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Festival della Parola: Pillon sui diritti LGBTQI+ è inaccettabile.

- 30/05/2023


Ieri sera è stata condivisa nella chat della redazione di BL Magazine una notizia che non mi ha per nulla migliorato la giornata.

Nel Comune di Chiavari (GE), dove si tiene da dieci anni un Festival molto frequentato chiamato il Festival Della Parola. Il Festival inizia questo week end ma il programma è già disponibile online.

Se si va sulla home page del loro sito, in bianco e rosso, subito si notano le foto dei main speakers, ovvero gli ospiti di punta dell’evento, e fin qui tutto bene: da Guzzanti, a Fagnani e, guarda un po’, c’è anche Piero Pelù, che presenterà il suo libro. Scorrendo, ecco che spunta fuori uno dei personaggi che hanno fatto parte, più di molti altri, della mia formazione da attivista rompiscatole femminista ovvero Simone Pillon.

Simone Pillon, per chi non lo conoscesse, è stato un ex senatore dell’ultradestra italiana, un faro politico della famiglia “tradizionale” o, come erroneamente la chiamano loro “naturale”. Fautore del Congresso Mondiale sulla Famiglia che si tenne a Verona nel marzo 2019, contestato egregiamente da Non Una Di Meno e tutto il movimento femminista italiano, è un rinomato personaggio antagonista dei diritti LGBTQ+ e delle donne.

La presenza di un personaggio simile in un festival che dice di avere come obiettivo quello di fare cultura è pressoché ossimorico, in quanto la cultura è crescita e progresso, che non si coltivano certo con violenza, sessismo e omolesbobitransfobia. Ma ritrovare questa persona a relazionare sui diritti LGBTQI+, ovvero quei diritti che lui ritiene non solo superflui ma anche lesivi per il “buoncostume sociale“, ha chiaramente il sapore del ventennale.

Trovarsi nel 2023 in un festival pubblico, frequentato e promosso dal Comune e dalla Regione (per non parlare dell’università), per parlare di diritti LGBTQI+ non solo senza una controparte (ma anche se ci fosse stato, davvero dobbiamo ancora dibattere se i diritti sono di tutt* o meno?) e senza il coinvolgimento dei diretti interessati, ma con una persona che ha danneggiato persone con le sue idee violente e discriminatorie, è, letteralmente, inaccettabile.

Mi unisco, insieme a tutta la redazione di BL Magazine, alle richieste del Liguria Pride, di cui cito parte del loro comunicato, sperando che lo staff del Festival della Parola faccia un passo indietro nella scelta, così scorretta, nel mettere sullo stesso piano l’opinione di una persona che veicola fake news sull’inesistente ideologia gender con gli intoccabili e inviolabili diritti umani.

In questo momento politico inquietante dai risvolti sempre più autoritari invitiamo il Festival della Parola a cancellare un evento che lede i diritti nostri e di tutte le persone discriminate. Se poi ci sarà contestazione cosa farete? Le vittime del fascismo degli antifascisti? Questa è la malafede di chi gode di privilegio e potere. Se volete un vero confronto, invitate noi associazioni LGBTQIA+ a parlare della nostra vita e delle nostre battaglie, invece di un uomo che la parola, la nostra, vuole cancellarla. In attesa di una risposta chiara invitiamo chiunque voglia avere un vero confronto a partecipare al nostro Village, organizzato e partecipato da chi li vive in prima persona. Schieriamoci contro la deriva autoritaria del governo e combattiamo la paura insieme, in difesa dei nostri diritti.

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Classe 1990, Pescarese di adozione. Attivista transfemminista e co-fondatrice del Collettivo Zona Fucsia, si occupa da sempre di divulgazione femminista. È speaker radiofonica e autrice in Radio Città Pescara del circuito di Radio Popolare con il suo talk sulla politica e attualità "Stand Up! Voci di resistenza". Collabora nella Redazione Abruzzo di Pressenza. È infine libraia presso la libreria indipendente Primo Moroni di Pescara e operatrice socio-culturale di Arci.

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