ddl Zan, la sindaca di Lizzano difende i manifestanti lgbt.

L’appello è arrivato, come sempre, via social. Un invito a inforcare rosari e santini per richiamare a sé il gregge di Dio e pregare “per la famiglia”, “per difenderla dalle insidie che la minacciano“, riferendosi direttamente al Disegno di legge “contro l’omotransfobia” in esame alla Camera dei Deputati.


Questa volta è toccato a Lizzano, un piccolo paese del tarantino, alle porte del Salento, meno di diecimila anime in tutto, culla della viticoltura d’eccellenza in terra di Puglia.

L’ennesima “riparazione” non richiesta, né dai cittadini e ci sentiamo di dire con una certa tranquillità neanche da Dio, giunge dalla Parrocchia “San Nicola”, proprio del piccolo comune in provincia di Taranto. A segnalarlo è Francesca Cavallo, autrice e attivista di origine lizzanese, su Facebook.

Don Giuseppe Zito, il parroco della Chiesa “San Nicola” nella quale ho trascorso innumerevoli ore nel corso della mia adolescenza e giovinezza, ha indetto questo incontro di preghiera per stasera. Si potrebbe pregare per tutti coloro che hanno perso un proprio caro a causa del COVID. Per le tantissime famiglie in difficoltà a causa della gigantesca crisi. Per le vite spezzate dei migranti in fuga da guerre e povertà. Oppure per le tantissime donne e bambini che vivono situazioni di gravissima violenza domestica […] Ma no. Don Giuseppe vuole che i suoi parrocchiani, i miei compaesani, preghino CONTRO la legge che vorrebbe proteggere persone come me, lesbiche, omosessuali, transessuali, dalle aggressioni di chi pensa che non meritiamo rispetto.

Che non basta essere stati privati di quei momenti di amore adolescenziale entusiasta, sfacciato e senza paura. Perché sapevamo che ci avrebbero gridato “ricchiò”. Che ci avrebbero detto “sta lesbica di m*rda”. A Don Giuseppe evidentemente piace che la gente possa continuare a odiarci e a esprimerci disprezzo apertamente. È una bella motivazione per una veglia di preghiera, l’odio.

È stato anche reso pubblico il testo della preghiera, che cita passi della Bibbia.

Contro l’iniziativa religiosa si è creato un piccolo gruppo – spontaneo – di sostenitori della legge Zan, soprattutto giovanissimi, armati solo di bandiere arcobaleno, che hanno allarmato il parroco al punto da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, i quali hanno cominciato a identificare i manifestanti rainbow ritenendoli un potenziale pericolo per l’ordine pubblico.

Di fronte a uno sbilanciamento di forze talmente evidente da risultare grottesco, e alle espressioni intimorite dei più giovani, la Cavallo ha ritenuto necessario chiamare la sindaca di Lizzano Antonietta D’Oria, subito intervenuta per difendere il diritto di protesta pacifica dello sparuto gruppo di persone intervenuto di fronte alla chiesa. La prima cittadina, visibilmente infastidita, ha invitato i carabinieri a identificare le persone in chiesa. In seguito al suo intervento, la volante accorsa sul posto si è allontanata.


In seguito, quando la notizia è diventata virale sui social network, è giunta una dichiarazione ufficiale della sindaca D’Oria sul suo canale istituzionale Facebook, corredata di bandiera rainbow.

Certo non sta a noi dire quello per cui si deve o non si deve pregare, ma anche in una visione estremamente laica quale è quella che connota la attuale Amministrazione Comunale, la chiesa è madre e nessuna madre pregherebbe mai contro i propri figli. Qualunque sia il loro, legittimo, orientamento sessuale. Perché […] la Chiesa è la madre di tutti, soprattutto di quelli che vengono discriminati, come purtroppo è accaduto, e ancora accade, per la comunità LGBT. A nostro modestissimo parere e con la più grande umiltà” continua la prima cittadina, “ci pare che altre siano le minacce che incombono sulla famiglia per le quali, sì, sarebbe necessario chiedere l’intervento della Divina Misericordia. Perché non pregare contro i femminicidi, le violenze domestiche, le spose bambine? Perché non celebrare una messa in suffragio per le anime dei disperati che giacciono in fondo al Mediterraneo? Perché non pregare per le tante vittime innocenti di abusi? Ecco, senza voler fare polemica, ma con il cuore gonfio di tristezza, tanti altri sono i motivi per cui raccogliere una comunità in preghiera.” conclude la sindaca. “Certo non contro chi non ha peccato alcuno se non quello di avere il coraggio di amare. E chi ama non commette mai peccato, perché l’amore, di qualunque colore sia, innalza sempre l’animo umano ed è una minaccia solo per chi questa cosa non la comprende“.

Ci auspichiamo che sempre più sindaci seguano l’esempio di questa coraggiosa prima cittadina di Lizzano. Diversamente da lei, in altre occasioni si è preferito guardare dall’altra parte o addirittura essere compiacenti verso un certo tipo di tendenza discriminatoria (ricordiamo il caso della coppia di Pescara in cui il comune si è rifiutato di costituirsi parte civile contro gli aggressori) per bollare i diritti dei cittadini lgbt come di serie b, o nel peggiore dei casi agitando spauracchi inesistenti come la difesa della famiglia tradizionale o la fantomatica teoria gender.

Lo ripeteremo fino allo sfinimento: dire no alla legge contro l’omofobia equivale a giustificare atti di discriminazione e discorsi d’odio verso cittadini socialmente più vulnerabili ad un certo tipo di aggressioni. La qualità della democrazia di uno di uno Stato si valuta da come quest’ultimo difende e tutela le minoranze oppresse, siano esse etniche, religiose o legate all’orientamento sessuale e all’identità sessuale. E fa doppiamente specie che la Chiesa, la casa di tutti coloro che si sentono figli di Dio, diventi luogo di propaganda di odio e intolleranza in nome di una incomprensibile “difesa dalle insidie della famiglia naturale”.


Scritto da

Sono nato in Puglia, dove sono cresciuto a orecchiette, giornalini e romanzi d'appendice. Sono ebbro di vino, virtù e poesia. Oggi mi divido tra la città natale e la città Eterna. Nella vita mi collaboro con le case editrici come revisore di testi ed editor. Su BL Magazine coordino la linea editoriale e mi occupo di raccontare come vengono trattati i diritti umani e diritti lgbt+ nel mondo... e qualche volta mi distraggo scrivendo di tv e spettacolo!

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