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La Gilda del Cassero Play di Modena 2023 intervista ad Alberto Filetti

- 26/05/2023


1) Da quanto tempo esiste la Gilda del Cassero?

La Gilda è nata nell’Ottobre del 2014, tra le mura del Cassero LGBTI Center di Bologna, perché si è sentito un forte bisogno di creare una realtà che non fosse discriminatoria e formata da spazi più sicuri. Abbiamo svolto negli anni numerosi progetti, cambiando, formandoci e crescendo in numero e competenze, tanto da arrivare ad essere qui a PLAY adesso con circa 50 volontarie al giorno divise su più stand e attività. 

2) Che differenza avete dal punto di vista associativo rispetto al Cassero LGBTI+ Center? Siete un’associazione a parte o la stessa?

La Gilda è uno dei gruppi che anima il Cassero LGBTI+ Center di Bologna, uno dei comitati di Arcigay.

All’interno del Cassero abbiamo un giornale sempre attivo dove vengono pubblicati articoli a tema a tematica sempre LGBTIQ+, un gruppo che si occupa di salute, uno che fa formazione, uno sportello giuridico ed altri ancora. Tra questi gruppi, La Gilda si occupa di portare i temi di spazio sicuro e spazio inclusivo all’interno del mondo del gioco, perché per noi il gioco è un potente mezzo di lotta politica.

3) Quanti titoli avete pubblicato sia per quanto riguarda di Gioco di Ruolo sia per quanto riguarda il gioco da tavolo o a quanti avete contribuito?

Come Gilda, abbiamo autoprodotto nel 2018, tramite Kickstarter, il primo gioco di carte italiano a tematica LGBTQI, “Lobbies”. Questo gioco è venuto fuori dall’idea e dalle energie di molte volontarie che hanno sentito il bisogno di creare un titolo italiano che le rappresentasse.

Oltre questo, negli anni abbiamo collaborato e svolto consulenze verso diverse case editrici e game designer tramite opere di sensitivity reading, analisi delle meccaniche di gioco che riguardassero identità di genere, rappresentazione e la sicurezza al tavolo.

 Abbiamo dato contributi, abbiamo aiutato autori e autrici che volevano scrivere prodotti nella maniera più inclusiva possibile. Ultima tra le nostre attività di consulenza, riguarda Prism, di Fumble GDR.

4) Come sono nati i rapporti con Fumble GDR e come avete supportato Prism?

I contatti con loro sono nati inizialmente a livello personale alle fiere, in quanto i loro prodotti sono conosciuti e molti dei loro valori si sovrappongono ai nostri; inoltre, erano in contatto con MS Edizioni, casa editrice a noi vicina.

Sono state ospiti in Gilda, abbiamo fatto insieme sessioni online di “Sigmata” durante le prime fasi della pandemia. Pochi mesi dopo, è stata suggellata una più stretta collaborazione grazie alla scrittura di uno scenario per “Not the end”, utilizzando l’ambientazione di Lobbies, in cui tutte le lobby devono organizzare insieme il Pride. Ne siamo state tutte molto orgogliose.

Nell’ultimo anno, ci è stato chiesto di curare la parte del sensitivity reading del manuale di gioco di Prism, riguardo in particolare le tematiche di genere. Tramite i nostri consigli e il dialogo con Fumble, è venuto fuori un manuale completo e maturo su questi temi, che ha ottenuto anche un grandissimo successo sulla piattaforma itch.io.

Il gioco come strumento di impatto sociale e politico per le persone LGBTQIAP+ (Panel @ PLAY 2023)
Intervengono Marta Ciaccasassi (game developer presso dV Giochi) e Claudio Pustorino (Fumble GdR).

5) Da poco è uscito il manifesto rosa del gioco, quali messaggi volete mandare?

Citando il manifesto stesso: “giocare è un atto politico” e lo ribadiremo sempre.

Per noi il gioco è un potente strumento di impatto sociale. Grazie ad esso possiamo esplorare mondi nuovi, creare relazioni e sperimentare realtà alternative. Col gioco possiamo esplorare noi stesse, possiamo inventare, possiamo insegnare. Le 6 tesi del manifesto raccontano proprio questo e ci ricordano che “giocare è un diritto di tuttə”.

La sua scrittura è stato processo corale di noi volontarie con il supporto di tante amiche e professionalità che colgo l’occasione per ringraziare nuovamente: grazie a Claudio Pustorino, Giosy Varchetta, Jonathan Ganebo, Marta Ciaccasassi, Marta Palvarini, Silvia de Vincenzi di BLaST games e Stefano Burchi.

Qui a Play abbiamo pubblicato la prima versione del nostro manifesto rosa, diviso in 6 tesi che analizzano e cristallizzano pratiche ed idee maturate in quasi 10 anni di attività e confronto con altre realtà. Rendere visibili istanze e valori è fondamentale per dargli voce e diffonderle.

La speranza che abbiamo è di farlo girare il più possibile e di avere sempre più realtà che vorranno seguirlo ed implementarlo. Questo manifesto potrà dare spunti alle case editrici, a game designer, ad attiviste, a chi crea spazi di gioco, fiere ed eventi e a molte altre persone. 

6) Avete progetti e iniziative future?

Assolutamente si! Molti progetti e molte idee. Anche se al momento non vogliamo spoilerare troppo.

Il prossimo anno compiremo 10 anni e con questa cifra tonda vorremmo festeggiare adeguatamente.

L’unica cosa che posso dire è che ci vogliamo dare come obiettivo quello di conoscere maggiormente le realtà italiane e diffondere ancor di più il nostro manifesto.

La nostra intenzione è avviare una rivoluzione rosa!

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